VALLARDI: DA BELLANOVA BUONE PROMESSE MA CATTIVE PREMESSE

“Sono d’accordo col ministro Bellanova al 99% , ne condivido le idee ma in finanziaria non risulta nulla di quanto affermato. Anzi avviene l’esatto contrario se pensiamo al Made in Italy, in cui è totalmente assente la questione promozione. Sono presenti invece i dazi ma a dispetto della missione annunciata negli USA non si è ancora capito su cosa verterà questo viaggio, nè tantomeno sappiamo se riuscirà a dialogare con Trump”.

Così ad AGRICOLAE il presidente della commissione agricoltura al senato, Gianpaolo Vallardi, sull’operato in questi primi mesi del ministro Bellanova.

“Un’altra questione delicata riguarda la tassa sullo zucchero. Si tratta di un settore, quello degli zuccherifici e della barbabietola, già in ginocchio e mettere adesso una tassa sullo zucchero, senza fare distinzione tra zucchero buono e cattivo, rappresenta un grandissimo problema. In questo modo invece di aiutare l’agricoltura l’affossiamo” prosegue Vallardi.

“Medesima problematica riguarda la tassa sulla plastica. Sappiamo che il futuro sarà delle bioplastiche ma al momento attuale non siamo assolutamente pronti a questo passo.

In senato -ribadisce Vallardi- è arrivata una manovra che fa tutto il contrario di quanto affermato in pubblico”.

“Per quanto riguarda i cambiamenti climatici sappiamo che l’agricoltura è un attore principale per le emissioni di Co2, nel senso che l’agricoltura può fare molto eppure nulla si fa e nulla si vede in questa finanziaria, anzi si è osteggiati dai 5Stelle che ad oggi non hanno fatto ancora nulla” afferma. “Basterebbe invece pensare che siamo leader nel mondo in tutti quegli impianti tecnologici per la produzione dagli scarti dell’agricoltura (biodigestori anaerobici) con cui creare compost, fertilizzante organico, combustibile ecologico e biometano.”

“C’è qualcosa che non va dal punto di vista tecnico, ancor prima che da quello politico. Manca il buonsenso e l’unica cosa fatta finora è stata dividere il ministero dell’agricoltura da quello del turismo.

Una scelta priva di logica se pensiamo che eravamo riusciti ad aumentare l’export dei prodotti Made in Italy di 6 miliardi, secondo i dati Ismea” ricorda Vallardi. “Questo perché il binomio turismo-agroalimentare permetteva ai turisti di scoprire le eccellenze italiane, gli si insegnava la tradizione e la storia dei nostri prodotti, così da invogliarli all’acquisto di Made in Italy anche tornati a casa.

La divisione tra i due ministeri ha quindi inciso negativamente, ma ancor più grave resta la mancata corrispondenza tra quanto dichiarato e quanto invece fatto” conclude il presidente della comagri senato.

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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