WELFARE PIEMONTE, CAUCINO: AGIRE PRIMA POSSIBILE CON MISURE ANTI CRISI PER SOSTENERE LE NUOVE POVERTÀ

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“La situazione economica, già di per sé complessa prima dell’emergenza sanitaria, diventa oggi preoccupante per molti artigiani, per le partite iva, per i piccoli e piccolissimi imprenditori, di cui è costellato il nostro sistema produttivo. Questa grave situazione si riverserà inevitabilmente sui lavoratori e soprattutto sulle loro famiglie, che in molti casi andranno a ingrossare le fila della nuova povertà. Le Istituzioni hanno il dovere di contrastare questo concreto pericolo e lo possono fare solo grazie a linee strategiche incisive ed innovative”. Così Chiara Caucino, assessore regionale al Welfare.

“Al tempo stesso – prosegue Caucino – è dovere della Regione iniziare ad intervenire con sostegni che possano rivelarsi utili fin da subito. Intanto, insieme alle nuove forme di indigenza, affinché non si aggiunga disagio a disagio, è necessario proseguire nel sostenere le tradizionali fasce deboli della popolazione. Per quanto riguarda il comparto del Welfare, sono state introdotte importanti risorse nel bilancio regionale 2020-2022. La Giunta ha infatti accolto la mia proposta di incrementare la lotta allo spreco attraverso una dotazione finanziaria aggiuntiva di 150mila euro per sostenere il Banco Alimentare. Quest’ultimo, insieme ai principali distributori di risorse alimentari, segnala infatti un incremento di richieste di oltre il 30%; la Caritas Regionale ci informa poi che, presso le proprie delegazioni territoriali, preposte agli aiuti economici, le richieste si moltiplicano quotidianamente”.

Anche per le politiche abitative è stato ottenuto un aumento di 100mila euro a favore dei genitori separati e divorziati che già versano in gravi difficoltà; 500mila euro hanno finanziato per la prima volta la legge regionale “Salva mutui”.

“È fondamentale, quindi – sottolinea Caucino – porre in essere misure anticrisi per rispondere all’emergenza di tutte quelle famiglie per le quali l’indigenza non è più un semplice rischio, ma sta diventando una realtà. Quante sono le persone che fino a ieri disponevano di pochi mezzi di sussistenza e oggi se ne trovano completamente private? In Piemonte parliamo di circa 63.300 nuclei familiari; di questi, 51.453 sono beneficiari del reddito di cittadinanza e 8.259 della pensione di cittadinanza. Numeri

importanti, a cui vanno aggiunti gli oltre 4mila senza dimora stimati in Piemonte e tutte quelle persone che, per qualche centinaio di euro, sono state escluse dal reddito di cittadinanza, circa 38mila. Assistiamo, in questi giorni, a segnalazioni di persone che non riescono più sostenere le spese fondamentali per vivere. Appartengono a diverse categorie sociali e alcuni di questi soggetti sono completamente indifesi e non in grado di affrontare le ristrettezze e le insicurezze economico-sociali legate alla mancanza di entrate sicure o incassi giornalieri, più o meno regolari nel tempo”.

“In questo scenario – evidenzia l’assessore - ritengo assolutamente necessario assicurare l’accesso ai beni di prima necessità, potenziando però anche le misure di sostegno già esistenti e creandone di nuove più efficaci. La Regione, in questa situazione, ha spinto e sensibilizzato lo Stato a dare risposte rapide e concrete per affrontare le nuove povertà emergenti. Bisognerà pensare a requisiti di accesso innovativi e flessibili”.

“È indispensabile infine favorire maggiormente il dialogo tra le componenti della società, dai Comuni agli Enti gestori, dalle Fondazioni ai Centri servizi, dalle centrali cooperativistiche ai volontari organizzati, come il settore Welfare regionale peraltro sta già facendo attraverso una virtuale “Unità di crisi dedicata alle povertà” che si aggiunge al Tavolo delle Povertà già costituito formalmente, per coordinare in modo efficiente e tempestivo la domande pervenute da soggetti pubblici e privati, fronteggiando, soprattutto dal punto di vista sociale, la situazione causata dal Covid- 19”.

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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