VINITALY, LA FILIERA A CONFRONTO. GENTILONI: NON DISPERDERE LAVORO FATTO FIN QUI. TUTTI GLI INTERVENTI. PASTICCI OCM SI SENTONO SUL MERCATO

La filiera a confronto per fotografare i nuovi trend del settore vitivinicolo e tirare le somme sulle problematiche e le necessità. Ospite d'onore il presidente del consiglio e ministro dell'agricoltura ad interim Paolo Gentiloni

VINITALY, GENTILONI: PRIORITA PENETRAZIONE MERCATI. NON DISPERDERE QUANTO FATTO FIN QUI. LAVOREREMO SU COMITATO VINI, OCM E TESTO UNICO

“Mai avrei pensato di venire al Vinitaly come ministro dell’agricoltura”, ironizza Paolo Gentiloni nel corso del convegno in sala Verdi di Veronafiere. “Ho visitato le regioni colpite dal terremoto per dare un segnale di solidarietà. Non avremo potuto mai immaginare un tale sviluppo qualitativo vent’anni fa”, prosegue. Tra i “bei segnali che questo settore da al territorio la presenza femminile, le aziende familiari e il fatto che le piccole e medie imprese si dono fatte conoscere in tutto il mondo. Una straordinaria storia di successo italiana”. In questo periodo di transizione ‘cercheremo di continuare a lavorare sia per quanto riguarda il comitato vini che per l’ocm vino il cui decreto sarà pronto a giorni e l’attuazione dei decreti del testo unico del vino”, prosegue. Ma “non siamo mai stati così competitivi”, prosegue. “Rimane una priorità - prosegue - la penetrazione sui mercati. A partire dall’Asia”, ma “ci vuole appartenenza al territorio e coraggio nel portare il prodotto in giro per il mono. In vino veritas. La veritas e che questa realtà ha bisogno che il lavoro fatto in questi anni non venga sospeso a livello internazionale a causa di dazi o limiti. Abbiamo bisogno che gli sforzi fatti dalle nostre comunità non vengano

VINITALY, OLIVERO: SEMPLIFICAZIONE ED EXPORT: SFIDA COMUNE

“Il settore sta crescendo sia dal punto di vista produttivo e di valore”, spiega al Vinitaly il viceministro Mipaaf Andrea Olivero. “In questi anni abbiamo lavorato su due fronti: snellimento burocratico con il testo unico del vino; e aumento dell’export anche su nuovi mercati. Importante che prosegua l’attività dell’Ocm che ha avuto un momento di difficoltà ma che oggi si sta riprendendo. La scommessa la di fa con i fondi nazionali ma anche con i fondi delle imprese, è una sfida comune".

VINITALY, DANESE: SEMPRE A FIANCO DEI PRODUTTORI

"Il compito del Vinitaly è quello di consentire incontri B2B tutto l’anno”, spiega il presidente di Veronafiere Maurizio Danese nel ricordare che “questo per noi è un anno simbolico a 120 anni dalla nascita di Veronafiere”. “Vinitaly vuole essere a fianco della filiera per promuovere il Made in Italy nei mercati tradizionali e in quelli ancora da scoprire”, aggiunge. “Cina, Russia, Usa e Oriente” i paesi su cui puntare. “Vinitaly sarà sempre al vostro fianco”, conclude.

VINITALY, ABBONA, UIV: ELEMENTO CULTURALE DAI TEMPI DEI GRECI E ROMANI

“Il vino e un elemento culturale, a partire dai greci e dai romani, che portarono la vite in Europa modellandone i paesaggi”. Così Ernesto Abbona, presidente Uiv, nel corso del convegno sulla gdo al Vinitaly. “La sobria ebbrezza dello spirito di cui parla il santo padre in una lettera si traduce in socializzazione e in scambi culturali”. “Sappiamo con certezza che possiamo convivere con il vino - prosegue Abbona - è un arte che fa parte del nostro mondo. Di cui non bisogna farsi preda”

VINITALY, RUENZA SANTANDREA: SOSTENIBILITA E’ AMBIENTALE, SOCIALE ED ECONOMICA

“La sostenibilità è un vocabolo di moda, ma significa produrre senza compromettere le future generazioni. Ma la sostenibilità si traduce in tre pilastri: ambientale, economica e sociale”, spiega Ruenza Santandrea, coordinatrice Vino dell’Alleanza delle cooperative nel corso del convegno al Vinitaly. “Una dipende dall’altra”.

