SCOPPIA CASO DIPLOMATICO RUSSIA-UCRAINA. VINITALY CON 128MILA PRESENZE DA 142 NAZIONI USATO COME TEATRO DI SCONTRO. TANTO RUMORE PER 30 BOTTIGLIEUNA TEMPESTA IN UN BICCHIERE DI VINO CHE HA VISTO SCENDERE IN CAMPO IL MINISTERO DEGLI ESTERI RUSSO E IL CAPO DELLA REPUBBLICA DI CRIMEA. BOMBA AD OROLOGERIA NELLA FIERA PIU RUSSA DI SEMPRE MENTRE MATTARELLA ERA A MOSCA

Spokeswoman of the Russian Foreign Ministry Maria Zakharova gestures as she attends a news briefing in Moscow, Russia, October 6, 2015. REUTERS/Maxim Shemetov

Una tempesta in un bicchiere di vino. Trenta bottiglie portate via dallo stand di un produttore russo perché in contrasto con il regolamento Ue n. 692/2014 del Consiglio del 23 Giugno 2014 ha generato un vero e proprio caso diplomatico con la scesa in campo del presidente della Repubblica della Crimea e del ministero degli Esteri di Mosca. Tanto che la portavoce Maria Zakharova ora accusa l’Ucraina di aver fatto pressione sulla polizia italiana per sequestrare il vino della Crimea presente al Vinitaly. In un momento di tensione internazionale con l’escalation della crisi tra Usa e Corea del Nord fanno più rumore 30 bottiglie sequestrate che il rischio di una nuova “guerra fredda”. Tutto è iniziato due giorni fa quando un produttore russo ha esposto sul suo stand alcune bottiglie di vino. Che non avrebbe potuto esporre.

Infatti il regolamento europeo 693 del 2014 recita agli artt. 2 e 3 che “è vietato importare nell’Unione europea merci originarie della Crimea o di Sebastopoli” ad eccezione di quelle “presentate all’esame delle autorità ucraine, per le quali sono state verificate le condizioni per il riconoscimento dell’origine preferenziale a norma del regolamento (UE) n. 978/2012 e del regolamento (UE) n. 374/2014 (2) e per le quali è stato emesso un certificato d’origine dall’autorità competente dell’Ucraina o a norma dell’accordo di associazione UE-Ucraina”. Altresì, l’art.4 indica come sia “vietato partecipare, consapevolmente e deliberatamente, ad azioni le cui finalità o conseguenze siano l’elusione dei divieti di cui all’articolo 2”. Proprio il giorno in cui il presidente della Repubblica Sergio Mattarella era in visita a Mosca è scoppiato il pandemonio nel corso del Vinitaly più russo che mai, con il viceministro della Federazione russa a Verona. Una bomba ad orologeria che ha sfruttato la fiera internazionale, con le sue 128 mila presenze da 142 paesi, come teatro dello scontro.

“Il sequestro di prodotti vitivinicoli della Crimea portati ad un expo internazionale del vino in Italia è stato una provocazione incoraggiata dall’Ucraina” ha dichiarato Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri russo. "Consideriamo quanto accaduto durante l'annuale fiera internazionale del vino di Verona, una provocazione ispirata dai rappresentanti delle autorità ucraine in Italia. Apparentemente, il loro scopo era quello di gettare un'ombra sullo stand ufficiale nel corso della visita in Russia del Presidente della Repubblica italiana” (Sergio Mattarella – ndr), ha aggiunto Zakharova sottolineando che le autorità italiane hanno violato gli obblighi di garantire condizioni favorevoli a tutti i partecipanti al Vinitaly.

A prendere posizione era già stato il capo della Repubblica di Crimea Sergey Aksenov dichiarando: “Questo è un comportamento rozzo. Diverse aziende di Crimea hanno portato i loro vini alla manifestazione, ma la polizia italiana ha sequestrato l'intera produzione in fiera senza spiegarne le ragioni. Il ministero degli Esteri se ne sta già occupando". "Era necessario farlo? Si tratta di un’azione assolutamente stupida dovuta, credo, a un passo politico" aveva aggiunto Aksjonov. Il capo della Repubblica di Crimea aveva promesso di sostenere e proteggere i produttori interessati con tutti i mezzi legali a disposizione della Repubblica. "Il governo della Repubblica di Crimea non li lascerà senza supporto ... spero che il buon senso prevalga sulle emozioni", aveva concluso.

