VINITALY AL VIA, ECCO TUTTI GLI INTERVENTIFRA GLI STAND ANCHE SALVINI, MELONI E DI MAIO

Al via a Verona la 52esima edizione del Vinitaly. Nel corso dell’inaugurazione è intervenuta la presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati la quale ha sottolineato che dalla prima volta che “sono stata al Vinitaly tanti anni fa, ho cercato di non perdere mai una edizione. Parlare di vino vuol dire cultura, lavoro, know how, fantasia e capacità competitiva delle aziende". "Parlare di vino significa parlare anche di sicurezza alimentare", ha aggiunto. "I risultati sono sotto gli occhi di tutti, sono un vanto che dobbiamo ogni giorno sempre di più rivendicare". Ma non solo: "vino vuol dire anche riscatto sociale".

 

ZAIA"Se questo settore cresce è grazie ai giovani le cui aziende sono le più competitive e affascinanti e innovative", ha spiegato il governatore del Veneto Luca Zaia nel corso dell'inaugurazione del Vinitaly che definisce "la più grande fiera del vino del mondo". "La vera grande sfida è quella della certificazione del prodotto e della produzione. Il consumatore sceglie chi rispetta l'ambiente". Infine il concetto di wine prime: "il vino deve essere il biglietto da visita italiano. Basta vini francesi nei menù"

 

 

"Una grande festa e occasione di riflessione per fare il punto sulla situazione”, per Andrea Olivero. "Serve sempre di più aprirsi, anche attraverso il turismo. Il turista infatti è sempre di più in cerca del food&wine". Basta dazi, per Olivero: "abbiamo bisogno di libertà per far vedere la nostra ricchezza. Il vino può diventare un modello per tutto il settore agroalimentare".

 

Il presidente di Veronafiere Maurizio Danese nel corso del suo intervento ha sottolineato come  “Il vino è il frutto della terra e del lavoro dell’uomo: per produrlo ci vuole amore, impegno, passione. Da oltre mezzo secolo, Vinitaly racconta questa passione e oggi, insieme ai padri fondatori del vino italiano e di Vinitaly, ci sono le generazioni che scriveranno la storia dei prossimi 50 anni. Quest’anno la Fiera di Verona festeggia i 120 anni di attività. Un anniversario a cui arriviamo dopo la trasformazione in società per azioni, accompagnata da un piano industriale che prevede investimenti rilevanti. Innovazione digitale, infrastrutture, analisi dei mercati e sviluppo internazionale: sono alcune delle linee di sviluppo che abbiamo individuato per il nostro futuro.

Vogliamo favorire in ogni modo – ha detto ancora Danese - la presenza in forma aggregata del made in Italy sui mercati mondiali. Per il vino italiano, in particolare, ci sono molte opportunità inesplorate, sia in aree che vengono considerate mature, come gli Stati Uniti, sia in quelle con un forte potenziale come la Cina. E vi è un’intera fascia nel Centro Sud del mondo, totalmente da scoprire per il nostro export. Cina, Russia, Stati Uniti, e prossimamente Sud America, sono aree che presidiamo costantemente, anche attraverso le attività di Vinitaly International e della Vinitaly International Academy.

Se vogliamo cogliere queste occasioni e diversificare realmente i mercati, è necessario però essere presenti come sistema e non come individualità. Per questo lavoriamo e lavoreremo sempre di più in stretta collaborazione con ICE, non solo nell’ambito del Piano di promozione straordinaria del made in Italy.

Il nostro ragionamento non si discosta da questa logica di aggregazione anche quando parliamo di sistema fiere. Con le Fiere di Parma abbiamo costituito la società VPE (Verona Parma Exhibition) per organizzare iniziative congiunte per la promozione nel settore wine&food, acquisendo a tale scopo anche il 50% delle quote di Bellavita Expo, società inglese specializzata nel trade show per il settore agroalimentare made in Italy. Martedì, poi, presenteremo la start up Wine South America promossa attraverso la nostra società controllata Veronafiere do Brasil, in programma a settembre nello stato di Rio Grande do Sul.