VINITALY, BOSCAINI: TURISMO E OTTIMISMO CI ORIENTANO VERSO IL FUTURO

“Un anno difficile per Sandro Boscaini, preside te di Federvini. “Ma molte soddisfazioni grazie a un nuovo atteggiamento nel sentirsi capace di spendere che da il via a un circolo virtuoso”. Un salto di qualità “dovuto in parte anche al turismo - spiega - e il vino è una delle chiavi per entrare nei territori e capirli nel profondo nelle loro peculiarità”, prosegue. “Turismo e crisi alle spalle ci proiettano verso il futuro”.

VINITALY, GIANSANTI: INNOVAZIONE SARÀ IN FUTURO QUELLO CHE FU IN PASSATO LA MECCANIZZAZIONE

“L’innovazione in agricoltura sarà in futuro quello che in passato è stata la meccanizzazione”, spiega il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti nel corso del convegno al Vinitaly. “L’80 per cento delle nostre aziende hanno dichiarato di voler innovare o lo hanno già fatto, a partire dal l’innovazione digitale”, prosegue. Alla domanda invece se gli imprenditori sarebbero stati disposti a investire ancora di più “il 90 per cento ha detto di sì”, insiste Giansanti. “Le aziende hanno bisogno di capitalizzare e investire. Da qui abbiamo necessità che il Mipaaf, per quanto riguarda L’ocm vino, ascolti chi produce”.

VINITALY, SCANAVINO: DISEGNARE RISORSE A MISURA DEGLI AGRICOLTORI

“Dobbiamo consentire a chi produce di andare avanti con gli strumenti adeguati”, spiega il presidente della Cia nel corso del convegno al Vinitaly. “Sostenibilità vuol dire usare meno acqua, meno pesticidi ma gli strumenti finanziari sono un elemento fondamentale”, prosegue. “Indispensabile che le risorse siano disegnate su misura degli agricoltori, altrimenti diventano inutili o inaccessibili’”

VINITALY, RICCI CURBASTRO: PASTICCI DECRETO OCM SI SENTONO SUL MERCATO

“I risultati dell’Ocm ci sono stati in passato”, spiega il presidente di Federdoc Ricci Curbastro. “Ma l’anno scorso, grazie ai pasticci fatti sul decreto Ocm, abbiamo perso terreno”, prosegue. “Abbiamo bisogno di creare la cultura del vino passo dopo passo con regolarità”. Altro punto è quello del contrasto alla contraffazione per cui “lo sforzo deve essere collettivo. La difesa del patrimonio delle denominazioni è un onere di cui deve farsi carico il singolo produttore ma anche il paese”.

PAC, ONOFRE, UE: FLESSIBILITÀ, VARIETÀ E CAMBIAMENTI CLIMATICI

“Molta più flessibilità, per noi è fondamentale mantenere la specificità del settore vino”, spiega Joao Onofre settore vino dgAgri della commissione Ue. Ma non solo: spazio all’innovazione: “per noi. E fondamentale. Come anche l’apertura delle varietà”. Dobbiamo pensare a come adattarle ai cambiamenti climatici”, prosegue. E su Ocm vino aggiunge: "la squadra che vince non si cambia"

VINITALY, ASSENZA: SEMPLIFICARE, EVITARE COMPLICAZIONI ULTERIORI

“Quello che ci preoccupa è evitare di rendere il piano strategico nazionale più complicato di quanto già non lo sia”, spiega Felice Assenza, Mipaaf, nel corso del convegno al Vinitaly. Su Ocm “sono d’accordo con Onofre, la squadra che vince non si cambia. È stata spesa quasi tutta la disponibilità. Evitiamo di fare tagli”. Infine le autorizzazioni: “abbiamo finalmente raggiunto il minor numero di domande con i criteri di priorità, tra cui quello ambientale. Se noi dovessimo continuare con questo sistema convertendo tutti i diritti arriveremo a una superficie disponibile di quasi 50ma ettari nel 2020".

PAC, DE CASTRO: METTERE PALETTI MA PRIMA DEL 2022 NON CAMBIA

"No a una rinazionalizzazione e ad eventuali distorsioni di mercato”. Paolo De Castro spiega nel corso del Vinitaly che si rischia che la Pac si sfaldi, a maggior ragione se si finanzia solo il secondo pilastro. “È bene mettere paletti ben precisi ma prima del 31 dicembre del 2022 non cambierà nulla. Sarà la prossima commissione e la prossima legislatura a dover decidere". Infine su Ocm vino: "non si cambia". Per quanto riguarda la Brexit "ci lascia un buco economico. Abbiamo necessità di trovare 25 miliardi di euro. O si trovano le risorse o il taglio alla Pac è matematico". Ma i paesi del nord sono tutti contro un aumento di bilancio.

