VINITALY, CONFAGRICOLTURA: ECCO GLI EFFETTI DELLA BREXIT. MORRIS: PARTNERSHIP CON ITALIA NON SARÀ RECISA

Una crescita del 24% se non ci fosse la Brexit. È quanto emerge dall'analisi presentata da Confagricoltura nel corso del Vinitaly per delineare quali potrebbero essere gli effetti sul mercato del vino. Secondo la relazione di Eugenio Pomarici del dipartimento territorio e sistemi agroforestali e del centro per la ricerca in viticoltura dell'università di Padova, il 60% dei prodotti agricoli ed agroalimentari consumati nel Regno Uniti sono importati e circa il 75% di questi proviene dalla UE. Per quanto riguarda le importazioni di vino e spumanti del Regno Unito sono circa il 90% dei consumi e circa il 70% proviene dalla UE. 
Stando a quanto evidenzia la relazione Copa Cogeca, i settori destinati a risentire di più dello 'strappo' inglese sono la Carne bovina, il lattiero caseario, il vino, l'ortofrutta e il riso. 

Il vino rappresenta una delle voci più importanti dell'export Made in Italy: 815 milioni di euro nel 2017 con un aumento in 5 anni del 51%. In gioco ancora l'Ocm vino e il riconoscimento del sistema delle denominazioni.

"Le guerre commerciali non giovano a nessuno e rischiano di compromettere la ripresa economica che è in atto su scala mondiale", spiega il presidente Massimiliano Giansanti. "I negoziati di libero scambio sono alla base della reciprocità e non bisogna incoraggiare i protezionismi invitando il mondo a chiudersi ma incentivare il dialogo". Ma non solo: "L'agricoltura è un business e come tale deve guardare lontano e il nostro sistema agroalimentare ha bisogno di mercati aperti sui quali far valere la qualità è la competitività delle produzioni. È i mercati - prosegue - vanno gestiti sulla base di regole multilaterali, rigorose in termini di sicurezza alimentare , protezione dell'ambiente e tutela sociale".

L'ambasciatore britannica Jill Morris spiega come il Regno Unito sia "un grande mercato di sbocco per i vini italiani. I miei connazionali nutrono una forte ammirazione per L'Italia è sempre più turisti inglesi visitano il bel paese alla ricerca di esperienze enogastronomico e sopraffine". Secondo Morris "il legame della cultura enogastronomico è solo un aspetto della partnership che lega il Regno Unito è l'Italia. Un legame- spiega - che la Brexit non potrà decidere".

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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