SPARISCE BONUS VERDE MA ENTRA BONUS PER LE FACCIATE DEI PALAZZI. FLOROVIVAISMO VALE 2,5 MLD CON OLTRE 100MILA ADDETTII DATI E LE REAZIONI. L'APPELLO ALLA BELLANOVA: "AFFRONTI LA QUESTIONE"

Il governo del Green spazza via le agevolazioni per mettere le piante sui balconi e introduce quello per rifare le facciate dei palazzi.

Sparisce il bonus verde ma si trovano risorse per rifare le facciate dei condomini, una misura fortemente voluta dal Miur di Dario Franceschini.

Dal Bonus Verde al Bonus Facciate, che prevede fino al 90% di detrazioni per chi rifà l’esterno di casa.

Nel Dl Fiscale e nella Bilancio non c'è alcun riferimento al Bonus Verde. Solo i 30 milioni di euro previsti nel Dl Ambiente per la forestazione nelle aree urbane che coinvolgono però gli enti locali, non i singoli cittadini.

D'altronde anche il comma 5 e 6 all'articolo 4 del decreto Ambiente che prevedeva la semplificazione per l'espianto e il reimpianto degli alberi di ulivo infetti da xylella ai fini - anche - paesaggistici, sembra che sia stato tolto in corner - da quanto apprende AGRICOLAE - sempre per volontà del Miur. Il ministero competente in materia.

L'Agenzia Onu ha più volte evidenziato l'importanza di emettere meno Co2 e dall'altra l'esigenza di creare delle realtà che potessero assorbirla. In Usa, Canada, Cina e Russia sono state costruite delle centrali che assorbono la C02, una sorta di enormi filtri.

Oltre tutto il bonus verde si inserisce bene nella lotta all'evasione dato che introdurre un bonus permette al nero di emergere nella categoria del florovivaismo e cura dei giardini.

Ma non solo: si mette a rischio un comparto importante che oltre che verde, vale complessivamente oltre 2,5 miliardi di euro e conta 100mila addetti in 27mila aziende. 

Secondo i dati Mipaaf pubblicati nel 2014 il valore della produzione delle aziende florovivaistiche italiane rappresenta oltre il 5% della produzione agricola totale e deriva per il 50% dai comparti fiori e piante in vaso mentre, il restante 50% da piante, alberi e arbusti destinati al vivaismo. Secondo i dati dell’ultimo censimento Istat, sono circa 14 mila le aziende di produzione che si dedicano ai fiori e piante in vaso e quasi 7.500 quelle attive nella produzione di piante per il vivaismo(escluse le giovani piantine ); la dimensione media è più elevata nel caso del vivaismo (2,1 ha contro 0,9 ha di quella di fiori e piante in vaso). La superficie agricola destinata complessivamente al settore, quasi 29 mila ettari, è investita, per almeno il 70%, a piante in vaso e vivaismo.

Per saperne di più:

FLOROVIVAISMO, MARTINA: SETTORE DA 2,5 MLD E 100MILA ADDETTI

"Sanremo - ha dichiarato il Ministro Maurizio Martina - offre un palcoscenico unico e privilegiato ai fiori d’Italia e più in generale al florovivaismo italiano. Un settore che vale complessivamente oltre 2,5 miliardi di euro e con 100mila addetti in 27mila aziende. Un settore che vogliamo sostenere puntando su 3 pilastri fondamentali: salvaguardia del reddito, tutela sui mercati internazionali e ricerca. Sul primo fronte è l'impegno costante che stiamo portando avanti per gli agricoltori. Per tutelare il reddito interveniamo sulla leva fiscale e una prima risposta è arrivata con l’azzeramento della Irpef agricola con la legge di Bilancio 2017, ma credo vada approfondita un’analisi sugli incentivi al verde urbano. Si tratta di un settore cruciale anche per rendere sempre più sostenibili le nostre città e contribuire così alla protezione della salute dei cittadini, a partire dai più piccoli. L'idea di un bonus verde come quello per l'edilizia deve essere presa in considerazione come investimento strategico. Continueremo poi il nostro impegno in Europa per tutelare il florovivaismo made in Italy dalle importazioni a basso prezzo da Paesi extraeuropei che penalizzano le produzioni nazionali. Sul fronte della ricerca, potrà essere ulteriormente sviluppato l’impegno del Crea per dare risposte utili alle nuove esigenze del settore”.