Secondo una ricerca Nomisma, il 70 per cento del vino negli Stati Uniti viene consumato dai giovani, e di questi il 32 per cento sono donne. “Dietro al fattore vino c’è la ricerca di stare insieme’ spiega Giansanti. “E dietro a un etichetta c’è sempre una storia”

Non solo: "sempre più importanza viene data - prosegue Giansanti - al biologico che è diventata una richiesta stabile del mercato e alle produzioni sostenibili".

"Il vino non è mai estraneo alla realtà in cui si trova e muta in modo rapido", spiega Emilio De Filippi, vicepresidente Assoenologi. "Per questo la figura dell'enologo deve essere sempre di più partecipe alle decisioni aziendali e ai nuovi trend sociali".

"La commissione Ue ha dato un'interpretazione del regolamento sulla promozione che non consente di paesi membri di tornare sui paesi dove si e già fatto promozione", spiega Ricci Curbastro. " Ma se la promozione è fatta a spot rischia di perdere il lavoro fatto in precedenza. Ci auguriamo che la Commissione Ue ci ripensi'

Qui di seguito l'inchiesta di AGRICOLAE

VINO, A RISCHIO PER I PROSSIMI 5 ANNI LA PROMOZIONE UE NEGLI USA. LA SPAGNA FA SALTARE IL BANCO. E ITALIA PERDEREBBE MERCATO DI PUNTA

https://goo.gl/1nRrgz

VINO, A RISCHIO PER I PROSSIMI 5 ANNI LA PROMOZIONE UE NEGLI USA. LA SPAGNA FA SALTARE IL BANCO

IN GIOCO ANCHE IL PROSSIMO DECRETO OCM IN VISTA DI PRESENTAZIONE AL VINITALY

Posted by Redazione × Pubblicato il 31/03/2018 at 13:06

Per i prossimi cinque anni il mondo del vino italiano rischia di scordarsi la promozione negli Stati Uniti. Proprio il Paese su cui il governo Renzi ha puntato tutta la posta, con il Piano straordinario del Made in Italy e il maggior mercato di sbocco per il vino europeo. Ma non vale solo per i produttori italiani, ma per tutti quei produttori europei che negli ultimi cinque anni hanno esportato negli Usa attraverso il sostegno dei programmi di promozione.

Tutto nasce dalla Spagna, che con una domanda, ha gettato un tale sasso nello stagno da generare un vero e proprio tsunami. Proprio la Spagna che da tempo ‘soffre’ la concorrenza degli altri produttori europei. L’idea è quella che è meglio azzerare tutti che arrivare ultimi. D’altra parte la politica spagnola, nell’agroalimentare, è sempre stata aggressiva: dall’olio d’oliva al tonno rosso, con i fratelli Fuentes che vendono al Giappone.

Come s non bastassero i trascorsi problemi della programmazione 2014-2018 che per quanto riguarda l’Italia, negli ultimi due anni, si sono chiusi o meglio si stanno chiudendo con discussi decreti ministeriali. Decreti la cui applicazione ha prodotto graduatorie impugnate a livello amministrativo, sentenze dei giudici amministrativi del TAR del Lazio a loro volta oggetto di controricorsi al Consiglio di Stato, ritardi incredibili che hanno penalizzato l’avvio dei programmi italiani di attività promozionale sui Paesi terzi (proprio oggi scade il temine per AGEA per la definizione dei contratti di assegnazione delle risorse con i diversi beneficiari) derivanti da un’inerzia delle amministrazioni coinvolte (nazionali e regionali) nell’applicazione delle complicatissime procedure di verifica dei requisiti di finanziabilità dei programmi (in un quadro unico in Europa). Ora da Bruxelles giungono segnali di quello che potrebbe rappresentare un vero e proprio “tsunami” per le aspettative dei produttori vinicoli europei (tutti nessuno escluso) nella gestione degli ingenti finanziamenti comunitari destinati a sostenere la prossima promozione dei prodotti vinicoli sui Paesi terzi relativamente alla gestione finanziaria del PNS Vino 2018-2023.

