VINITALY, DANESE: VERONAFIERE CONTINUA A GUARDARE AL FUTURO E INVESTE SUL VINO. ECCO COME. VIDEO

"Guardare al futuro è essenziale in ogni attività. In particolare, se parliamo di mercati e business. In questo caso le capacità di interpretare le tendenze in atto o di predirle con anticipo, diventano fondamentali". Così il presidente di VeronaFiere Maurizio Danese nel corso della conferenza stampa del Vinitaly 2019 a Roma.

"Oggi viviamo immersi e condizionati da sistemi sempre più articolati. Globalizzazione e rivoluzione digitale hanno portato con sé enormi potenzialità, ma al contempo anche ulteriori variabili e nuovi competitor di scala internazionale con i quali confrontarsi.

Un quadro complesso dove risulta vincente chi possiede strumenti adatti di analisi e sintesi.

Si tratta di un discorso che vale anche per il settore vitivinicolo. Il vino oggi è un prodotto bandiera del made in Italy che per il nostro Paese vale alla produzione 13 miliardi di euro. E nel 2018 ha raggiunto un export prossimo ai 6,15 miliardi di euro, in aumento del 3,3% rispetto all’anno precedente.

All’estero è un simbolo indiscusso dell’italian lifestyle.

Dagli anni ’90 in poi il comparto vinicolo italiano ha avviato come mai prima un percorso di crescita che continua tuttora.

Molti successi ma anche alcune riflessioni.

Prendiamo un esempio su tutti, la Cina, che fa parte della più ampia disamina del mercato Asia che proponiamo oggi.

A fronte di 400 milioni di millenials, potenziali consumatori, ancora oggi i nostri vini rappresentano meno del 6% dell’offerta nel Paese del Dragone.

Significa che c’è ancora molto lavoro da fare per superare insieme le difficoltà legate alla penetrazione su un mercato complesso e vasto come quello cinese, e non solo.

Non mi riferisco qui solo a barriere doganali; parlo di problemi legati alla riconoscibilità immediata di un brand italiano forte o alla creazione di una domanda, partendo dal presupposto che il vino non fa parte della cultura locale.

È qui che entra in gioco Vinitaly, confermandosi la piattaforma leader per la promozione internazionale del vino.

Una manifestazione che ha sempre fatto della sua storicità, unita al dinamismo, uno dei punti di forza.

Penso al cambio di passo per il 50° Vinitaly, da allora sempre più specializzato grazie alla separazione degli operatori in fiera e dei wine lover nel fuori salone.

La 53ª edizione di Vinitaly, già sold out da novembre scorso, conta 4.600 aziende da 35 Nazioni su 100 mila metri quadrati netti e oltre 16mila etichette a catalogo. L’attività di incoming promossa e sostenuta da Veronafiere direttamente o in collaborazione con ICE-Agenzia, ha coinvolto top buyer da 50 paesi target dai 5 continenti.

È il Vinitaly più grande di sempre.

Ma non sono soltanto i numeri a renderlo così importante.

Quest’anno, infatti, segna un’ulteriore evoluzione del modello di business legato alla rassegna.

Innovazione, internazionalità e digitalizzazione sono infatti le tre direttrici su cui Veronafiere ha sviluppato la manifestazione, pensando come sempre ai propri espositori, operatori professionali e top-buyer in arrivo a Verona da oltre 140 nazioni.

Ecco quindi in campo nuovi strumenti a servizio delle imprese, come i due grandi focus dell’Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor che analizzano le prospettive in Asia e il mercato Italia, che resta uno dei più importanti al mondo.

Quando poi parliamo di mercati, lo facciamo dal punto di vista privilegiato di chi è in constante contatto con essi, presente fisicamente per intercettarne cambiamenti e aspettative.

Con la rete globale di Vinitaly nel 2018 abbiamo organizzato più di 40 eventi oltreconfine.

Questo presidio continuo ci consente di rispondere alle esigenze delle aziende che vedono in Vinitaly un driver fondamentale per consolidare o aumentare il proprio posizionamento in Italia e all’estero.

Un network di appuntamenti “fisici” che abbiamo integrato grazie al digitale trasformando il catalogo web di Vinitaly in una directory multilingua e interattiva per creare di fatto una community permanente del vino dove idee, conoscenze e business si autoalimentano 365 giorni all’anno.

Dobbiamo essere sempre un passo avanti nel cogliere quello che accadrà. È questo il senso del servizio che dobbiamo dare ai nostri espositori e operatori.

Una responsabilità che comporta un aggiornamento costante della piattaforma-Vinitaly, con una rimodulazione continua degli investimenti.

Per questo il piano industriale al 2022 di Veronafiere dedica particolare attenzione ad uno dei suoi principali prodotti fieristici.

Degli oltre 100 milioni di euro previsti a budget, buona parte riguarda proprio Vinitaly, con l’individuazione di tre linee d’azione.

Nello specifico, gli obiettivi sono:

La creazione di due piattaforme promozionali permanenti in Asia e negli USA: la prima è già in fase avanzata; la seconda è un progetto al quale stiamo lavorando, perché è fondamentale il presidio dei mercati tradizionali importanti come gli Stati Uniti d’America.

Ragione per cui continueremo il nostro impegno promozionale nel Nord Europa e così come forte resta il nostro radicamento in Sud America, che consideriamo un’altra area di grande potenzialità e dove abbiamo organizzato lo scorso anno la prima edizione di Wine South America.

Gli altri due obiettivi strategici del piano industriale sono:

il potenziamento dei servizi digital, allestitivi e di ristorazione, in ottica di soddisfazione del cliente;

la rigenerazione del quartiere espositivo, per adeguarlo ai più alti standard europei, dando alle infrastrutture immagine e funzionalità in linea con le esigenze del mercato.

Tra gli interventi previsti:

  • la costruzione del nuovo ingresso riservato alla logistica di quartiere con porta carraia per allestimenti e disallestimenti da 5 corsie reversibili già realtà per questa edizione;
  • i lavori per il nuovo parcheggio multipiano;
  • gli interventi di copertura delle aree scoperte tra i padiglioni;
  • l’ultimazione della riqualificazione delle Gallerie Mercatali.

Anche se l’aggiornamento del piano industriale si riferisce al 2022, attraverso queste iniziative stiamo gettando le basi per uno sviluppo strategico della fiera che traguarda ai prossimi venti anni.

Agiamo nella consapevolezza di possedere un brand legato al vino tra i più conosciuti al mondo.

Dalla trasformazione in Società per azioni di Veronafiere, abbiamo accelerato sempre di più - prosegue Danese - per fare di Vinitaly il centro di una struttura aggregativa di promozione che parli ai buyer esteri come voce unitaria dell’eccellenza vitivinicola italiana.

Siamo un attore privato, ma mettiamo a disposizione le nostre risorse e il nostro know-how per operazioni di sistema, insieme al ministero delle Politiche agricole, al ministero dello Sviluppo economico e ad ICE-Agenzia.

Lo facciamo perché siamo convinti che questa sia la strada giusta per mantenere ed incrementare gli straordinari risultati ottenuti dal vigneto Italia in questi ultimi venti anni.

Dalle Giornate del Vino Italiano del 1967, Vinitaly ha sempre guardato al futuro.

E continuerà a farlo nell’interesse del made in Italy enologico e di tutti i suoi protagonisti", conclude.

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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