XYLELLA, UNAPROL: “A RISCHIO TUTTO IL MEZZOGIORNO E 68% DELLA PRODUZIONE ITALIANA”

La scorsa settimana l'Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) ha certificato che ancora non esiste una cura per eliminare la Xylella. A oggi la situazione è tragica e coinvolge non solo un’intera filiera ma tutto il tessuto economico e sociale di una regione che produce circa il 50% dell’olio extravergine d’oliva italiano. I numeri parlano chiaro: 21 milioni di piante infettate su quasi 800mila ettari del territorio pugliese per un danno stimato di oltre 1,2 miliardi di euro. Colpito soprattutto il Salento, dove oggi il presidente di Coldiretti Ettore Prandini e il Ministro delle Politiche Agricole Gian Marco Centinaio hanno effettuato un sopralluogo in elicottero per verificare la situazione e gli effetti drammatici sul paesaggio.

“Il rischio è che in breve tempo possa essere infettato tutto il Mezzogiorno, a partire da Basilicata, Calabria, Campania e Molise da cui, secondo i dati Ismea 2019 con la media delle ultime 4 campagne, è arrivato il 68% dell’olio italiano - spiega David Granieri, presidente di Unaprol, Consorzio olivicolo italiano – Dopo anni di immobilismo e colpevoli ritardi delle istituzioni serve una duplice strategia che proceda parallelamente: fermare il contagio e sostenere gli agricoltori, stremati dalla burocrazia, nelle operazioni di espianto e reimpianto creando sistemi sostenibili nelle zone infette. In queste aree è necessario imparare a convivere con la malattia, ad esempio attraverso innesti e sovrainnesti con varietà resistenti, come il Leccino. Per questo Unaprol insieme a Coldiretti e al Consorzio DOP Terre d’Otranto ha costituito il Consorzio Innesti per sviluppare e implementare una tecnica, finora adottata sporadicamente dagli esperti, che cerca di salvare gli ulivi infettati dalla Xylella”.

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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