ACQUA, ANBI: TEMPO SCELTE E NON DI PAURE. SU FUTURO GRAVANO TROPPI INTERESSI EGOISTICI

 

“Di fronte ai cambiamenti climatici, dobbiamo vincere la sfida delle paure e assumerci le nuove responsabilità ad ogni livello decisionale.” A ribadirlo con forza è Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI),intervenuto a “Labirinto d’Acque”, prestigioso meeting internazionale che per 4 giorni mette a confronto esperti, scienziati, rappresentati istituzionali e testimonial a Fontanellato, in provincia di Parma. “Di fronte alle migrazioni di 21 milioni di sfollati ed ai 280 milioni di persone, che vivono in terre a rischio di sommersione, non possiamo pensare di rispondere erigendo muri , ma servono nuove politiche di gestione delle risorse – prosegue il Presidente ANBI – Questo serve anche in Europa, dove il termine sostenibilità ambientale deve essere declinato a 360°, rispettando le specificità territoriali. Senza disponibilità d’acqua non c’è agricoltura e quindi cibo, così come l’irrigazione è fondamentale per l’esistenza della biodiversità. L’impronta idrica non può essere strumentalizzata a discapito delle produzioni alimentari, senza calcolarne l’impatto, ad esempio,  sulle produzioni di telefonini e jeans; questo, soprattutto, in un Paese come l’Italia, dove l’export agroalimentare vale 47 miliardi di euro grazie ai soli 3.300.000 ettari irrigati".

"Nel nostro Paese – evidenzia ancora Vincenzi - sulla questione acqua, gravano problemi di legalità: dagli oltre 10.000 pozzi abusivi, soprattutto al Sud, alle grandi opere idrauliche incompiute fino alla prassi dei commissariamenti di enti sine die; non solo: su un bene pubblico, quale le risorse idriche, crescono gli interessi speculativi secondo logiche finanziarie e culture della tariffazione e non certo di interesse comune. Alla politica – conclude il Presidente di ANBI - chiediamo scelte come l’approvazione della legge contro il consumo indiscriminato di suolo e l’abbandono della cultura degli stati di calamità in favore di programmi di prevenzione e riduzione del rischio e poi l’attivazione immediata di quanto previsto con i fondi FSC e con il piano invasi. Vogliamo, insomma, che l’acqua torni ad essere affrontata come risorsa primaria e non come problema". “Labirinto d’Acque 2018” si concluderà domani con confronti internazionali su “ricerca, sviluppo ed innovazione nella medicina del benessere” e su “Acqua, primo nutriente”.

 

 

 

 

 

 

 

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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