XYLELLA, CENTINAIO: A BREVE DECRETO, MA ASCOLTANDO TUTTI. E DICE A STEFANO E SICOLO: SENZA POLEMICHE E SENZA MINACCEBOTTA E RISPOSTA TRA MINISTRO E STEFANO. E TRA STEFANO E L'ABBATE. IL PRESIDENTE DI ITALIA OLIVICOLA: CI FIDIAMO DI CENTINAIO, HA PRESO SUBITO COSCIENZA DEL PROBLEMA. LA 'MINACCIA' DELLA PIAZZA RIFERITA AD AMMINISTRAZIONE REGIONE PUGLIA

Dario Stefano attacca su twitter e Gian Marco Centinaio risponde. ""Rivedo le foto di luglio scorso, raccolgo la voce delle campagne di oggi... Setembre è già passato, tra comparsate, annunci e tavoli e soluzioni promesse. Ma il piano per contrastare la xylella che fine ha fatto? scrive il senatore della Comagri in quota Pd, prima Puglia in più. "Sulla xylella stiamo preparando il decreto ascoltando tutti per non fare errori. Se questo signore vuol lavorare seriamente senza polemizzare sa dove trovarci", risponde il ministro delle Politiche agricole.

La Commissione Agricoltura della Camera ha iniziato da qualche settimana una serie di audizioni sulla Xylella ascoltando gli esperti e i soggetti interessati. Serie di audizioni che a breve partirà anche in Commissione Agricoltura del Senato.

Il ministro prosegue rispondendo stavolta al presidente di Italia Olivicola, che aveva annumciato ad AGRICOLAE che - se il ministro non fosse intervenuto - avrebbe invaso le piazze: "non mi piacciono le minacce. Sulla Xylella esiste un tavolo al Mipaaft per realizzare il decreto. Se questo signore vuole essere ascoltato ci siamo ma senza minacciare nessuno. Noi lavoriano seriamente".

La risposta di Gennaro Sicolo:

XYLELLA, SICOLO: CI FIDIAMO DI CENTINAIO, LA MINACCIA DELLA PIAZZA È RIFERITA AD AMMINISTRAZIONE REGIONE PUGLIA

"Ci fidiamo dell’operato del Ministro Centinaio, che è arrivato da poche settimane ed ha subito preso coscienza del problema con un approccio assolutamente positivo". Così, ad AGRICOLAE, il presidente di Italia Olivicola.

"La “minaccia” della piazza - spiega - è dovuta esclusivamente all’inerzia dell’amministrazione regionale che continua a non occuparsi seriamente del problema.

L’ultima, ad esempio, rilanciata ieri dalla Gazzetta del Mezzogiorno, riguarda l’assenza dei monitoraggi in questi mesi, fatto molto grave che testimonia come la xylella continui a non essere affrontata con serietà e determinazione.

E potrei aggiungere, ancora, il fatto che gli Olivicoltori sono costretti ad aspettare anni per il rimborso di 140 euro per ogni pianta tagliata (cifra irrisoria rispetto ai costi sostenuti per i tagli).

Quali prospettive ci sono per le aziende colpite? Come possono ripartire i bravi agricoltori, che hanno seguito le regole e la scienza, se la politica regionale non accelera queste semplici procedure?

La xylella, come detto in Commissione Agricoltura della Camera qualche giorno fa, equivale in proporzione a più di 100 Ilva, con tutto il rispetto per Taranto ed i lavoratori.

Attendiamo con fiducia il decreto del Ministro, disponibili a qualsiasi confronto costruttivo, ma siamo consapevoli che qualsiasi decisione ministeriale avrà bisogno del supporto di burocrazia e politica regionale.

Burocrazia e politica regionale completamente assenti, fino ad ora, in questa battaglia!", conclude.

Risponde Dario Stefano

XYLELLA, STEFANO, PD: CENTINAIO NON BUTTI PALLA IN TRIBUNA. MINACCE SONO ALTRA COSA
Posted by Redazione × Pubblicato il 07/10/2018 at 13:31
Ministro Centinaio non buttare la palla in tribuna. Un ministro ha il dovere di ascoltare e rispondere, tanto più ad un parlamentare o al rappresentante di un’importante associazione di olivicoltori. Le minacce sono altra cosa e voi della #Lega ve ne intendete bene. Così su Twitter il senatore membro della Comagri Senato Dario Stefano in merito alla polemica scaturita sulla Xylella.

