VERRASCINA, COORDINATORE DI AGRINSIEME: SUPERARE FRAMMENTAZIONE PER CREARE SISTEMA DI FILIERA

Il 3 luglio 2018, con una conferenza stampa svoltasi al Palazzo della Cooperazione di Roma, il coordinamento di Agrinsieme, che riunisce Cia-Agricoltori italiani, Confagricoltura, Alleanza delle Cooperative italiane dell’agroalimentare e Copagri, è passato al presidente della Confederazione produttori agricoli Franco Verrascina, che ha raccolto il testimone dal presidente dell'Aci Agroalimentare Giorgio Mercuri, il quale ha guidato Agrinsieme nell’ultimo anno e mezzo. Nell’intervista ad AGRICOLAE che segue il neo coordinatore sintetizza i temi su cui si concentrerà l'azione del coordinamento nel 2018 e nel 2019 e le nuove sfide che attendono il comparto primario.

Presidente, tirando le somme da quando è nata Agrinsieme, cosa è cambiato dentro e fuori il coordinamento?

Agrinsieme è nato all'inizio del 2013 e, pur se con qualche difficoltà giustificabile dal cambiamento del contesto di riferimento, è andato avanti per la sua strada ed è ormai giunto al sesto anno di attività. Il solo fatto che sia stato raggiunto questo traguardo prova quanto Agrinsieme abbia contribuito a cambiare il concetto di rappresentanza e quanto questo cambiamento si sia rafforzato con il lavoro comune del coordinamento.

Anche all’interno di Agrinsieme dei cambiamenti ci sono stati: basti pensare che nel maggio 2015 a Cia, Confagricoltura e Alleanza delle Cooperative italiane dell’agroalimentare si è aggiunta la Confederazione produttori agricoli Copagri. In tutti questi anni di lavoro abbiamo contribuito a confermare e rafforzare una comunanza di intenti e di lavoro tra soggetti che rappresentano l’intera filiera e che vogliono trovare nuovi modelli di sviluppo rispetto alle sfide del mercato e del comparto primario; lavoro che vogliamo portare avanti con il mandato che mi è stato affidato.

Quali sono le prospettive future da perseguire?

Il programma di lavoro di Agrinsieme per la restante parte del 2018 e per il 2019, e che abbiamo presentato in occasione della conferenza stampa che ha sancito il passaggio del coordinamento, mira a portare avanti l’opera di confronto continuo con le istituzioni nazionali e comunitarie, partendo dai territori e dalle reali esigenze di chi su questi vive e lavora. Vogliamo dare il giusto contributo alla discussione sull'agricoltura e sul sistema agroalimentare che vogliamo. La vera sfida che lanciamo è quella di avviare una riflessione sul modo con il quale ci poniamo e ci presentiamo nei confronti dei nostri associati, dei consumatori e della società intera.

Non dobbiamo poi perdere di vista le tante altre sfide che attendono il settore primario, che rischia di essere messo a dura prova dai paventati tagli al bilancio comunitario post-Brexit e in particolare ai fondi per la Pac e per i programmi di politica di coesione; per questo continueremo a lavorare sulla strada intrapresa come Agrinsieme, puntando sulla difesa delle produzioni nazionali, con particolare attenzione all’impatto sui mercati e sul reddito degli agricoltori di eventuali nuove concessioni commerciali, e sulla semplificazione burocratica e procedurale, che troppo spesso appesantisce e aggrava la situazione del settore.

Perché è importante che la filiera faccia fronte comune e lavori in sinergia?

Per Agrinsieme è fondamentale continuare a lavorare per superare l’attuale frammentazione all’interno della rappresentanza e promuovere una sempre maggiore e più coesa aggregazione, per presentarsi in maniera compatta e unitaria sui tavoli delle trattative nazionali e comunitarie. Vogliamo far affermare la concreta idea di un settore agroalimentare fondato su una logica di vero sistema e per far questo miriamo alla perfetta integrazione di tutti gli attori che possano concorrere a rendere il comparto una leva economica per lo sviluppo del Paese.

Non bisogna dimenticare, poi, che fare fronte comune è fondamentale per presentarsi sui mercati con un’unica voce e scontare migliori condizioni per i nostri imprenditori agricoli. Per tutti questi motivi occorre, ad avviso di Agrinsieme, remare con eguale, intensa energia verso risultati che rechino a cascata concreti benefici per tutti i suoi artefici, dall’impresa al territorio, passando per il centrale benessere del cittadino-consumatore. Tutto ciò significa dare risposte in termini di redditività per gli agricoltori, tema questo che rappresenta l’impegno prioritario del coordinamento.

Ogni qualvolta si riesce ad avere una posizione unitaria, forte e coesa si riesce, nella maggior parte dei casi, ad ottenere dei risultati. Numerosi sono gli esempi probanti di tale affermazione; penso ad esempio ai positivi risultati ottenuti nel recente passato sul piano normativo, quali, ad esempio, quelli riguardanti il collegato agricolo e quelli che hanno portato all’abolizione di Imu e Irpef.

Agrinsieme aprirebbe a voci fuori dal coro e a battitori liberi? A quali condizioni?

Mi sembra superfluo ribadire, come già affermato in numerose occasioni da altri rappresentanti del coordinamento, che continueremo a lavorare per superare l’attuale frammentazione all’interno del settore. Questo significa essere aperti al confronto e al dialogo con altre organizzazioni. Non abbiamo preclusioni e pregiudizi nei confronti di eventuali ulteriori adesioni ad Agrinsieme, che valuteremo e discuteremo collegialmente, con la massima trasparenza. Non ci sono chiusure, ma è ovvio che valuteremo molto attentamente le richieste di adesione non in linea con il nostro DNA o quelle che, addirittura, rischiano di alterarlo.

Vuole aggiungere qualcosa?

Vorrei approfittare di questa intervista per ringraziare nuovamente, come ho già avuto modo di fare in un comunicato stampa diffuso qualche giorno fa, il neoconfermato presidente di FedAgriPesca Giorgio Mercuri per il grande lavoro che ha svolto alla guida del coordinamento di Agrinsieme.

Vorrei inoltre ringraziare i presidenti della Confagricoltura Massimiliano Giansanti e della Cia-Agricoltori italiani Dino Scanavino per aver riposto la loro fiducia nella mia persona e nella Copagri; fiducia che assicuro di ripagare con il massimo impegno, nella consapevolezza che quello che mi aspetta non sarà un compito facile.

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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