Anche sul fronte della digital trasformation e del Vinitaly 4.0, stiamo portando avanti numerosi progetti, per aiutare i nostri espositori a capitalizzare sempre di più il loro investimento, distinguendo gli operatori professionali dai wine lover. In quest’ottica, abbiamo potenziato Vinitaly and the City, coinvolgendo in modo più ampio la Città e la provincia. Questo ci ha consentito di coinvolgere 35mila appassionati nelle iniziative fuori dal quartiere e di controllare le presenze dei visitatori nei padiglioni espositivi, selezionandoli da 150mila nel 2015 a 128mila nel 2017.

Un altro strumento tecnologico innovativo è la Vinitaly Directory in tre lingue, tra cui il cinese che mette in contatto l’espositore con i buyer internazionali, permettendo una ricerca profilata di informazioni e favorendo l’attività commerciale tutto l’anno.

Ultimo ma non meno importante è il forte impegno, di risorse e progetti, che stiamo mettendo nel miglioramento delle infrastrutture. Tra gli interventi più importanti in fase di realizzazione ci sono il raddoppio dei posti auto nei parcheggi in viale dell’Industria, per un intervento complessivo di oltre 16 milioni di euro e la ristrutturazione conservativa delle Gallerie Mercatali, che abbiamo utilizzato per la serata di Gala di Vinitaly e di cui ora completeremo il restauro.

Il nostro intento è quello di essere uno strumento di sviluppo economico e sociale. Uno dei nostri vantaggi competitivi è quello di essere inseriti in un territorio produttivo molto dinamico, in una città tra le più belle d’Italia, ricca di storia e cultura. E il vino, per il nostro Paese, - ha concluso Danese - è diventato l’ambasciatore di questi valori positivi che ci vengono riconosciuti e ci fanno apprezzare nel mondo. Perché, come ricordava Benjamin Franklin, uno dei padri fondatori degli Stati Uniti d’America, paese a cui è dedicata l’edizione 2018 di Vinitaly: “non ci può essere un buon modo di vivere, dove non c’è un buon modo di bere”.

Quest’anno al Vinitaly riflettori puntati anche sulla politica nazionale e sugli sviluppi per la formazione del nuovo Governo. Nella mattinata è arrivato alla manifestazione il leader della Lega Matteo Salvini. Tra gli stand anche la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, il segretario reggente del Pd Maurizio Martina e il capo politico del Movimento Cinque Stelle Luigi Di Maio secondo cui "chi si ostina a un centrodestra unito fa male al Paese". Rispondendo ai giornalisti Salvini ha invece escluso un incontro con quest’ultimo. Poi ha ribadito: “Per il governo io sono pronto". “Spero che ci sia presto un governo guidato dalla Lega per difendere il Made in Italy. Ma oggi non c'è spazio per le polemiche, porto solo un omaggio agli imprenditori che resistono”. E parlando dei rapporti tra Italia e Ue Salvini ha evidenziato: "L'Italia è nel cuore dell'Europa e non è seconda a nessuno".

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

Leave a Reply

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

MORE ARTICLES

20/04/2018

AGRICOLTURA, CIA SICILIA INCONTRA ASSESSORE REGIONALE BANDIERACASTAGNA: “VIA LIBERA A UN TAVOLO TECNICO PER SUPERARE LE ANOMALIE PRATICHE BLOCCATE E PER RIVISITAZIONE PSR”

    “L’apertura di un tavolo tecnico di confronto e condivisione con i rappresentanti delle organizzazioni agricole, dell’assessorato regionale all’Agricoltura e di Agea per dare risposte ai problemi che sono tecnicamente da risolvere”. Questa è la proposta lanciata, ieri, nel corso dell’incontro tra la Giunta di Cia Sicilia con l’assessore […]