MIPAAF FA IL FOCUS SUL FLOROVIVAISMO. SETTORE DI PUNTA DEL PAESE. INCIDENZA ETTARI DEL 15% FIORI E 14% VIVAISMO. ITALIA ESPORTA IN GERMANIA, FRANCIA, PAESI BASSI, UK E BELGIO

-11Il florovivaismo è un settore di produzioni d’eccellenza sempre più apprezzato in Italia e all’estero. Il valore della produzione delle aziende florovivaistiche italiane rappresenta oltre il 5% della produzione agricola totale e deriva per il 50% dai comparti fiori e piante in vaso mentre, il restante 50% da piante, alberi e arbusti destinati al vivaismo. Secondo i dati dell’ultimo censimento Istat, sono circa 14 mila le aziende di produzione che si dedicano ai fiori e piante in vaso e quasi 7.500 quelle attive nella produzione di piante per il vivaismo(escluse le giovani piantine ); la dimensione media è più elevata nel caso del vivaismo (2,1 ha contro 0,9 ha di quella di fiori e piante in vaso). La superficie agricola destinata complessivamente al settore, quasi 29 mila ettari, è investita, per almeno il 70%, a piante in vaso e vivaismo. Le aziende che producono giovani piante floricole ornamentali sono invece 2 mila per una superficie complessiva di oltre 1500 ettari. Sono alcuni dei numeri contenuti nella pubblicazione “Il florovivaismo italiano, una scelta di qualità”, a cura del ministero delle Politiche agricole e forestali in collaborazione con Ismea, da oggi online sul sito del Mipaaf. L’Italia è ai primi posti della classifica per dimensione della superficie destinata al vivaismo e a coltivazioni di piante e fiori in genere: l’incidenza degli ettari investiti a florovivaismo è del 15% nel caso delle produzioni di fiori e piante in vaso e del 14% nel vivaismo. L’Italia è inoltre un Paese esportatore netto di piante, alberi, arbusti e di fogliame e fronde; in particolare, tra i principali mercati di destinazione delle piante in vaso si annoverano la Germania, la Francia, i Paesi Bassi, la Gran Bretagna e il Belgio, mentre come Paese di destinazione per gli alberi e arbusti, oltre ai Paesi già citati, vanno aggiunti la Spagna, la Turchia e la Svizzera. Tra i Paesi importatori di fogliame spiccano, nell’ordine: i Paesi Bassi, la Germania e la Francia, mentre per l’import dei fiori recisi i Paesi Bassi rappresentano il primo sbocco di mercato. Il valore delle spedizioni totali del settore florovivaistico, pari al 25% del valore della complessiva produzione annua italiana, rappresenta oltre il 2% del totale delle esportazioni dell’agroalimentare.

“In ogni Paese europeo e nei principali Paesi extraeuropei la floricoltura italiana – si legge nella pubblicazione - ha saputo imporsi per l’alta qualità e la tipicità delle produzioni di piante e di fiori; maestosi parchi e splendidi giardini parlano del vivaismo italiano in ogni luogo del mondo. Le piante aromatiche e quelle mediterranee sono impiegate sempre più spesso nell’ambito degli arredi urbani portando un angolo della natura mediterranea italiana nelle aiuole, nelle verande delle case di tutto il mondo. La possibilità di adattare le coltivazioni di molte produzioni alle diverse caratteristiche pedoclimatiche del Paese ha consentito di produrre una varietà di specie tutte di alta qualità e adattabilità ai climi e ai terreni di diversi paesi esteri e ha favorito le esportazioni delle alberature in zolla o in vaso, delle piante aromatiche, degli agrumi, delle eccellenze del reciso e, in misura sempre maggiore, delle piante mediterranee in genere”. Il catalogo fotografico, viene sottolineato, “è stato realizzato in lingua italiana, inglese e tedesca perché abbia una maggiore diffusione e possa essere uno strumento valido per testimoniare la bellezza della floricoltura italiana e l’abilità dei vivaisti del Paese. La floricoltura italiana costituisce un importante comparto di cui si occupa il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali che da diversi anni coordina il “Tavolo di filiera del florovivaismo” istituito al fine di pianificare e indirizzare alcune linee di intervento e attività di supporto al settore. È per volontà del Tavolo, composto da rappresentanti di associazioni, dei distretti florovivaistici, di cooperative, consorzi e mercati, delle Regioni, dei centri di ricerca, università e delle organizzazioni professionali che è stato realizzato il catalogo fotografico, uno strumento editoriale che racconta la qualità delle innumerevoli specie botaniche italiane, coltivate e spontanee, attraverso una rassegna di immagini che caratterizzano le peculiarità delle diverse produzioni italiane”.

