VINITALY PUNTA SU CINA CON 190MLN DI POTENZIALI COMPRATORI SU WEBOCCHIO A TROPPE DENOMINAZIONI, ALL’ESTERO RISCHIANO DI CONFONDERE

Fare meglio, che vuol dire aggredire e presidiare mercati come Russia, India, Cina, Nord Europa e Usa e lanciare Vinitaly 2.0. Una piattaforma di promozione e vendita on line che partirà ad aprile sul mercato italiano per poi puntare a fine anno a estendersi ai paesi europei e al mercato cinese, a cui sarà dedicato, nell’edizione 2013, un vero e proprio focus. Queste le principali mission del Salone internazionale del vino di VeronaFiere in programma dal 7 al 10 aprile con la 47esima edizione. “Il ruolo delle fiere troppo spesso viene poco considerato e in realtà sono una piattaforma straordinaria per gli operatori molte volte lasciati in totale solitudine. Noi siamo una delle più belle piattaforme da cui può avvenire il lancio per i prodotti del nostro paese”, sottolinea il presidente di VeronaFiere Ettore Riello nel corso dell’incontro con la stampa a Eataly per presentare l’edizione 2013. “Vinitaly è una costola importantissima per noi e per un settore frizzante e dinamico come quello vitivinicolo". A questo proposito è stato ricordato come il settore vitivinicolo rappresenti il 40 per cento del fatturato generato dall’export italiano contro il 18 per cento della media europea. “E’ un settore che vale dieci miliardi di euro di cui quasi metà all’estero con 384mila aziende coinvolte e che è espressione di un mondo spesso piccolo che ha bisogno di attenzione per arrivare sui mercati”. In particolare quest’anno grande attenzione sarà riservata al mercato cinese che come spiega il direttore generale Giovanni Mantovani “rappresenta una sfida importantissima per il mercato mondiale essendo al terzo posto per il consumo di vino rosso” con una crescita del 6 per cento. “E noi - aggiunge – non stiamo cogliendo fino in fondo le opportunità di quel mercato perché anche se promuoviamo iniziative con risorse molto importanti lo facciamo in un modo frammentato”. Nel corso della conferenza è stato fatto il punto sulle tendenze dei principali mercati: i consumi crescono oltre che in Cina, negli Stati Uniti e in Russia, mentre diminuiscono in Francia e Italia e rallentano facendo registrare una leggera decrescita a causa della crisi in Germania e Gran Bretagna. Nel 2012 l’export di vino italiano è diminuito del 9 per cento in volumi ma ha fatto registrare un significativo incremento in valore a +7 per cento, attestandosi a quota 4.7 miliardi di euro. “Una tendenza molto positiva – aggiunge Mantovani – perché premia la qualità”. Mercato leader mondiale restano gli Stati Uniti dove, tra il 2006 e il 2016, è stata stimata una crescita a +13 per cento. Gli Usa sono il primo importare, il quarto produttore e il sesto esportatore di vino nel mondo.

La ricetta del Vinitaly 2013 si sintetizza in quattro punti: internet, new technology, italian identity e trade be 2 be. I numeri si confermano in linea con quelli della scorsa edizione: 4200 espositori da oltre 20 paesi con una superficie espositiva che cresce a 95mila metri quadrati. Novità di quest’anno e' la newCo Vinitaly Wine Club che darà nuovo smalto alla fiera proponendola in un nuovo formato digitale che dal 7 aprile sarà operativo sul mercato domestico per poi strizzare l’occhio gia' da fine anno ai mercati europei e globali e in particolar modo la Cina dove si stima un bacino di ben 190 milioni di potenziali acquirenti sul web. Nel corso di Vinitaly spazio anche a un convegno sui 50anni della denominazione di origine (Doc) che - è stato spiegato in conferenza dal brand manager di VeronaFiere Gianni Bruno – è diventata sinonimo di qualita' del vino sebbene all’estero la frammentazione e troppe denominazioni rischiano a volte di spaventare i consumatori, in particolare quelli americani e cinesi perché complicate da spiegare. A proposito dell’indagine sull’export Made in Ue condotta nei giorni scorsi dalla Commissione europea, Riello spiega ad AGRICOLAE che il Made in Italy ha addirittura superato la Francia per volumi sebbene debba recupare in valore “perché in altri paesi si sta giocando una bella partita da cui l’Italia non deve rimanere esclusa”. In concomitanza con il Salone internazionale del vino  si terrano Sol e Agrifood, Enolitech e l’anteprima di Pastatrend, confermando la capacita' della manifestazione di fare rete con le altre eccellenze del made in Italy agroalimentare.

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