VERONAFIERE, MACSHARRY: NELLA DIREZIONE GIUSTA L’EX COMMISSARIO UE: PUNTARE SU QUALITA'

BAROLO (CN) - VENDEMMIA ANTICIPATALa riforma della Politica agricola comune che porta il suo nome introdusse nel 1992 per la prima volta i pagamenti parzialmente disaccoppiati e fu una rivoluzione per l’agricoltura. E sui negoziati attuali della Pac, MacSharry spezza una lancia in favore del suo successore, Dacian Ciolos: "Credo che con una forte attenzione all’ambiente la Pac vada nella direzione giusta". Ad oggi non si sa ancora se si riuscirà a raggiungere un compromesso sui contenuti e sul budget, visto che il Parlamento europeo minaccia di bocciare l’accordo trovato in Commissione, ma la proposta di riforma della Pac incassa una promozione da un grande "ex". Si tratta di Raymond MacSharry, appunto ex commissario europeo all’Agricoltura e uno dei grandi riformatori della Politica agricola comune (Pac), intervistato da Veronafiere sulla Pac e sulla liberalizzazione dei vigneti.

Oggi MacSharry ha 75 anni e vive in Irlanda, il suo Paese. Nel 1992 entrò in vigore la Pac che porta il suo nome, una Politica agricola comune improntata su una forte carica innovatrice. La riforma MacSharry puntò all’avvicinamento dei prezzi comunitari ai listini dei principali mercati internazionali e ad un sistema di compensazione agli agricoltori attraverso pagamenti diretti ad ettaro, differenziati per coltura. L’era dei sostegni parzialmente disaccoppiati.

La proposta di Ciolos? Nella giusta direzione. Sulla riforma della Pac attualmente in fase di negoziato, MacSharry spezza una lancia in favore del suo successore. "Non sono aggiornatissimo sugli ultimi sviluppi – afferma – ma credo che con una forte attenzione all’ambiente la Pac vada nella giusta direzione. Dobbiamo essere attenti ed impostare una politica che rispetti l’equilibrio fra esigenza di produrre e rispetto dell’ambiente". In tema di liberalizzazioni, MacSharry accenna anche all’addio alle quote latte, che scongiureranno al suo Paese – l’Irlanda ha una quota nazionale intorno ai 6 milioni di tonnellate e si è trovata in alcuni frangenti nella medesima situazione italiana – ulteriori superamenti di quota nazionale. In chiave di una liberalizzazione dal primo aprile 2015, i principi cardine ai quali Paesi come l’Italia, ma più genericamente l’Europa, saranno quelli della qualità. "Su alcune produzioni, come ad esempio lo stesso vino – afferma MacSharry – la competizione è su scala mondiale, con una competizione fra produttori europei e produttori del Nuovo mondo sempre più serrata. L’alternativa alle politiche dei prezzi, dalle quali non potremo ovviamente uscire vincitori, sono quelle della qualità, assicurata dai marchi europei".

com/neo

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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