L’alta qualità delle produzioni e l’ottimizzazione dei processi che precedono la commercializzazione – viene ricordato - rappresentano obiettivi prioritari per il settore; da anni il Ministero sostiene azioni volte al miglioramento della logistica, alla riduzione dei costi di produzione, alla formazione professionale degli operatori, alla difesa fitosanitaria a basso impatto ambientale ed alla razionalizzazione dei consumi idrici. Il favorevole clima italiano e la selezione di specie particolarmente resistenti alle alte temperature estive nonché alla carenza di acqua, come quelle tipiche della flora mediterranea, sono le basi dell’ evoluto concetto di qualità che contraddistingue la produzione italiana delle piante da esterno: non solo piante belle, ma adatte ad un giardinaggio sostenibile e più naturale, in sintonia con le più attuali linee di progettazione paesaggistica. Il prodotto florovivaistico non ha solamente una valenza ornamentale e decorativa; assume sempre più un ruolo funzionale per la mitigazione ambientale nei riguardi delle condizioni termoudometriche, soprattutto in contesti urbani, per il risparmio energetico (verde architettonico), per il recupero di patologie e disagi sociali (verde terapeutico) e per il ritorno a ritmi di vita più naturali. L’attenzione dei produttori, rivolta negli ultimi anni al contenimento dei costi energetici e del consumo idrico e alla salvaguardia dell’ambiente in genere, ha consentito la crescita di un florovivaismo che privilegia la tutela della biodiversità e del ricco patrimonio verde storico rappresentato dai numerosi parchi e giardini di tutto il territorio italiano, riducendo inoltre gli interventi di manutenzione sul prodotto.

Le regioni più vocate per i fiori recisi e le fronde sono la Liguria, la Toscana, il Lazio, la Campania, la Puglia e la Sicilia, mentre per le piante in vaso e da vivaio la produzione è distribuita su molte regioni. Tuttavia, vanno menzionate la Liguria per le piante aromatiche e alcune piante fiorite tipiche da esterno, il Piemonte per le piante acidofile, la Lombardia, oltre che per le acidofile anche per le latifoglie e le conifere, la Toscana per la vasta gamma di alberi e arbusti tra cui le conifere, gli alberi a foglia caduca e sempreverdi, gli alberi da frutta ornamentali, il Lazio per le piante mediterranee, la Sicilia per le piante mediterranee tra cui gli agrumi ornamentali, le piante grasse e le palme.

Le reazioni:

LEGGE BILANCIO, ASSESSORE ROLFI: SPARITO IL ‘BONUS VERDE’, GOVERNO ECOLOGISTA SOLO A PAROLE. MAZZATA A SETTORE FLOROVIVAISMO

Il Governo italiano si dimostra
ecologista solo a parole. Togliere il 'bonus verde' dalla Legge
di Bilancio significa danneggiare pesantemente il comparto
florovivaistico e le nostre citta', dato il successo della
misura. La sostenibilita' ambientale si persegue con incentivi
alle buone pratiche, non con tasse e divieti. La Regione
Lombardia fara' di tutto affinche' questa agevolazione venga
reinserita". Lo ha detto Fabio Rolfi, assessore all'Agricoltura,
Alimentazione e Sistemi Verdi della Regione Lombardia in merito
alla proposta di Legge di Bilancio 2020 avanzata dal Governo,
dove non viene citata la riconferma del bonus verde, ossia
l'agevolazione che permette ai cittadini di riqualificare gli
spazi verdi usufruendo della detrazione fiscale del 36%.