Ma la polemica non si ferma qui:

XYLELLA, CENTINAIO: STEFANO LEGGA BENE E NON DICA BUGIE. DI CUI IL PD E’ ESPERTO ASSIEME AI FALLIMENTI

"Il senatore Stefano legga bene le notizie prima di interpretare a suo piacimento. Le sue accuse sono false. Ma si sa, voi del Pd di bugie e fallimenti siete esperti". Lo scrive il ministro delle Politiche agricole e del Turismo Gian Marco Centinaio su twitter rispodendo al membro della comagri Senato Dario Stefano, in qutao Pd.

XYLELLA, L’ABBATE, M5S: STEFANO INCOLPANDO GOVERNO NATO 4 MESI FA SCORDA CHE ERA LUI ASSESSORE IN PUGLIA

Mentre tutti ribadiscono il ‘presappochismo suicida’ che ha contraddistinto la Regione Puglia sin dagli albori della infezione della Xylella fastidiosa nella nostra terra, quando questa era ancora circoscrivibile, il senator ed ex-assessore regionale alle Politiche Agricole Dario Stefàno ha la sagace idea di cercare di incolpare un Governo in carica da appena 4 mesi”. Questo il commento del deputato pugliese Giuseppe L’Abbate, esponente M5S della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati, alle accuse lanciate dal senatore salentino del Partito Democratico al Ministro Gian Marco Centinaio.Il parlamentare forse dimentica di far parte e di aver sostenuto tutte le maggioranze responsabili dell’attuale stato di crisi dell’olivicoltura puglieseprosegueDimentica di esser stato assessore alle Risorse Agroalimentari con Nichi Vendola sin dal lontano 2009 e che il primo accertato ritrovamento di Xylella fastidiosa in Puglia è datato 2013 nelle campagne di Li Sauli, tra Gallipoli e Taviano. Da allora la politica regionale del centrosinistra è stata contraddistinta dal motto adda passa ‘a nuttata. In Commissione Agricoltura alla Camera, con il Presidente Filippo Gallinella (M5S) non abbiamo perso tempo e abbiamo dato avvio ad una indagine conoscitiva – continua Giuseppe L’Abbate, che ne è anche relatoreper fare chiarezza sul marasma di informazioni sinora veicolate che non hanno fatto altro che creare maggiore confusione in cittadini, operatori e politica. Il ministro Centinaio, al contempo, ha subito mostrato la massima attenzione al problema, promettendo un intervento in tempi brevi che si sta già definendo, anche grazie al lavoro della Commissione Agricoltura di Montecitorio, in un decreto dedicato. Tutto ciò mentre nulla di concreto è stato fatto dall’ex ministro Maurizio Martina (PD) per il piano olivicolo approvato, dietro nostre pressioni e insistenze, nel 2015; mentre l’Assessore Leonardo Di Gioia (PD) stenta anche solo a fare l’ordinario nel suo territorio e mentre il Governatore Michele Emiliano (PD) continua a pregare che qualcuno gli tolga le castagne dal fuoco vista la sua totale incompetenza, la mancata volontà di perseguire un obiettivo concreto e il disinteresse nel coordinare i vari uffici regionali, ad iniziare dal Servizio fitosanitario, che pur avrebbero la possibilità di sostenere gli agricoltori e fronteggiare l’avanzata del batterio. Talvolta conclude il deputato L’Abbate (M5S)chi ha condotto il Paese al disastro, dovrebbe guardarsi allo specchio e avere il pudore del silenzio. Se il PD ha qualcosa di utile da dare o proporre agli agricoltori pugliesi, bene; altrimenti i loro esponenti farebbero meglio ad avere il pudore del silenzio.   

XYLLELA, STEFANO A L’ABBATE: NON ERO PIU ASSESSORE, O CHIEDI SCUSA PUBBLICAMENTE O CERCATI UN AVVOCATO

"Giuseppe L'Abbate potrei chiederti distudiare ma so che non lo farai. Vi sentite piùa vostroa gio tra le fakenews". Così su twitter Dario Stefano, membro della Comagri Senato in quota Pd in risposta a Giuseppe L'Abbate, membro della Comagri Camera in quota M5s sull'affaire Xylella. "Non serve una commissione d'inchiesta per scoprire che quando è comparsa al Xylella non ero più assessore. O ti scusi pubblicamente o ti cerchi un avvocato. Scegli pure", conclude.

XYLELLA, L’ABBATE A STEFANO: ECCO LA VERITÀ. O DICI QUALCOSA DI INTELLIGENTE O STAI ZITTO. E CITA WIKIPEDIA

Quindi è colpa di Centinaio o del GovernoConte che la maggioranza che ti ha sostenuto sino all'anno prima e con cui ti sei nuovamente candidato nel 2018 non ha fatto nulla? Bah..Abbiamo da fare @DarioStefano, se hai qualcosa di intelligente da dire dilla altrimenti stai zitto. Grazie.