Difatti, con una nota dello scorso 31 gennaio della D.G. AGRI, a firma del funzionario Jens Shaps, inviata al Ministerio de Agricultura y Pesca, Alimentación y Medio ambiente spagnolo (della quale AGRICOLAE è in grado di pubblicare il testo) rilasciata in risposta ad una richiesta di parere formulata dalla stessa amministrazione spagnola è stata fornita, dagli uffici comunitari, una diversa interpretazione, rispetto alle precedenti programmazioni, delle norme comunitarie che sovrintendono la misura comunitaria (Reg. UE n. 1308/2013 e Reg. di esecuzione n. 1149/2016) in base alla quale, in buona sostanza ed ove non venga tempestivamente ed efficacemente contrastata politicamente dalle diverse amministrazioni europee, nel prossimo quinquennio di programmazione sarà impossibile per gli operatori comunitari promuovere le proprie produzioni vinicole in Paesi terzi dove già sono state svolte attività per un quinquennio.

Come detto un vero e proprio “Tsunami” per gli operatori europei se si considera che ove confermata l’interpretazione comunitaria rischia di scomparire, per i prossimi 5 anni, la promozione dei vini europei sui mercati nord americani (USA e Canada) che rappresentano il primo mercato di consumo al mondo ed in quanto tali oggetto di ingenti investimenti promozionali da parte degli operatori europei che attraverso le ingenti campagne hanno potuto conquistare importanti quote di mercato e contrastare la concorrenza delle produzioni vinicole del resto del mondo.

Peraltro, a detta degli operatori raggiunti da AGRICOLAE, non convince la motivazione portata a sostegno dell’interpretazione che non solo parrebbe in contrasto con le stesse norme comunitarie che già individuano dei criteri di priorità volti a favorire i programmi rivolti a nuovi paesi o Paesi emergenti ma che ove confermata introdurrebbe un requisito di ammissibilità dei programmi 8legato al rispetto della durata di precedenti attività promozionali) non previsto dalle attuali norme comunitarie.

Peraltro questa interpretazione sembrerebbe apparire illogica anche negli interessi della stessa Commissione Europea che attraverso i predetti Regolamenti art. 45, paragrafo 1, lettera b) del Reg. UE 1308/2013 dichiara che “Il sostegno ai sensi del presente articolo riguarda le misure di informazione e promozione dei vini dell'Unionenei paesi terzi, al fine di migliorarne la competitività” in una situazione paradossale, impedendo di sostenere la competitività proprio nei mercati dove è maggiore questa competitività.

La stessa lettera, lascia una possibile apertura derivante dalle richiamate linee guida comunitarie applicative della misura, laddove le stesse (punto 3.1.2) prevedono la possibilità, decorso il termine massimo di durata di un programma, di presentarne uno nuovo purché rivolto ad  “un altro paese terzo o in un mercato diverso nello stesso paese terzo in cui ha ricevuto precedentemente un finanziamento comunitario…”   (ovvero se nei precedenti 5 anni sono andato a fare promozione in Florida, Texas e Alabama ora potrei proporre un programma rivolto alla California ed al Missouri… oppure se sono andato negli USA per fare promozione nei punti vendita ora potrei andarci per partecipare a manifestazioni fieristiche…).

Una soluzione pazzesca che nessuna amministrazione europea è in grado di verificare ex ante e quindi assolutamente inapplicabile. Per fare un esempio che rende facilmente l’idea se un operatore ha acquistato una pagina su una rivista di settore con diffusione non solo USA ma addirittura internazionale come potrà dimostrare di non avere svolto attività in un determinato stato federale degli USA rispetto ad un altro?

Insomma un gravissimo problema politico che potrebbe chiamare nei prossimi giorni ad un immediato e duro lavoro di confronto delle amministrazioni degli Stati membri (crediamo in primis la nostra amministrazione e quella francese) con l’ufficio della DG AGRI dell’Unione Europea che ha emanato il parere in questione e che dovranno adoperarsi per tutelare gli importantissimi interessi in ballo per l’economia europea di settore.

Il tutto a poche settimane dall’emanazione del nuovo decreto ministeriale che dovrebbe fissare i termini delle procedure relative alla presentazione dei programmi promozionali per l’annualità 2018/2019 che nelle intenzioni degli uffici ministeriali potrebbe essere oggetto di presentazione al prossimo Vinitaly 2018

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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