SAVONA: EXPORT ITALIA SUPERA IMPORT DI 50MLD EURO, CHE VUOL DIRE 3.4% DI PIL. RISALIRE AL 2% DI CRESCITA. PENSARE A ORGANIZZARE BENE COMUNE, NON SECONDO REGOLE UE FATTE 30ANNI FA. SALVINI E DI MAIO NON INCOSCIENTI

"L’Italia ha un disavanzo di 57 miliardi di dollari, il che vuol dire che esporta più di quanto importi per una cifra pari a 50 miliardi di euro. Che equivale a circa il 3.4 per cento di Pil”. A dirlo a In mezz’ora intervistato da Lucia Annunziata è Paolo Savona, ministro delle Politiche europee e noto economista. Questo significa, per Savona, “che l’Italia vive al di sotto delle proprie risorse. Per questo occorre - con l’approvazione dell’Europa - un piano strategico di investimenti”. Dagli ultimi dati Istat sull’esportazione - ndr - risulta che l’agroalimentare costituisce un vero e proprio volano per l’economia italiana oltre confine. Ma Savona è chiaro:

“L’Europa non deve essere una corazza del paese ma un’opportunità di sviluppo. In sostanza, secondo l’economista già segretario per la programmazione del Bilancio, “l’Unione europea deve svolgere non il ruolo di guardiano della stabilità ma il guardiano dello sviluppo della stabilità. Se in questo momento l’Italia rispettasse la soglia del Pil, ci sarebbe in Italia una caduta del reddito, che si tradurrebbe in un calo di occupazione. Cosa che non dovrebbe essere accettata dall’Europa stessa”. Il Metodo Conte punta alla crescita , il numeretto viene alla fine dobbiamo risalire al 2%, io sarei di per salire ancora di più se poi torniamo indietro da 1,5 all1 per cento ne discutiamo

I componenti di questo gruppo di lavoro - Conte Salvini Di Maio Tria e Moavero li ho trovati sorprendentemente ragionevoli e non incoscienti

Obiettivo è per Savona raggiungere una crescita del 2 per cento , “se poi non ci arriviamo ci saranno le note di aggiornamento”

Dove siamo carenti e la politica fiscale interna ed europea.

Abbiamo un enorme massa di risparmio inutilizzato io sono il più moderato tutti gli economisti dicono che in queste condizioni bisogna spendere di più

Poi in merito alla critica di Draghi, secondo il quale “le parole hanno fatto danni”: “i politici hanno il problema di parlare con il proprio elettorale e il problema di gestire bene le risorse del Paese”. Alcune affermazioni vengono fatte, spiega, “per conciliare le regole dell’Europa con le promesse fatte ai cittadini”. Da qui Savona parla di politeia, ovvero organizzare l’Europa secondo il bene comune, diversa dalla governance, ovvero organizzare secondo le regole. E le regole fissate dall’Unione Europea sono state fissate Nel 92. Possono bene andare ancora oggi? Da qui il documento che ho inviato a Juncker”, conclude.

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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