XYLELLA, LE POSIZIONI DI UNAPROL, CNO, AIFO, UNASCO IN COMMISSIONE AGRICOLTURA DELLA CAMERA. IL VIDEOL'UCI DI SERPILLO IN UNA NOTA: ERADICARE E CONTENERE

Alle ore 14 la Commissione Agricoltura ha svolto l’audizione di rappresentanti di Federdop Olio, Unione nazionale tra le associazioni di produttori di olive (Unaprol), Consorzio nazionale olivicoltori (Cno), Associazione italiana frantoiani oleari (Aifo) e Unasco, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sull’emergenza legata alla diffusione della Xylella fastidiosa nella regione Puglia.

VIDEO COMPLETO

XYLELLA, GRANIERI (UNAPROL): 500 MLN PER RILANCIARE IL SETTORE

Posted by Redazione × Pubblicato il 19/09/2018 at 16:03

“L’olivicoltura è un asset strategico del nostro territorio, che presiede e controlla il territorio oltretutto, e per rilanciare il settore servono 500 milioni di euro. Serve inoltre semplificazione e chiarezza in merito al Psr perché non soddisfa nessuno”, queste le parole di Davide Granieri (Unaprol) in commissione agricoltura.

Il caso xylella rappresenta una delle più grandi sciagure agricole italiane, su 8000 ettari inizialmente colpiti abbiamo raggiunto adesso un’area di 770000 ettari. Lo sviluppo del batterio ora preoccupa anche altre aree, occorra quindi interrogarci sul futuro degli olivicoltori e su un modello che tenga unito produzione e trasformazione.

Chiediamo pertanto indennizzi a favore degli agricoltori che eradicano e per chi possiede frantoi, ha dichiarato Granieri. Serve attingere al fondo di solidarietà nazionale e sviluppare un piano 2.0 per il settore oleario, impiantando e acquistando olivo che siano resistenti al batterio ed assicurare così un futuro al Salento.”

XYLELLA, PELLEGRINO (AIFO): PER I FRANTOI CALO PRODUZIONE FINO AL 90%

Posted by Redazione × Pubblicato il 19/09/2018 at 16:28

“Sono 650 i frantoi che rientrano nell’area colpita dalla xylella, è una situazione catastrofica per il settore oleario. Lo sviluppo incontrollato del batterio ha fatto danni per 70 mln ai frantoi e 200 mln per i danni derivati sul territorio. Le stime di produzione prevedono un calo fino al -50%, con picchi del -90%, speriamo di tornare a far valore a novembre 2019.” Queste le previsioni del vicepresidente AIFO, Pellegrino alla commissione agricoltura.

“Il ruolo del frantoio è stato sottovalutato, mentre nella realtà sono i veri centri dell’olio d’oliva oltre a contribuire all’eccellenza del Made in Italy nel mondo. Il frantoio spesso sopperisce alle esigenze economiche del l’agricoltore, costituendosi come un vero e proprio ente creditizio.

Il batterio, ha proseguito Pellegrino, si sta allargando ad altre zone, col rischio anche per Basilicata e Calabria. Ci troviamo di fronte ad una emergenza sociale oltre che economica.

Per far fronte alla crisi è necessario ricorrere a controlli frontalieri, mettere in atto misure adeguate sulle direttrici stradali e ferroviarie per estirpare il batterio. È infine necessario un incisivo intervento economico per agricoltori e frantoiani, e sono assolutamente d’accordo con quanto detto dal presidente di Cno Sicolo sull’eliminare la pac a quegli agricoltori che non fanno pratica agricola sui campi”.

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

XYLELLA, SICOLO (CNO): TOGLIERE PAC AD AGRICOLTORI CHE ABBANDONANO IL CAMPO

Posted by Redazione × Pubblicato il 19/09/2018 at 16:40

“È necessario rimuovere i fondi pac a quegli agricoltori che abbandonano il campo favorendo la proliferazione del batterio. È fondamentale sollecitare gli agricoltori alle buone pratiche agricole come aratura e potatura senza lasciare i terreni abbandonati.” Così il presidente Sicolo (Cno) alla commissione agricoltura.

