WINE2WINE, CENTINAIO: TROPPI INTERLOCUTORI CON BUYER STRANIERI. CONVOCHERO MISE E MAE. LEGGE SU ENOTURISMO IN COLLABORAZIONE CON REGIONI E CONSORZI.

“Partiamo da una legge sull’enoturismo messa a punto con la collaborazione delle regioni e con i consorzi, per dare al sistema paese la possibilità di promuoversi all’estero”. Così il ministro delle Politiche agricole e del Turismo Gian Marco Centinaio nel corso della quinta edizione di Wine2Wine. “Tanti tour operator ci stanno chiedendo la possibilità di avere dei percorsi del vino e ragionare con degli interlocutori che permettano ai turisti di visitare delle zone del turismo anche destagionalizzato”, prosegue ricordando come il vino sia uno dei traini del turismo in Italia. “Per la promozione dei nostri prodotti ci stiamo promuovendo nel mondo non nel migliore dei modi. Andiamo da buyer che sono abituati ad avere uno o due interlocutori. Dobbiamo permettere ai nostri interlocutori stranieri di fare business con noi ma oggi i buyer stranieri hanno a che fare con i privati, con le camere di commercio, con Ice e così via. Immaginiamo interlocutori stranieri che hanno a che fare con diversi soggetti italiani che dicono tutti cose diverse… Questo porta a scegliere interlocutori più affidabili”. Per come è suddivisa la macchina dello Stato non dipende solo da noi. Domani abbiamo il Consiglio dei ministri e chiederò all’altro ministro competente – Luigi Di Maio-ndr – di convocare un tavolo per l’internazionalizzazione. Ho avuto un’ottima collaborazione con le regioni per quanto riguarda il turismo con le quali abbiamo concordato la necessità di avere una promozione unica sotto il cappello che si chiama Italia. “importante anche il ministro degli Esteri”, spiega Centinaio. “Con le ambasciate che ognuna faceva promozione a suo modo e non si capiva più nulla. Convocherà i colleghi dello Sviluppo economico e degli Esteri per andare a ll’estero e comunicare in un modo unico”. Poi sull’Ice: “Mi volete far litigare?”, ironizza il ministro. “Penso che l’Ice debba portare nel mondo una visione italiana a 360 gradi ma credo anche che l’agrifood è quello che cresce di più per cui occorre dare maggiore spazio. Occorre poi una promozione più strutturata. Ma questa è solo la mia opinione”, conclude.

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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