VINITALY, LA FILIERA DEL VINO ITALIANO UNITA PER LA COMPETITIVITÀ. “MAGGIORE ATTENZIONE DA MINISTRO MARTINA”E GIANSANTI INVITA LE REGIONI A UN TAVOLO SU OCM A PALAZZO DELLA VALLE

La filiera italiana del vino si è riunita oggi a Vinitaly per confrontarsi sulle strategie da adottare per migliorare la competitività del settore, facendo focus sulla nuova PAC post 2020. Il tavolo di lavoro, moderato dal giornalista Lello Naso, caporedattore del Sole 24 Ore – sezione “Impresa e Territori”, ha visto riuniti i rappresentanti della filiera del vino italiano: Ruenza Santandrea, Coordinatrice settore vitivinicolo Alleanza cooperative Agroalimentari; Massimiliano Giansanti, Presidente Confagricoltura; Dino Scanavino, Presidente Confederazione Italiana Agricoltori; Antonio Rallo, Presidente Unione Italiana Vini; Sandro Boscaini, Presidente Federvini; Riccardo Ricci Curbastro, Presidente Federdoc; Riccardo Cotarella, Presidente Assoenologi.


All’incontro, dal titolo: “Strategia di filiera: insieme per la competitività. Le sfide del vino italiano verso il 2020”, la filiera si è mostrata compatta nel ribadire la necessità di riportare al centro dell’attenzione il comparto, favorendone la crescita in termini di competitività, grazie all’emanazione di norme più vicine alle proprie esigenze produttive. Inoltre, è stata rinnovata l’esortazione a trovare una sinergia tra istituzioni pubbliche e imprese che possa favorire iniziative integrate, attraverso la definizione di strategie promozionali efficaci e incisive in grado di aumentare il valore delle esportazioni, puntando sui paesi emergenti e consolidando i rapporti con i paesi partner.

La coordinatrice del settore vitivinicolo dell’Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, Ruenza Santandrea, dopo aver ricordato i pregevoli risultati ottenuti dal lavoro di squadra delle organizzazioni della filiera, affiancate dal Ministero e dalle altre Istituzioni competenti, ha ribadito la necessità che si proceda rapidamente con l’emanazione dei Decreti applicativi del Testo Unico e che “la filiera possa avere al Ministero delle politiche agricole un interlocutore unico che coordini i diversi Dipartimenti e Uffici coinvolti”. La Santandrea ha anche ricordato le principali sfide che attendono il comparto del vino, dalla proposta della Commissione di inserire in etichetta il valore nutrizionale e gli ingredienti del vino, alla revisione del Reg. 607/2009, cui si accompagna la rischiosa ipotesi di eliminazione della possibilità di ‘protezione transitoria’ delle Denominazioni. Sul piano interno, è opportuno che il settore “si impegni per riavvicinare anche i giovani al mondo del vino, svecchiando in qualche modo il proprio ruolo e il modo di raccontarsi, provando anche a smussare la connotazione a tratti elitaria legata al vino”.

“Il settore vitivinicolo è oggi in equilibrio e guarda alla sue potenzialità applicando una visione di lungo periodo – commenta Massimiliano Giansanti, Presidente Confagricoltura. E’ un settore che coniuga perfettamente tradizione ed innovazione e per questo è un esempio per molte produzioni. Per il futuro, nella misura in cui la politica vitivinicola europea e nazionale sarà in grado di appoggiare i processi innovativi e di rispondere alle esigenze strutturali e di mercato delle aziende, appoggiandole, i margini di crescita sono incoraggianti.”

“Nel post 2020 – afferma Dino Scanavino, Presidente Confederazione Italiana Agricoltori, le nuove regole dovranno consolidare la leadership qualitativa delle nostre produzioni, contrastando la polverizzazione imprenditoriale, favorendo l’organizzazione e incentivando le innovazioni. Sono inoltre necessari nuovi strumenti di promozione per proseguire sulla strada dell’internazionalizzazione e affermarsi all’interno dei nuovi mercati di sbocco. Oltre a ciò, il vigneto Italia necessita di regole semplici e facili da applicare. In quest’ottica, il Testo Unico del Vino ha rappresentato un importante passo avanti e, adesso, dovrà contenere uno sforzo aggiuntivo di semplificazione e flessibilità nella fase applicativa. Va bene dematerializzare, ma è altrettanto importante che ci siano gli strumenti adatti ed efficaci per raggiungere l’obiettivo”.

“Sull’export vinicolo italiano dobbiamo avere il coraggio della verità – interviene Antonio Rallo, Presidente di Unione Italiana Vini. Dopo alcuni anni di crescita, nel 2016 perdiamo colpi sui mercati internazionali dove i vini fermi in bottiglia calano del 4,5% in volumi e dello 0,7% in valore. Il fenomeno Prosecco, grazie al quale il saldo dell’export lo scorso anno è salito del 4,3% (5,6 miliardi di euro), va sostenuto con ogni mezzo, ma non possiamo affidarci solo a questo prodotto per migliorare le nostre performance. Gli asset su cui ci giochiamo il futuro dell’export vinicolo italiano sono tre: strategie di sistema con ICE per orientare con efficacia le azioni di promozione e comunicazione sui mercati; recupero della capacità di spesa dei fondi OCM promozione; spinta della UE verso gli accordi di libero scambio”.