“La Puglia è il cuore dell’olivicoltura, dobbiamo utilizzare i fondi di coesione e di sviluppo rurale per risollevare un settore che ha già perso migliaia di posti di lavoro. Per anni il problema xylella è stato insabbiato, ha tuonato Sicolo, e se si affronta adesso è perché organizzazioni come il Cno hanno da sempre vigilato. La politica in tutte le sue articolazioni è stata assente e gli agricoltori lasciati soli in questa battaglia. L’Italia adesso rischia una procedura d’infrazione per non aver abbattuto gli alberi malati e noi chiediamo che vengano fuori tutte le responsabilità, non ci si può più nascondere”.

XYLELLA, CANINO (UNASCO): BASTA APPROSSIMAZIONE, TEMPO DI SCELTE UNICHE E CONDIVISE

Posted by Redazione × Pubblicato il 19/09/2018 at 16:50

“Non è più tempo di approssimazione e di tentativi, abbiamo perso fin troppo tempo. Adesso è il momento di una strategia unica e condivisa”, ha così dichiarato il presidente di Unasco, Luigi Canino.

“La Puglia rischia di perdere la propria identità paesaggistica, in un momento in cui l’agricoltura si trova in ginocchio, oltre che per la xylella, a causa anche degli effetti climatici. Colpe ricadono sulle scelte istituzionali non adeguate e non idonee, e ad una scarsa conoscenza scientifica per affrontare il problema. Serve più conoscenza anche nei media perché l’emergenza lascia agricoltori e aziende in balia di fake news che si ripercuotono su tutto il territorio.”

XYLELLA, CNO A COMAGRI CAMERA: BOMBA SOCIALE CHE MINA ORDINE PUBBLICO

Posted by Redazione × Pubblicato il 19/09/2018 at 15:15

"Vi ringrazio per l’invito a questa audizione nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulla Xylella Fastidiosa che sta colpendo in maniera seria e grave l’olivicoltura italiana". Così il Cno, nel corso del l'audizione in Comagri Camera sulla Xylella.

"Come al solito, come è nel mio stile, non parlerò in politichese ma cercherò di analizzare, nei minuti che mi sono concessi, una situazione drammatica affrontata nel corso degli anni in maniera poco seria e poco decisa.

Permettetemi di farvi notare che questa indagine arriva con qualche anno di ritardo.

Naturalmente non ve ne faccio una colpa.

Anzi andreste lodati per questa iniziativa perché finalmente tutti hanno assunto consapevolezza di questo cancro che sta colpendo le nostre campagne.

Sgombriamo il campo da tutti gli equivoci creati ed alimentati ad arte da qualcuno: la xylella esiste ed è un grave problema italiano ed europeo.

E con la xylella, allo stato attuale, si deve convivere perché manca ancora una risposta scientifica in grado di sconfiggere il batterio.

Detto ciò, è giusto analizzare ciò che è stato fino ad oggi.

Per anni la xylella è stata insabbiata, quasi non fosse mai esistita, e se adesso finalmente affrontiamo la questione è solo perché qualcuno – pochissimi -, tra cui il Consorzio Nazionale degli Olivicoltori, ha tenuto alta l’attenzione.

Vi racconto un episodio: 7 marzo 2018.

Infoxylella.it, portale gestito da tanti bravi volontari, a cui va il mio plauso, dopo aver studiato ed analizzato i report dell’Osservatorio Fitosanitario della Regione Puglia, comunica che in pochi mesi le piante di ulivo infette nella zona di contenimento, quella in provincia di Brindisi per intenderci, sono più che triplicate.

Nel silenzio generale, chiamati in causa da questi volontari, il CNO pubblica i dati attraverso un comunicato stampa, ripreso da tutti i più importanti telegiornali e giornali d’Italia, e la xylella torna finalmente ad essere IL PROBLEMA DA AFFRONTARE.

Questi primi passaggi del mio intervento mi consentono di sottolineare come sia stata proprio LA POLITICA, IN TUTTE LE SUE ARTICOLAZIONI TERRITORIALI, CENTRALI E PERIFERICHE, A MANCARE CLAMOROSAMENTE IN QUESTA BATTAGLIA.