Nel 2009, sullo scorcio della consiliatura, a seguito di un rimpasto della Giunta di Nichi Vendola[2], viene nominato Assessore alle Risorse Agroalimentari e, di conseguenza, assume il coordinamento a Roma della Commissione Politiche Agricole nella Conferenza Stato - Regioni.Poi 2013 viene eletto e viene sostituito da Nardoni

https://it.m.wikipedia.org/wiki/Dario_Stefano

L'ORIGINE DELLA POLEMICA E' UN INTERVISTA FATTA AL PRESIDENTE DI ITALIA OLIVICOLA GENNARIO SICOLO

Quello che era stato detto:

GENNARO SICOLO: ECCO LE PRIORITA DI ITALIA OLIVICOLA. COSTRUIRE RAPPORTO CON GDO DI QUALITA. IL PRESIDENTE DELLA PRIMA ORGANIZZAZIONE OLIVICOLA ITALIANA: CENTINAIO INVERVENGA CON DECRETO SERIO SU XYLELLA ALTRIMENTI INVADEREMO LE PIAZZE

Affrontare in maniera decisa emergenze come la Xylella, “su cui la politica deve prendersi la responsabilità di intervenire in maniera decisa con un decreto serio”, e l’invasione di oli deodorati, gli attacchi ai panel test e la contraffazione. Ma anche concentrare e organizzare il prodotto olio per posizionarsi meglio sul mercato e ridare valore e redditività al comparto. Questi i primi obiettivi tracciati dal nuovo presidente di Italia Olivicola, Gennaro Sicolo, alla vigilia della presentazione, in programma il 9 ottobre prossimo, della nuova organizzazione della produzione nata dalla fusione tra il Consorzio Nazionale degli Olivicoltori (CNO) e Unasco.

“L’obiettivo  - ha detto ad AGRICOLAE Sicolo - è quello di fare sistema. L’evoluzione del settore ci porta a organizzare il prodotto, fare qualità, tracciabilità per andare sui nostri mercati (attualmente 42 Paesi) con oli veri, non i blend di alcune marche italiane, di cui italiano è solo il nome. Se continuiamo ad avere a che fare con i mediatori e con macchine che non valorizzano il lavoro e la qualità dei nostri oli saremo sempre fallimentari. L’organizzazione di Italia Olivicola va in questa direzione: andare sui mercati, portando oli veri e avere un rapporto con la GDO per valorizzare chi fa qualità. Poi ognuno ha le sue ricette, ma se noi non diamo un reddito a chi lavora nelle campagne non ci sarà mai un futuro per il settore. L’impegno che ci prendiamo nell’interprofessione è costruire insieme la catena del valore. L’anno scorso il 50% dell’olio all’ingrosso, non del Cno, è stato venduto a 3,90 euro; dobbiamo capire che non si può vendere l’olio a meno di 5 euro”.

“Occorre poi impegnare le istituzioni a fare degli interventi sul piano olivicolo - ha continuato Sicolo - perché noi abbiamo quella forza della qualità e dobbiamo fare anche quantità. E ci vogliono gli investimenti, con nuovi impianti soprattutto intensivi. Abbiamo 470 varietà, e questa è la caratteristica che ci distingue dagli altri Paesi, ma oggi un ettaro deve avere minimo 400 piante per avere una produzione all’altezza dei tempi”.

Sulla Xylella, che “ormai ha bruciato mezza regione” il presidente Sicolo ha le idee chiare: “’C’è stata una situazione di inerzia soprattutto da parte della Regione Puglia. La politica deve prendersi la responsabilità di intervenire. Ormai mezza regione è bruciata”.  “Il 9 ottobre  - ha detto ancora Sicolo ad AGRICOLAE - solleciteremo a intervenire e a non aspettare altri mesi. Vedremo quali sono gli interventi che si devono fare, chi deve fare cosa, per capire se c’è una volontà politica vera di affrontare la questione. Mi auguro che il ministro Centinaio intervenga in maniera decisa, con un decreto serio altrimenti interverremo nelle piazze e non so come andrà a finire. Perché è stato messo in discussione tutto il patrimonio olivicolo italiano. La Puglia è l’Italia: il 50% del prodotto è Puglia. Se il batterio colpisce tutta la Puglia, poi si allargherà anche alla Calabria e la Basilicata. E’ un batterio che non ha confini e non aspetta nessuno: viaggia a ritmo di 30-35 km l’anno; nel 2013 era a Gallipoli, ora è arrivato alle porte di Monopoli. Il rischio che la Xylella si allarghi alla Calabria e alla Basilicata è reale. Ormai lo Ionio è stato preso. Nelle tre province di Taranto, Lecce e Brindisi oramai non si interviene più, perché le piante sono tutte infette, ma nella zona di contenimento se una pianta è infetta si deve estirpare. Un batterio da quarantena richiede politiche adeguate. Ora occorre contenere il batterio e conviverci, fare le buone pratiche agricole e intervenire sugli impianti infetti che vanno estirpati immediatamente. Per questo faremo un calendario di interventi”.