ESECUTIVO SI CONTRADDICE - "Il Governo  - ha detto l'assessore
-contraddice se stesso: nel 'Decreto Clima' di pochi giorni fa
viene riconosciuta la capacita' del verde di ripulire l'aria e
riqualificare le nostre citta', ora si tolgono le agevolazioni
per il verde urbano". "Per combattere i cambiamenti climatici
dobbiamo fare azioni concrete, incentivare chi investe nel verde
specialmente in citta', non sparate ideologiche" ha aggiunto
Rolfi.

AUTOGOL NELLA LOTTA ALL'EVASIONE - "Il bonus verde tra l'altro -
ha concluso - era un incentivo a dichiarare i pagamenti. Il
Governo che annuncia la lotta all'evasione fiscale ha fatto un
autogol".

VALORE PRODUZIONE E DISTRIBUZIONE TERRITORIALE - Il valore della
produzione florovivaistica in Lombardia e' di 222 milioni di euro
all'anno, il 9% del totale nazionale.

Nel 2017 in Lombardia risultano attive 6.762 imprese cosi'
suddivise a livello provinciale:

Bergamo                779
Brescia                896
Como                931
Cremona                203
Lecco                445
Lodi                 99
Mantova                412
Milano               1.066
Monza e Brianza        524
Pavia                338
Sondrio                117
Varese                952
Totale               6.762

MANOVRA, CENTINAIO: GOVERNO PARLA DI ECOLOGIA E POI TOGLIE BONUS VERDE

"Il Governo parla di valorizzazione dell'ambiente, di tutela dell'ecologia e promette di non fare tagli sul fronte dell'agricoltura, poi però, nei fatti, toglie il 'bonus verde' in manovra, che era stato confermato dal precedente esecutivo. Eliminare gli incentivi e le agevolazioni per chi effettua interventi per sistemare e realizzare aree verdi di pertinenza delle unità immobiliari rappresenta un vero e proprio schiaffo a un settore importante dell'economia nazionale, quello del vivaismo. Il ministro Bellanova parla di nessun taglio, poi elimina il bonus verde; il ministro Costa parla di ecologia, poi mette in ginocchio il settore dei vivaisti: esprimo sconcerto di fronte all'ennesima dimostrazione di incoerenza e di incompetenza da parte del Governo giallorosso, che pensa solo a introdurre nuove tasse e a nuove modalità per mettere in difficoltà gli italiani che lavorano onestamente".

Lo dichiara in una nota Gian Marco Centinaio, senatore della Lega, già Ministro dell'Agricoltura.

BONUS VERDE, CIA: IL GREEN STRATEGICO CONTRO CO2 IN CITTA. NO A STOP INCENTIVI. BELLANOVA AFFRONTI LA QUESTIONE

FIORE BONUS VERDECia-Agricoltori Italiani e l’associazione dei Florovivaisti Italiani chiedono alla ministra Bellanova di affrontare la questione della proroga e del rifinanziamento del Bonus verde nella Legge di bilancio e nel Dl Clima.

Cia e Florovivaisti Italiani sono fiduciosi che un Governo sensibile ai temi ambientali non possa sottovalutare l’importanza della misura, che dopo la sua introduzione nel 2018 ha incentivato il florovivaismo e riconosciuto il ruolo fondamentale del green nel mitigare gli effetti nocivi dello smog e migliorare la vivibilità dentro le mura cittadine.

La detrazione fiscale per le spese di sistemazione delle aree verdi private (dai giardini ai balconi) ha rappresentato una novità sostanziale nel settore, portando nuovi posti di lavoro e contribuendo all’emersione del “nero”. Il settore florovivaistico in Italia vale complessivamente oltre 2,5 miliardi di euro e conta 100mila addetti in 21mila aziende, rappresentando il 15% della produzione comunitaria.

La letteratura scientifica è concorde nell’affermare l’importante funzione del verde, sia pubblico che privato, nell’assorbimento della CO2, nella riduzione delle polveri sottili e la mitigazione dell’isola di calore urbana. Lo smog è responsabile dell’11% dei casi di aggravamento di asma dei bambini e del 18% dei problemi acuti negli anziani affetti da problemi respiratori. Gli effetti del Bonus verde sono stati positivi anche per la salvaguardia del paesaggio sottraendo all’incuria e al degrado terreni spesso lasciati incolti e abbandonati e ha aumentato la vivibilità dei centri urbani, considerato l’effetto benefico portato ai cittadini anche da un punto di vista psicologico.

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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