GLI OLIVICOLTORI SALENTINI E PUGLIESI SONO STATI LASCIATI SOLI IN BALÌA DI UN NUMEROSI SANTONI NULLAFACENTI, PSEUDOAMBIENTALISTI e PSEUDOAGRICOLTORI, CONTESTATORI DI PROFESSIONE, che è riuscita a mettere in piedi un complesso sistema di fake news, alimentato dai social e dall’ignoranza in materia di tanti, nel quale molti sono colpevolmente cascati.

Il problema serio è che questo sistema di fake news si è nutrito per anni della connivenza di amministratori locali, amministratori regionali, presidenti, consiglieri comunali, consiglieri regionali, deputati, senatori, attivisti, giornalisti, e anche organizzazioni agricole creando un danno enorme e incalcolabile al territorio e all’economia.

La xylella in poco più di cinque anni, da una zona circoscritta a pochi terreni e poche decine di piante, è arrivata a colpire tre province minacciando tutta la Puglia e l’Italia olivicola.

A questa campagna di disinformazione si sono sommati comportamenti inadeguati, che in alcuni casi ritengo omissivi, da parte di chi era preposto alla gestione dell’emergenza.

Vogliamo chiarezza sui ritardi della Pubblica Amministrazione e capire perché non si è agito come la normativa impone, consapevoli che le Decisioni comunitarie in materia di organismi da quarantena sono immediatamente esecutive.

La materia fitosanitaria è disciplinata da direttive e regolamenti comunitari, da leggi dello Stato e delle Regioni nel rispetto delle proprie competenze.

L’attuazione delle Decisioni comunitarie è un obbligo, e nessuno può avanzare dubbi.

È necessario individuare nella “catena di comando” chi aveva, per le proprie responsabilità, l’obbligo dell’agire e non lo ha fatto o non lo ha fatto correttamente.

Oggi l’Italia è stata deferita alla Corte di Giustizia e rischia una procedura di infrazione per non aver dato esecuzione agli abbattimenti delle piante infette.

Chi ha responsabilità amministrative e Politiche deve essere chiamato a rispondere dei danni arrecati alle tasche degli olivicoltori e anche del danno erariale arrecato, anche a fronte degli enormi costi che oggi devono essere sostenuti per le azioni di contenimento della Xylella ormai esplosa.

Nessuno deve pensare di fuggire dalle proprie responsabilità e dai propri comportamenti!

Ciò che non ha consentito al Commissario Silletti di agire, per esempio, è stato anche il conflitto di attribuzione di competenze che erano in capo alla Regione e che ne ha permesso di impugnare strumentalmente gli Atti, pienamente legittimi, in materia di contrasto alla Xylella.

Oggi è necessario agire, capire chi deve fare cosa, con chiarezza.

Non è accettabile che 29 ricorsi individuali dal 2015 ad oggi siano stati la presunta causa che ha impedito gli abbattimenti, quando sappiamo che sui nuovi focolai le notifiche di abbattimento vengono recapitate con mesi di ritardo o non vengono addirittura emesse, nonostante la disponibilità degli olivicoltori a procedere alla rimozione delle piante infette.

Una puntuale azione di contenimento, con abbattimenti rapidi e costante monitoraggio (quest’ultimo davvero efficiente solamente negli ultimi 12-18 mesi) avrebbe impedito di avere oggi una delimitazione così estesa.

Non capisco perché le regole dell’Unione Europea, soprattutto quelle dolorose legate all’eradicazione delle piante infette, non debbano essere seguite in Italia, mentre negli altri focolai di xylella, e sono molti, sparsi nel Continente, in Francia, Spagna, Germania, si.

Sono il Presidente della più importante organizzazione della produzione olivicola italiana ma, prima ancora, sono fiero di essere un olivicoltore vero, un agricoltore.

Per noi tagliare un albero è un dolore atroce.

Ma siccome ormai abbiamo maturato la consapevolezza di come sia necessario, per contenere la proliferazione del batterio, tagliare le piante malate, facciamolo.

Facciamolo in fretta.

Le procedure vanno semplificate, come avviene per altri patogeni da quarantena, ma soprattutto va chiarito chi ha la responsabilità di fare cosa e in che tempi, i comportamenti omissivi che hanno prodotto questa situazione devono essere perseguiti.