“In quelle zone c’è stato l’abbandono e gli agricoltori si sono cullati nella Pac - ha continuato Sicolo, riferendosi anche alla recente proposta di tagliare i fondi della Pac agli agricoltori che abbandonano i campi -. E’arrivato il tempo di fare chiarezza. Arriveranno sempre meno soldi dalla Comunità europea. Occorre darli a chi effettivamente fa impresa, occupazione e produzione”.

Sulle varietà resistenti il presidente di Italia Olivicola è prudente: “Su questa peste non esiste una soluzione definitiva. La sperimentazione è molto lunga, non possiamo dire che il Leccino o l’Fs17 siano la soluzione. Per momento sono le due varietà che hanno dato risposte, ma se ne stanno sperimentando anche altre. I risultati però non sono immediati su queste cose: ci vorranno decenni. Per il momento ognuno deve fare la propria parte: noi agricoltori dobbiamo buone pratiche agricole per contenere il batterio; la ricerca deve lavorare, senza fretta. Perché con la fretta i risultati non si ottengono. La questione è molto molto delicata”.

Come delicata è la questione delle fake news sul batterio: “Ci siamo rivolti alla magistratura - ha continuato Sicolo -. E faremo una verifica con i nostri legali per capire a che punto sono le indagini. I procuratori si devono impegnare nei propri territori per la distruzione creata da notizie false che hanno incantato l’opinione pubblica. E visto che la situazione non migliorerà a breve io sono del parere che bisogna anche chiamare a responsabilità le persone che dovevano fare e non hanno fatto, di denunciarli per disastro ambientale. Occorre spiegare perché chi aveva la responsabilità di intervenire non l’ha fatto. Qui qualcuno deve anche pagare perché si tratta di milioni e milioni di piante bruciate che erano lì da secoli e generazioni”.

Tra gli appuntamenti in calendario, c’è anche il 9 ottobre una riunione a Bruxelles sui panel test e il 15 e 16 ottobre la riunione al Coi. “Come produttori italiani abbiamo detto che non si tocca panel test, mi auguro che anche gli industriali ci seguano. Ogni tanto ritornano alla carica alcuni industriali e commercianti che vogliono far passare tutti questi oli miscelati. Vigileremo affinché il panel test non venga manomesso: nei consessi internazionali dove siamo presenti ho già iniziato a fare questa  battaglia e continuerò a farla”. Il problema reale secondo Sicolo è la Spagna, da dove diverse ditte si approvvigionano. “Sono oli deodorati - ha detto - che passano dalle raffinerie, poi miscelati con oli italiani. Quando si vede al supermercato una bottiglia di olio a 2,50 o 3 euro, quanto due caffè, non è un olio extravergine. Ciò che dobbiamo far emergere è che l’olio extravergine è un olio che non deve essere manomesso. Occorre vigilare sui mercati e fare un accordo di protocollo con le forze dell’ordine e Italia Olivicola. Bisogna bonificare gli scaffali. Questo è un altro impegno che ci prendiamo. E’ giusto che il consumatore sappia cosa mangia e non è possibile confondere il consumatore dicendo che è tutto olio extravergine”.

Infine la tracciabilità: “Ci stiamo lavorando molto - ha detto Sicolo -. A livello europeo deve esserci un unico regolamento che deve avallare tutta la produzione, i controlli e la tracciabilità.  In Spagna, in Portogallo o in Grecia o in Francia il registro telematico non esiste. Quando si acquista l’olio dalla Spagna oggi non si è certi che venga dalla Spagna, potrebbe arrivare dal Marocco, o da chissà dove, perché non c’è un sistema di tracciabilità di questi oli. Occorre dare la certezza al consumatore che l’olio spagnolo sia effettivamente spagnolo. Ci deve essere una chiarezza sul mercato. Non è possibile  - ha concluso il presidente di Italia Olivicola - che si acquisti un olio la cui ditta è italiana ma non si sa il prodotto da che parte arrivi, anche per una questione di sicurezza alimentare e di controlli sanitari”.

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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