XYLELLA, CNR: TROPPI PUNTI DI INGRESSO IN UE, CONTROLLI LASCIANO A DESIDERARESI LAVORA A LOTTA BIOLOGICA MA "NECESSARIO CONVIVERE CON MONITORAGGIO COSTANTE"

La Commissione Agricoltura, in merito all'indagine conoscitiva sull’emergenza legata alla diffusione della Xylella fastidiosa nella regione Puglia, svolge l'audizione di rappresentanti del Consiglio nazionale delle ricerche, CNR. "Stiamo avendo dei risultati concreti", spiega Pierfederico La Notte, dell'Istituto di virologia vegetale del Cnr in Commissione Agricoltura. "Siamo prima riusciti a dimostrare l'immunità di alcune varietà così da esentarle dalla termoterapia. La Xylella nel Salento non è eradicabile quindi dovremo convivere con un constante monitoraggio che si traduce in impiego di risorse economiche ed occupazionali". prosegue l'agronomo Cnr che ha illustrato anche le varie vie di ricerca biologica sviluppando anche modelli previsionali e matematici "necessari ad azioni per migliorare le politiche di controllo e le tecniche di contenimento".

Giuseppe L'Abbate chiede chiarimenti in merito ai quattro trattamenti fitosanitari previsti per legge dal decreto Martina. Il depuato M5S chiede anche delucidazioni su eventuali quarantene.

"L'Italia fece una proposta per convertire il sistema europeo che per ora resta comunque aperto mostrando molti limiti dato che i punti di ingresso sono troppi e difficilmente controllabili", spiega La Notte. In Unione Europea ci sono 41 punti di ingresso contro i due del Cile", prosegue. Precisando che "l'efficacia dei controlli lascia a desiderare".

Per quanto riguarda i trattamenti La Notte precisa che "il sistema di controllo dei vettori in agricoltura è fondamentale ma non è mai stato applicato completamente". Il vettore è comunque presente fino a dicembre e tende a spostarsi dall'olivo sulla deposizione al suolo dove si accoppia e depone le uova", prosegue.

"Per quanto riguarda le eradicazioni chirurgiche il nome stesso 'contenimento' dimostra l'eliminazione solo delle piante considerate infette per proteggere le aree di confine. Ad oggi misure alternative a queste internazionalmente utilizzate non ce ne sono". Importante, spiega il ricercatore, "è la tempestività".

IL VIDEO

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-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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