SNELLITE LA BUROCRAZIA!

Come avviene negli altri paesi, una volta individuata la pianta malata lo Stato deve procedere subito con l’eradicazione e solo successivamente deve avvisare il proprietario della stessa.

VA GARANTITO ALLO STESSO TEMPO PERÒ L’IMMEDIATO RISTORO E LA POSSIBILITÀ DI REIMPIANTO.

Non possiamo più leggere di milioni di euro destinati alle imprese e stornati, perché andati in economia.

È INACCETTABILE, PER TUTTI I BRAVI OLIVICOLTORI CHE HANNO CAPITO IL PROBLEMA E CHE SONO INTERVENUTI TAGLIANDO LE PIANTE MALATE, ASPETTARE 3 ANNI PER LIQUIDARE GLI INDENNIZZI CON LE DISPONIBILITÀ FINANZIARIE IN CASSA.

Altra complessa questione: le buone pratiche agricole.

Aratura, potatura, concimazione organica sono assolutamente necessarie e tutti i ricercatori che si sono occupati seriamente di xylella hanno ormai dimostrato che una cattiva cura dei terreni porta l’insetto vettore della malattia, la sputacchina, a proliferare più velocemente.

Onestà intellettuale mi consente di dire che anche qualche proprietario terriero ha delle colpe proprio in funzione dei terreni abbandonati e lasciati incolti.

E non serve un investigatore per scoprire che questi proprietari sono gli stessi che magari diffondono le notizie false, sono gli agricoltori creduloni che hanno abboccato (per fortuna pochi, ma rumorosi), sono gli stessi pseudoambientalisti e pseudoagricoltori che sostengono l’esistenza di cure alternative e che continuano a dire che la xylella è un’invenzione.

La proposta che vi faccio e che vi prego di studiare e approfondire è questa: TOGLIAMO GLI AIUTI PAC A QUESTA GENTE CHE ABBANDONA I CAMPI E INSEGUE STUPIDE TEORIE E DIAMO QUEI SOLDI AI TANTI OLIVICOLTORI SALENTINI E PUGLIESI SERI CHE FANNO BENE IL LORO LAVORO E CHE SONO LE VITTIME DI QUESTA SCIAGURA ESPLOSA NEL TEMPO ANCHE PER I COMPORTAMENTI DI QUESTI PERSONAGGI.

Questi aiuti arrivano proprio per fare aratura, potatura, concimazione organica e non per abbandonare i terreni e inseguire invenzioni.

Io credo che questo sarebbe un buon deterrente per silenziare un po’ di gente che parla senza né arte e né parte e iniziare a contrastare il batterio della xylella con serietà e responsabilità.

Ovviamente la sputacchina non è un insetto intelligente che passa nei terreni incolti dei privati ed evita i terreni pubblici incolti.

Quindi vi chiedo di accelerare anche la pulizia dei terreni comunali e provinciali, incentivando gli amministratori locali ad emanare ordinanze sia per il verde pubblico, sia soprattutto per obbligare i privati a lavorare i campi.

Vi è la possibilità di utilizzare le risorse per le politiche di coesione destinate alla riqualificazione del verde nelle aree dismesse o degradate. Con un progetto serio potremmo avere terreni puliti in ogni città.

Progetti virtuosi in grado di creare economia anche per le imprese.

Attività per i vivai, altro settore in grande crisi, e per le imprese agricole del territorio utilizzando quanto previsto dal Decreto Legislativo 228/2001 all’articolo 14 che consente alle Pubbliche amministrazioni di affidare agli agricoltori alcune attività.

La pulizia dei terreni è fondamentale.

Torno sull’argomento reimpianto.

Aiutate gli olivicoltori pugliesi a riprendere la produzione.

Acceleriamo sulla questione, magari sperimentando quelle cultivar che sono più resistenti.

La Puglia è il cuore produttivo dell’olivicoltura italiana, il 50% della produzione arriva proprio da questa Regione.

Il Salento, soprattutto nella parte ionica, rischia di arrivare entro un paio d’anni a produzione zero, e ha perso in questi anni l’80% del prodotto a causa della xylella.

