Agricoltura25/01/2023 10:15

Vino, Società italiana Tossicologia (SITOX): UE alimenta confusione, bisogna considerare le dosi. Non confondere pericolo con rischio, solo l’eccesso è nocivo

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Mentre il ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani annuncia l'intesa raggiunta con l'omologo irlandese Martin per rafforzare la cooperazione ed aprire un tavolo tecnico di confronto sulle etichettature degli alcolici, la questione vino continua a tenere banco e nel merito si è espressa anche la Società Italiana Tossicologia. Per la SITOX l'UE alimenta confusione, bisogna infatti considerare le dosi quando si parla di tossicità, senza confondere il pericolo con il rischio. Solo l’eccesso è nocivo

Da quando Bruxelles ha dato il proprio via libera alla normativa irlandese che introduce alert sanitari sulle etichette del vino - secondo quanto già proposto alle autorità Ue dall'Irlanda – si è tornati a sentenziare che l’alcol nuoce gravemente alla salute. Sul piano pratico, si equiparerà l’alcol alle sigarette, con l’obbligo di riportare sulle bottiglie di vino esplicitamente indicazioni come “l’alcol provoca malattie del fegato” oppure “alcol e tumori sono collegati in modo diretto”.

Il consumo eccessivo di alcol è un problema di salute pubblica, ma così si rischia di confondere un problema di dipendenza con una patologia.

Secondo il prof. Corrado Galli, presidente della Società Italia di Tossicologia (SITOX), «tutte le sostanze sono tossiche, solo la dose le rende non tossiche. È bene distinguere il concetto di pericolo da quello di rischio. Infatti, il pericolo è una caratteristica intrinseca di una sostanza (“può causare danni al feto”), mentre il rischio è una stima del danno derivante dall’esposizione alla sostanza. Per stimare il rischio, non basta l’identificazione dell’effetto (danno al feto), ma serve la definizione della dose con la quale l’effetto non avviene e come questa si confronta con l’esposizione dell’individuo o della popolazione: se siamo al di sotto della dose di non effetto, l’esposizione è da considerarsi sicura; è una dose che rende la sostanza “non tossica” ».

Anche l’alcol, come tutte le sostanze, può causare effetti tossici, ma vi sono dosi (quantità) al di sotto delle quali tali conseguenze non compaiono. Ci sono altri esempi di sostanze o agenti classificati come cancerogeni - la carne lavorata o la carne rossa - o che sono noti interferenti endocrini - la soia - eppure continuiamo tranquillamente a consumarle senza alcuna etichettatura e clamore.

«Pertanto – conclude il prof. Galli - si dovrebbe sempre chiarire il concetto di rischio da cui deriva la definizione di dose, uso o esposizione da considerarsi sicura. Questo riferimento alla dose sicura è da applicare a tutte le sostanze, comprese quelle con le quali siamo familiari e che possono causare danni alla salute se si eccede nell’uso. L’alcol non fa eccezioni».

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