VINITALY 2017 CHIUDE CON 128MILA PRESENZE DA 142 NAZIONI

Dopo quattro giorni di business e promozione per il mondo vitivinicolo, il 51°Vinitaly chiude oggi a Verona registrando 128mila presenze da 142 nazioni. In crescita l’internazionalità del salone che quest’anno ha visto aumentare i top buyer stranieri accreditati che toccano quota 30.200 (+8% sul 2016), sul totale dei 48mila visitatori esteri. Un risultato ottenuto grazie agli investimenti nell’incoming da parte di Veronafiere, in collaborazione con il ministero dello Sviluppo Economico e ICE-Agenzia.

«Vinitaly 2017, che abbiamo simbolicamente battezzato come edizione “50+1” – commenta il presidente di Veronafiere, Maurizio Danese –, rappresenta il primo e concreto passo del nuovo percorso di sviluppo che guarda al futuro dei prossimi 50 anni. I risultati premiamo la spinta verso una sempre più netta separazione tra il momento riservato al business in fiera e il fuori salone pensato per i wine lover in città. Proprio Vinitaly and the City quest’anno ha portato nel centro storico di Verona e nel comune di Bardolino oltre 35mila appassionati. L’obiettivo ora è continuare in questa direzione, forti dei nuovi strumenti messi a disposizione con la trasformazione in Spa di Veronafiere e dal piano industriale collegato da 100 milioni di euro, con investimenti mirati sulla filiera wine e sulla digital transformation».

«I numeri di questa edizione – spiega il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani –testimoniano la crescita del ruolo b2b di Vinitaly a livello internazionale, con buyer sempre più qualificati da tutto il mondo. Basta guardare alla top ten delle presenze degli operatori stranieri che mostrano incrementi da quasi tutte le nazioni: Stati Uniti (+6%), Germania (+3%), Regno Unito (+4%), Cina (+12%), Francia e Canada (stabili), Russia (+42%), Giappone (+2%), Paesi del Nord Europa (+2%), Olanda e Belgio (+6 per cento). A questa lista si aggiunge la buona performance del Brasile (+29%), senza dimenticare il debutto assoluto a Vinitaly di Panama e Senegal. Per quanto riguarda invece l’Italia, assistiamo ad un consolidamento degli arrivi da tutte le regioni del Paese».

Con più di 4.270 aziende espositrici da 30 paesi (aumentate nel complesso del 4% sul 2016, in particolare quelle estere, del 74%) Vinitaly si conferma il più importante salone internazionale per il vino e i distillati ma anche momento di riflessione fondamentale per il settore vitivinicolo nazionale ed europeo, come hanno sottolineato la presenza del ministro alle Politiche agricole Maurizio Martina, il commissario europeo all’Agricoltura Phil Hogan, i ministri dell’Agricoltura di Malta e Polonia e il viceministro all’Agricoltura russo. Nel corso della rassegna, i riflettori sono stati puntati sui mercati consolidati (ma non maturi) ed emergenti, con un’attenzione particolare agli sviluppi futuri della possibile svolta protezionista degli Stati Uniti e le ricadute della Brexit.

Ma si è guardato molto ad Oriente, con Verona e Vinitaly punto di partenza di una nuova Via della seta per il vino italiano diretto in Cina che viaggia su e-commerce ed educational. A Vinitaly, 1919, il gigante cinese della distribuzione online to offline di wine&spirit, ha stretto un accordo con la Vinitaly International Academy e il fondatore Robert Yang ha promesso di aumentare entro il 2020 le vendite italiane nel Paese del dragone di oltre 2 milioni di bottiglie per almeno 68milioni di euro di fatturato.

La Cina ha scelto Vinitaly come riferimento europeo per il vino, come ha ribadito l’arrivo a Verona anche degli altri colossi commerciali come Alibaba, Cofco, Winehoo e Suning.

Nei quattro giorni, oltre agli incontri b2b, si sono tenuti quasi 400 convegni, seminari, incontri di formazione sul mondo del vino. In primo piano, come sempre, il calendario delle degustazioni: più di 250 soltanto quelle organizzate direttamente da Vinitaly e dai consorzi delle Regioni, che hanno visto, tra le altre, una esclusiva per celebrare i 50 anni del Sassicaia.

Ad integrare e ampliare l’offerta di Vinitaly, si sono svolte come ogni anno in contemporanea Sol&Agrifood, la manifestazione di Veronafiere sull’agroalimentare di qualità ed Enolitech, rassegna su accessori e tecnologie per la filiera oleicola e vitivinicola che ha tagliato il traguardo delle 20 edizioni.

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

Leave a Reply

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

MORE ARTICLES