I terreni hanno perso praticamente tutto il loro valore fondiario, migliaia di aziende sono ridotte sul lastrico e i posti di lavoro persi sono incalcolabili.

E con l’avanzata verso Nord del batterio sarà sempre peggio.

Servono interventi rapidi e decisi.

La dimensione del problema è enorme ed è necessario agire rapidamente.

Per questo chiediamo un programma organico di interventi in grado di attivarsi subito utilizzando le risorse già disponibili sui fondi dello sviluppo rurale e delle politiche di coesione 2014-2020 utilizzando le procedure scritte che le normative già prevedono e che in tempi contenuti consentono di approvare modifiche ai programmi.

Abbiate il coraggio di approntare un nuovo Piano Olivicolo Nazionale che dia risposte anche a questa emergenza.

Se l’obiettivo è quello di aumentare la produzione italiana, la Puglia non può essere abbandonata.

Gli olivicoltori e i territori hanno bisogno di risposte certe.

I frantoi nelle zone più colpite non apriranno quest’anno.

I frantoiani vanno sostenuti in questa fase che perdurerà a lungo affinchè riescano a mantenere in vita attività che rappresentano la storia della nostra terra.

LA XYLELLA È UN’EMERGENZA NAZIONALE E VA TRATTATA COME SE FOSSE UN TERREMOTO PERCHÉ TALE È LA PORTATA PER MIGLIAIA DI FAMIGLIE.

Bisogna salvare i produttori olivicoli italiani ed il prodotto simbolo dell’Italia nel mondo, l’olio extravergine d’oliva italiano, dagli attacchi di molti avvoltoi, da fattori esterni come la xylella ed anche da fattori interni al sistema olivicolo, come abbiamo visto negli ultimi mesi, che puntano a calpestare la dignità dei produttori e mirano a far passare per italiano anche miscele, oli deodorati, oli italici e tante altre schifezze.

Concludo il mio intervento con due osservazioni e preghiere.

Sono entrambi due richiami alla responsabilità.

Voi politici, voi che guidate il nostro Paese, avete il dovere di affrontare i problemi dei cittadini, in questo caso di noi olivicoltori.

Avete il dovere di farlo con responsabilità, ascoltando soprattutto le vittime di questo disastro e la scienza.

Ci sono tanti bravi scienziati, ricercatori, penso al Cnr di Bari ma anche ad altri enti come il Crea, che da anni stanno provando a dare delle risposte.

Ascoltateli sempre, non solo in audizione o nel momento di maggiore difficoltà.

Vale per l’olivicoltura, ma vale per tutti gli argomenti della nostra vita quotidiana.

Infine, per favore, non cedete alle lusinghe e ai richiami dei millantatori e dei seminatori di notizie false.

Proprio in tal senso trovate in allegato a questa relazione l’esposto denuncia, presentato a fine maggio alle Procure di Bari, Lecce, Brindisi e Taranto contro chi ha contribuito, attraverso la pubblicazione di notizie false, alla distruzione dell’olivicoltura pugliese e salentina.

Il Consorzio Nazionale degli Olivicoltori in maniera pubblica e ufficiale attraverso questo atto ha rotto per primo il muro di omertà e ha preso posizione in maniera netta.

Da qualche settimana anche l’Associazione Nazionale dei Florovivaisti Esportatori, gente perbene che rappresenta un fiore all’occhiello dell’Italia nel mondo e che è duramente messa alla prova dalla xylella come noi, con il Presidente Leonardo Capitanio ha presentato un esposto analogo.

Siamo gli unici nella fitta foresta di sigle e associazioni del settore.

Fatelo anche voi. Denunciate, dalla vostra posizione, questi irresponsabili.

Siate l’esempio in questa battaglia di legalità.

Solo così saremmo certi di poter combattere in maniera unitaria e convinta questa guerra molto lunga contro la xylella.

Se così non sarà, sappiate che l’avanzata della xylella porterà allo scoppio di una vera e propria bomba sociale con conseguenze devastanti per le famiglie delle aziende olivicole e delle aziende dell’indotto.