“Dobbiamo sviluppare una perfetta sinergia tra operatori economici e amministrazione, affinché essa possa essere efficace, tempestiva e di pieno sostegno all’azione economica per strutturare e rinforzare le posizioni delle aziende sui mercati – aggiunge Sandro Boscaini, Presidente Federvini. In una ottica di “Sistema”, gli alleggerimenti amministrativi a favore delle aziende, proposti nel dispositivo del Testo Unico, devono avere una rapida definizione affinché si possa usufruire rapidamente dei vantaggi legati a strumenti di competitività concreti, validi ed efficaci”.

Il Presidente Federdoc Riccardo Ricci Curbastro “sollecita una maggiore attenzione e disponibilità al confronto da parte del Ministro Martina sui temi che riguardano la politica vitivinicola, con particolare riferimento all’OCM vino”.

“Il Testo Unico è certamente stato un grande risultato, frutto di un lavoro intenso durato anni, che ha visto impegnati, uniti per un solo obiettivo, parlamento e organizzazioni del settore vitivinicolo – conclude Riccardo Cotarella, Presidente Assoenologi. Si è fatto molto, certamente non si è fatto tutto: pretendere che sia perfetto così com’è, è impensabile. Assoenologi, avendo partecipato a tutto il lungo iter legislativo, sa perfettamente che il Testo Unico è una creatura dalle molte anime, e così doveva essere, non c’era alternativa. Ma l’assenza del ruolo dell’enologo nell’intero articolato del Testo Unico non può non essere rilevata da Assoenologi. Ruolo che invece è chiaramente espresso, sia a livello di normativa comunitaria che nazionale. Il testo Unico ha tracciato la strada. Una strada che ora va completata con i corretti segnali affinché chi la percorre sappia sempre qual è la giusta direzione. I decreti applicativi sono, in questo senso, un’occasione importante che non possiamo mancare”.

In modo chiaro e univoco, anche quest’anno la filiera ha portato a Vinitaly un tema di grande attualità che attende scelte precise e soluzioni concrete da parte delle Istituzioni, affinché le imprese possano fare la loro parte e procedere sui binari della competitività internazionale.

VINITALY, GIANSANTI (CONFAGRICOLTURA): TAVOLO CON REGIONI SU OCM. MISURE FAVORISCANO COMPETITIVITÀ

“In relazione alla procedura con cui richiedere le autorizzazioni all’impianto di nuovi vigneti, ho sollecitato gli assessori regionali ad appoggiare una modifica delle scelte operate a livello nazionale e di sostenere a Bruxelles una variazione dei criteri di priorità in modo che si possa realmente sostenere una viticoltura dinamica competitiva e moderna”. Lo ha sollecitato il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti nell’incontro al Vinitaly, presso lo stand dell’Organizzazione, con gli assessori regionali all'Agricoltura. Erano presenti Giorgio Ferrero del Piemonte, Dino Pepe dell’Abruzzo, Francesco Alfieri della Campania, Gianni Fava della Lombardia, Fernanda Cecchini dell’Umbria, Leonardo Di Gioia della Puglia, Carlo Hausmann del Lazio, Giuseppe Pan del Veneto e Simona Caselli dell’Emilia Romagna e della Liguria Mai.

L’incontro con gli assessori regionali - ha osservato  Confagricoltura - è giunto a pochi giorni dalla chiusura della procedura per quest’anno, con le aziende che hanno riscontrato molteplici difficoltà operative. Tanto è vero che, ancora oggi, di fatto, la procedura è aperta per consentire i dovuti aggiustamenti e l’ingresso di domande che erano rimaste in sospeso. Dai dati emerge che sono state presentate circa 17 mila richieste.

“L’interesse per il settore vitivinicolo è evidente soprattutto dove è forte l’effetto traino di talune denominazioni in continua crescita (come nella zona del Prosecco) – ha ricordato il presidente di Confagricoltura –. L’anno scorso il ministero per le Politiche agricole aveva scelto di implementare un sistema molto semplificato che ha necessitato di interventi correttivi e dell’introduzione di criteri di priorità che potessero indirizzare dal punto di vista politico le scelte del settore. Le soluzioni correttive adottate però, a mio avviso, non corrispondono ai canoni di un sistema vitivinicolo competitivo come noi vorremmo. Il Mipaaf ha scelto di dare spazio alle piccole imprese e alle produzioni biologiche, ma il non aver privilegiato  i progetti finalizzati ad accrescere l’efficienza aziendale (concetto che appartiene sia alla grande, sia alla piccola impresa) non è stato certo lungimirante”.

Giansanti ha invitato gli assessori a un prossimo incontro con i presidenti regionali di Confagricoltura, da tenersi a Palazzo Della Valle, sede dell’organizzazione professionale agricola. Sul tavolo ci saranno anche le misure dell’OCM vino.

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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