WELFARE INDEX PMI, CONFAGRICOLTURA: ECCO PERCHÉ PREMIA L’IMPEGNO DELLE AZIENDE AGRICOLE

“Tre anni fa con la legge di bilancio 2016 è cambiata la legge sul welfare aziendale, permettendo incentivi robusti. I dati testimoniano come le imprese attive in sei o più aree di welfare aziendale sono raddoppiate fino a più del 14%, mentre quelle attive in almeno quattro aree raggiungono il 42%.”

Queste le parole di Enea Dallaglio, amministratore delegato Innovation team, nel corso della presentazione del rapporto 2018 welfare index Pmi. “In tre anni abbiamo avuto un incremento notevole delle piccole e medie imprese dedite al welfare aziendale, con oltre 4000 imprese aderenti. Cresce però la fragilità nella spesa pubblica, crescono le aree di povertà e aumentano i bisogni mentre parallelamente diminuiscono i fondi pubblici per il welfare. Sono allora tre -ha continuato Dallaglio- i temi su cui ci si deve concentrare maggiormente: salute e assistenza, sostegno ai giovani e mobilità sociale, conciliazione vita lavoro. Dai dati emerge però che solamente il 24% delle imprese ha una

conoscenza adeguata per intraprendere un percorso di welfare aziendale. È necessario perciò diffondere la cultura del welfare aziendale perché ha un impatto notevole sulla produttività. Il welfare aziende aziendale, ha concluso Dallaglio, fa crescere l’impresa e fa bene al paese.

“Si tratta di un’esperienza molto bella perché c’è stata una grande partecipazione delle imprese e delle organizzazioni dei lavoratori. Il welfare aziendale infatti non è più una questione esclusivamente a carico del governo o del parlamento, ma c’è invece una grande attenzione che cresce e si sviluppa nelle piccole e medie imprese, ed è bene sottolineare come gli accordi territoriali hanno favorito l’entrata delle imprese in questo circuito virtuoso.”

Così il ministro del lavoro Giuliano Poletti, intervenuto alla presentazione del rapporto 2018 welfare index pmi.

“È necessario dare prospettiva alle iniziative politiche, perché altrimenti rimarranno sempre sterili. Perché delle politiche abbiamo effetto è necessario programmare nel tempo ed offrire sostegno che durino più anni per permettere alle imprese di organizzare il lavoro. Servono iniziative durevoli nel tempo.

Il tema del welfare aziendale -ha continuato il ministro- riguarda l’intera comunità. Sapere, conoscenza e formazione sono parole chiave su cui dobbiamo puntare. C’è bisogno di alzare il numero dei laureati, che in Italia è ancora troppo basso, ed oltre a ciò è fondamentale creare esperienze lavorative e far entrare in contatto i giovani con questo mondo. Perciò l’alternanza scuola lavoro è importante, si può poi discutere se si tratta di una legge fatta bene o male, ma è certo che va nella direzione giusta. È infatti un modo per conoscersi, si vede e si scopre un altro pezzo di mondo e ci si apre a nuove passioni.

Trasmettere la nostra esperienza al prossimo -ha concluso Poletti- è la cosa più bella che possiamo fare ed è anche un tema su cui lavorare fortemente.

“Come presidente di Confagricoltura posso dire che stiamo lavorando per cercare di dare futuro e aspettative alle aziende, stiamo riflettendo sulle certezze da dare. Il nostro è un settore spesso raccontato male, ma sempre più sono le imprese agricole che credono al welfare aziendale”.

Queste le dichiarazioni di Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura, intervenuto alla presentazione del rapporto 2018 welfare index pmi.

“Sono ormai molte le aziende agricole che promuovono la sostenibilità sul lavoro, che guardano all’innovazione tecnologica e informatica con un occhio volto al territorio e alla sostenibilità; e si tratta di risultati tanto più importanti in quanto siamo il primo comparto economico nazionale. Inoltre - ha proseguito Giansanti- si guarda con sempre più insistenza a quelle categorie che più vivono nel disagio ed il lavoro diventa così un motivo di riscossa sociale e, a testimonianza di ciò, sono tanti i giovani che si stanno avvicinando al settore agricolo. È fondamentale costruire una rete di aziende che rispettino il welfare aziendale per farle entrare con forza nel mercato. Per quanto riguarda Confagricoltura il welfare aziendale è portato avanti anche grazie all’intesa coi sindacati con accordi bilaterali e con analisi aggiuntive per capire cosa e dove migliorare. Cito ad esempio agronetwork nata per favorire progetti di filiera, poi un premio per l’innovazione legato all’arte che valorizzasse il territorio, oltre a premi per le aziende che si sono distinte nell’integrazione sociale -ha così concluso Giansanti.

“C’è stato un cambio di paradigma, le imprese oggi sono più consapevoli del loro ruolo sociale e vi è un’ottica restitutoria che nasce nei confronti del territorio. Vi è una sempre maggiore attenzione e consapevolezza nel mettere la persona al centro con le sue necessità.”

Così Carlo Robiglio, presidente della piccola industria di Confindustria, intervenuto al rapporto 2018 welfare index pmi.

“È fondamentale sviluppare una cultura di impresa che si concentri sul welfare aziendale. Si crea così un clima positivo es una migliore situazione di vita che ha riscontri diretti anche sulla produttività dell’azienda, oltre che a portare benefici a livello sociale.

Serve fare sempre più formazione perché è un driver fondamentale, senza la quale non ci può essere nemmeno produttività -ha dichiarato Robiglio. Prima la formazione era solo tecnica, ora invece riguarda la persona nel suo insieme, come dimostrano i corsi di lingua o le iniziative volte a sviluppare nuove passioni e interessi, le quali hanno una ricaduta diretta anche sulla mobilità sociale e la qualità della vita.

Dobbiamo puntare sull’education, con le imprese che sempre più devono avere uno sguardo rivolto alle generazioni future, facendo crescere i lavoratori del domani. Sono temi anche più importanti della defiscalizzazione, perché un miglior clima lavorativo significa aumentare la produttività e la soddisfazioni di imprenditori e lavoratori.

Bisogna dare opportunità alle piccole imprese di realizzare il welfare aziendale -ha concluso Robiglio-che sono ora spaventate dalla burocrazia. Si deve creare una rete di imprese per supportare gli aspetti burocratici e creare servizi.

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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