Una bomba sociale che rischia di minare anche l’ordine pubblico".

XYLELLA, UNAPROL: “STOP ALLE FAKE NEWS, DAL GOVERNO INTERVENTI E RISORSE”

Posted by Redazione × Pubblicato il 19/09/2018 at 17:25

L’emergenza Xylella deve essere un tema prioritario nell’agenda parlamentare e del governo perché c’è in gioco il futuro dell’olivicoltura italiana, asset strategico del settore agroalimentare e simbolo del made in Italy nel mondo. Questo uno degli argomenti affrontati oggi pomeriggio, in Commissione Agricoltura, dal presidente di Unaprol David Granieri, nell'ambito dell'indagine conoscitiva sulla diffusione della Xylella fastidiosa nella regione Puglia che garantisce circa il 50% della produzione di olio italiano.

“Non c’è più tempo da perdere, è il momento di agire con responsabilità, attuando strategie idonee per aiutare il mondo agricolo, vivaistico e dei frantoi, evitando sterili polemiche e mettendo fine alle fake news – ha spiegato David Granieri - E’ inutile soffermarsi sugli errori passati, agli agricoltori servono risposte rapide a partire dagli indennizzi per le estirpazioni, necessarie a evitare che il contagio continui a espandersi. E’ fondamentale che il governo incrementi le risorse del Fondo di Competitività e del Fondo di Solidarietà Nazionale per consentire il pagamento degli ingenti danni alle imprese colpite, anche della trasformazione olearia. E’ necessario un lavoro comune e un’azione ampia e coordinata, sotto la guida della Commissione, che non può prescindere dal rifinanziamento di un Piano olivicolo nazionale 2.0, indispensabile per la realizzazione dei nuovi impianti con varietà resistenti e per sostenere la ricerca scientifica, sviluppata finora grazie all’impegno volontario di tecnici e studiosi che vanno supportati in modo concreto e duraturo. Inoltre, sposiamo in pieno la richiesta che arriva dai circa 400 frantoiani nostri soci sia di interventi economici per i frantoi oleari che intendono mantenere la struttura in vita, sia di contributi finalizzati alla dismissione dell’attività di trasformazione degli impianti obsoleti”

Nel corso della mattinata, l'Unione Coltivatori italiani, Uci, di Mario Serpillo, aveva inviato le proprie proposte per eradicare il batterio e ripartire.

XYLELLA, SERPILLO, UCI “NON ATTENDERE BUROCRAZIA. PROCEDERE CON CONTENIMENTO ED ERADICAZIONE”

In ginocchio l’economia della provincia di Lecce. Dal 2012 al 2017 la superficie olivicola si è ridotta del 30% perdendo oltre 900.000 quintali di olive. A maggio le perdite nazionali sono già di 1 miliardo di euro.

Per Mario Serpillo, Presidente dell’UCI, si nota l’assenza di un vero strumento di pianificazione territoriale. In aggiunta ai gravi ritardi nell’attuazione delle politiche strutturali della Regione Puglia messe in atto con il PSR 2014-2020 che ad oggi ancora non vedono finanziato alcun progetto per le misure strutturali dirette alle aziende agricole.

“Segnale sicuramente positivo la visita del ministro Centinaio tra gli ulivi infetti, ma serve urgentemente un piano straordinario redatto con meccanismo bottom-up, formato da più sotto- interventi che trovino copertura finanziaria anche grazie alla solidarietà tra le Regioni Italiane”.

Mario Serpillo propone un piano dettagliato nei vari step.

“Comunicazione efficace e governance trasparente sono le basi. Il piano di comunicazione definisca, descriva e pianifichi un messaggio chiaro e chiarificatore da destinare all’opinione pubblica e che sia in ogni suo aspetto integrato, coerente e coordinato”.

Strategia di contenimento ed eradicazione.

Visto che gli esiti dei monitoraggi hanno restituito il continuo avanzare dell’infezione da Xylella fastidiosa, sottospecie Pauca ST53 verso Nord, per Serpillo è chiaro che purtroppo si rendono necessari gli interventi di eradicazione.

