TONNO, FEDERCOOPESCA: BENE AUMENTO QUOTE, MA UE RIDIMENSIONATA

“Siamo soddisfatti solo a metà. Il risultato dell’assemblea Iccat appena conclusa in Marocco è un bicchiere mezzo pieno. Bene l’aumento delle quote tonno su base triennale, che consente di dare stabilità al comparto in una ottica di crescita bilanciata, positiva l’attenzione per le esigenze della pesca artigianale, ma la Commissione Ue non è stata all’altezza di condurre il negoziato. Siamo arrivati con un fronte sfilacciato che è costato all’Europa il 4% nella chiave di ripartizione delle quote tra i vari Paesi, senza riuscire neanche ad adeguare le misure di gestione, come ad esempio il regime di catture accessorie e accidentali. Aumenta, quindi, per tutti il totale ammissibile di catture ma all’Europa spetterà una fetta più piccola rispetto al passato: il 55,05%, contro il 59,24% dello scorso anno. Una debolezza registrata su più fronti visto che non siamo neanche riusciti a far eleggere un candidato europeo per la segreteria Iccat, posizione che è stata affidata al Senegal, cui vanno ovviamente tutti i nostri auguri di buon lavoro”. Così Federcoopesca-Confcooperative che ha partecipato a Marrakech ai lavori assembleari della Commissione per i grandi pelagici. L’assegnazione triennale della quote, ricorda l’associazione, prevede: 28 mila tonnellate nel 2018, 32mila tonnellate nel 2019, 36mila nel 2020. La quota italiana in Europa è del 24,57%. Ci sono 1400 tonnellate non ancora allocate che, tra il 2019 ed il 2020, saranno assegnate dall’Iccat per i bisogni delle varie parti contraenti, con attenzione particolare per i sistemi di pesca artigianali.

“Il vero nodo – conclude Federcoopesca- deve essere ancora sciolto. Non sono state fissate nuove misure di gestione, va capito se la risorsa tonno è ancora in fase di ricostituzione o passeremo a una fase di gestione. Proprio su questa tema è previsto nel mese di marzo un incontro a Madrid. Auspichiamo che in quella occasione arriveremo con una posizione condivisa”.

 

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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