UNA NUOVA MINACCIA PER LA SALUTE ATTRAVERSO L’ALIMENTAZIONEL’INQUINAMENTO DA DISTRUTTORI ENDOCRINI

Su espressa richiesta della Comunità Europea, l’EFSA (European Food Safety Autority) rilascerà entro questo mese di marzo la propria Opinione Scientifica sui rischi per la salute umana e per l’ambiente associati alla presenza dei cosiddetti distruttori endocrini nella catena alimentare.

L’allarme è solo relativamente recente in quanto da almeno una decina d’anni il mondo scientifico ha documentato la presenza nell’ambiente, ma anche in numerosi alimenti, di sostanze chimiche che interferiscono col nostro sistema endocrino, mimano cioè le funzioni degli ormoni o si oppongono alla loro fisiologica attività.

Non è cosa da poco se si pensa che i maggiori indiziati per tale rischio sono gli ormoni steroidei, quelli che per lo più regolano la funzione riproduttiva e quella metabolica. Quindi rischi, documentati sperimentalmente in numerosi animali, per la fertilità, la crescita, lo sviluppo sessuale, il differenziamento e l’orientamento sessuale dell’embrione, ma anche danni al DNA delle cellule che possono stravolgerne le funzioni inducendo tumori, allergie gravi, disordini neuro-degenerativi ed alterazioni del ricambio energetico in grado di indurre finanche diabete ed obesità.

Ma cosa sono questi distruttori endocrini e da dove originano?

Ebbene molti sono veri e propri ormoni, ma sintetici, usati da decenni come farmaci: si pensi solo ai contraccettivi femminili che dalla pillola Pincus in poi, eliminati praticamente intatti o come metaboliti indistruttibili, sono immessi continuamente nell’ambiente e quindi nella catena alimentare. Ci sono poi ormoni ad azione antiormonale come quelli usati per la cura di molti tumori maschili e femminili della sfera sessuale. Ma pare possano interferire anche i cosiddetti fito-estrogeni, quelli naturalmente contenuti in alcuni vegetali e dei quali è incrementato l’uso proprio per la loro peculiare composizione.

E poi ci sono pesticidi, anticrittogamici, derivati dell’industria chimica e farmacologica, le diossine, i bifenoli policlorinati, i metalli pesanti: tutti ad interferire col delicatissimo sistema endocrino né più né meno dell’antesignano della categoria, il simil-estrogeno sintetico dietilstilbestrolo, somministrato indiscriminatamente tra gli anni ’50 e ’60 a cinque milioni di donne in gravidanza per la prevenzione dell’aborto spontaneo, in molte delle quali indusse tumori uterini e patologie neonatali varie nei loro figli.

Questo stesso farmaco, in un relativamente recente esperimento, aggiunto in piccolissima quantità alla normale alimentazione di un topolino, lo ha indotto ad sovralimentarsi facendolo divenire obeso!

A questo punto attendiamo con ansia il parere dell’EFSA per capire come difenderci da questo ennesimo attentato alla nostra salute, che può manifestarsi proprio tramite l’alimentazione, magari celato proprio in quei cibi nei quali confidiamo per preservarla.

 

Giovanni Spera

Endocrinologo, Internista ed Obesiologo

Professore Ordinario di Medicina Interna, docente nella scuola di Specializzazione di Endocrinologia da più di 40 anni e Fondatore e Coordinatore Scientifico del Master “Prevenzione e Terapia di Soprappeso,Obesità e Disturbi dell’Alimentazione” alla Sapienza, Università di Roma, ha organizzato e diretto per circa 20 anni il Centro di riferimento Aziendale del Policlinico Umberto I di Roma per la Diagnosi e Cura dell’Obesità ed i Disturbi dell’Alimentazione. Consulente del Ministero della Salute in più legislature per le Campagne per un corretto stile di vita e la lotta all’Obesità, è nel CD della Società Italiana per i Disturbi del Comportamento Alimentare e Presidente della Sezione Laziale della Società Italiana dell’Obesità dal 2007 al 2012.

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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