Continua il Presidente UCI, “Proponiamo di attuare le misure di eradicazione previste dall’art. 6 della Decisione di Esecuzione UE 2015/789 e ss.mm.ii. sulla nuova zona infetta per una fascia di 40 km dal confine con la zona cuscinetto, ovvero eradicazione totale di olivo nel raggio di 100 metri di quelli infestati da Xylella.

Per far ciò si deve chiedere al Governo di individuare, con estrema urgenza, gli atti legislativi necessari affinchè le attività di estirpazione poste in essere con grande sforzo dalla Regione Puglia possano essere concluse senza ostacoli di carattere legale e con uno snellimento della burocrazia che di fatto rallenta oltre modo l’iter amministrativo.

Occorre individuare atti normativi o chiarire l’interpretazione di quelli già disponibili che pongano le “emergenze fitosanitarie” nelle stesse condizioni di quelle, per esempio, già esistenti in campo veterinario.

Necessaria anche la realizzazione di un Tavolo unico di coordinamento diretto tra il settore politico-amministrativo, quello della ricerca e quello tecnico-agronomico con finalità di tipo formativo, divulgativo e di assistenza tecnica”.

Rivedere gli Aspetti fitosanitari imposti dal decreto Martina.

Da rivedere per Mario Serpillo anche il decreto Martina del febbraio 2018 che ha imposto trattamenti insetticida sulle superfici olivicole con prodotti non autorizzati contro la sputacchina e con uno a base di estratto di olio di arancio (autorizzato solo nel mese di luglio tra l’atro in deroga fino al 31/12/2018) e per un solo trattamento a fronte dei due obbligatori.

Danno notevole per le aziende biologiche che da un lato si sono viste costrette a trattare i propri oliveti con aggravi enormi di costi e nessun ristoro, con prodotti commerciali introvabili in commercio e senza alcuna possibilità di deroga al reg. Ce 834/2007.

Pubblicazione repentina bando sm. 4.1c del PSR Puglia 2014-2020.

Serpillo ricorda che la Xylella non attende i tempi della burocrazia.

“È necessaria la tanto attesa pubblicazione del bando che prevede sostegno per gli investimenti per la redditività, la competitività e la sostenibilità delle aziende olivicole della zona infetta relativamente alla Xylella fastidiosa”.

Sostegno al settore vivaistico salentino.

Le attuali norme comunitarie hanno messo in ginocchio le attività vivaistiche che si trovano nelle aree delimitate. In particolare, l’attuale norma comunitaria (Decisione 2015/789 e ss.mm.ii.) consente la produzione e commercializzazione nelle aree delimitate solo se sono rispettati alcuni requisiti; tra questi, la verifica dell’assenza dell’organismo specificato e del vettore nei 100 metri attorno al sito di produzione e la necessità di sottoporre le produzioni ad analisi molecolari secondo gli ISPM 31 su uno schema di campionamento che è in grado di individuare con un’affidabilità del 99% un livello di presenza di piante infette pari o superiore all’1%.

Questi elementi rendono “impossibile” la produzione e commercializzazione vivaistica in tali aree. È necessario rivedere tali obblighi consentendo al vivaista di operare in autonomia.

Prosegue Serpillo sulla necessità di Attenzionare costi del materiale vivaistico per l’olivo.

“Alcune aziende olivicole hanno iniziato a sostituire le piante infette da Xylella con nuove piante di varietà di FS17 e/o Leccino. Chiediamo un’attenzione particolare ai costi del materiale e alla certificazione nella fornitura del materiale vivaistico messo a disposizione dei produttori olivicoli del Salento”.

Conclude Serpillo su un auspicabile Piano di solidarietà da altre Regioni per la Puglia ed il Salento.

“Occorre un contributo finanziario attraverso una rimodulazione dei PSR 2014/2020 delle Regioni olivicole a favore del PSR della Puglia, da destinare a interventi di prevenzione e contenimento della malattia e agli investimenti necessari per sostenere i reimpianti e le pratiche agronomiche negli oliveti. Anche in quelli gestiti non da imprese agricoli che nel Salento sono tantissimi.

Questo al fine di recuperare almeno 120 Milioni di euro in favore delle aree colpite e delle aziende per la messa a punto di un Piano straordinario di interventi”.

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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