AGEA, LA V DELLA CAMERA DICE SI. MA IN PIAZZA SI PROTESTA. ECCO LE CRITICITA. MENTRE SI ASPETTA COMAGRI CAMERA

BILANCIOIl giorno in cui i dipendenti di Agea, l'ente di erogazione dei fondi comunitari in agricoltura vigilata dal Mipaaf, manifestano davanti a Montecitorio, la commissione Bilancio della Camera da il suo placet al testo di decreto legislativo per la riorganizzazione.

Unica condizione: rafforzare la clausola di invarianza finanziaria dato che l'agenzia provvede all'istituzione di sportelli operativi presso le regioni di competenza nell'ambito non solo delle risorse economiche e umane ma anche di quelle legate agli strumenti operativi disponibili.

A dare il via libera alla riforma era stata, la scorsa settimana, anche la commissione Agricoltura del Senato, a condizione però, che il controllore non fosse anche il controllato. Situazione generata dall'accorpamento di Agecontrol in Agea previsto dal testo.
Sebbene sia già prevista la distinzione, il Senato chiede di definire meglio come verrà attuata al terzietà.

Dal canto suo, la commissione Agricoltura della Camera, non ha ancora dato parere favorevole. Mentre la Conferenza Stato Regioni era stata chiara: niente da fare.

La questione sul tavolo, secondo i dipendenti, è che questa riforma è parziale. Ma non solo: "sono anni che inviamo i documenti al ministero ma siamo ignorati", spiegano ad AGRICOLAE i sindacalisti.

AGRICOLAE riporta qui di seguito le criticità espresse:

1) Eccesso di delega.

L’art. 15 lett. d) del testo delle legge 154/2016 non prevede che la riorganizzazione di AGEA avvenga tramite l’acquisizione delle funzioni e l’assorbimento del personale Agecontrol S.p.A. La successiva lett. e) del medesimo art. 15, relativa al riordino dei controlli del settore agroalimentare, prevede due opzioni: il trasferimento del pacchetto azionario di Agecontrol S.p.A. - oggi detenuto interamente da Agea - al Ministero o ad altro Ente (naturalmente diverso da Agea attuale detentore delle azioni), oppure la soppressione di Agecontrol S.p.A. e la conseguente riduzione dei trasferimenti di bilancio in favore dell’Agea.

Le opzioni individuate dal Parlamento erano finalizzate ad assicurare la necessaria indipendenza dell’attività di controllo dal soggetto erogatore, esigenza che non risulta per nulla soddisfatta dalla scelta operata dal Decreto che, paradossalmente, avvicina ciò che si pretendeva di allontanare: le funzioni di controllo rispetto alle quali si dovrebbe garantire la terzietà nei confronti di AGEA (l’erogatore), vengono trasferite ad AGEA stessa.

2) Violazione dell’articolo 97 della Costituzione.

Al termine del processo di riordino disegnato dal Decreto, il personale di Agecontrol S.p.A. verrà immesso nei ruoli di AGEA, diventerà cioè personale dipendete della PA in seguito ad una procedura selettiva che, per come è delineata dal Decreto, non può essere qualificata come concorso ai sensi dell’art. 97 della Costituzione, e così come definito anche dalla Corte Costituzionale nelle numerose sentenze pronunciate in materia. Recentemente con la Sentenza n.167-2013, la Suprema Corte, nel pronunciarsi sulla questione di legittimità costituzionale sollevata proprio dal Governo, su legge della Regione Lombardia, ha bocciato una operazione di “pubblicizzazione” in tutto e per tutto assimilabile al percorso che si vorrebbe intraprendere per Agecontrol.

E ancora, per disciplinare le modalità concrete di inquadramento in AGEA del personale Agecontrol che avrà superato la prova selettiva di idoneità, il Decreto richiama impropriamente l’istituto delle tabelle di comparazione per i dipendenti della pubbliche amministrazioni, per definire l’inquadramento nei ruoli di Agea. E’ uno strumento improprio in quanto la vigente normativa per l’ingresso nel pubblico impiego, già definisce le modalità, i livelli giuridici ed economici dei nuove assunzioni della PA.

Non da ultimo le misure previste dal riordino per garantire ai dipendenti di Agecontrol il mantenimento del trattamento economico, creeranno un doppio livello disparità: in primo luogo i nuovi funzionari pubblici, mantenendo gli stipendi attuali, conseguiti grazie alla libertà contrattuale garantita dal precedente rapporto di natura privatistica, sarebbero pagati in misura nettamente superiore rispetto ai pari livello pubblici; in secondo luogo, in seguito all’inquadramento, gli stessi neo-dipendenti pubblici parteciperebbero necessariamente alla distribuzione dell’attuale trattamento accessorio in godimento ai dipendenti AGEA, riducendone inevitabilmente la quota individuale, con un danno stimato per gli attuali dipendenti intorno al 50% della quota accessoria e del 20% del reddito complessivo.

Risultato: avremo dei nuovi funzionari pubblici, assunti senza le garanzie di un concorso, che verranno retribuiti più dei colleghi attualmente in servizio presso AGEA, il cui reddito attuale sarà inevitabilmente eroso in assenza di appositi interventi. Dov’è il risparmio di spesa?

3)  Carenza organico.

Le difficoltà vissute dall’Agenzia negli ultimi anni, alle quali il presente decreto intenderebbe porre rimedio, sono ben note anche alle Commissioni Parlamentari. Infatti, la Commissione Parlamentare sulla digitalizzazione della PA ha indicato tra le cause delle debolezze di AGEA l’assenza di competenze adeguate, ma di natura tecnica, informatica e manageriale. Ne consegue, dunque, che per l’Ente, tra le molteplici criticità, sia preminente ed urgente acquisire competenze in grado di assicurare il monitoraggio e la supervisione sui prossimi fornitori dei servizi informatici. Niente è previsto in merito dal Decreto ed anzi, le norme introducono ulteriori limiti a nuove assunzioni.

4)  Risparmi di spesa e costi del personale.

La relazione tecnico/finanziaria riporta a scopo comparativo tre distinte tabelle riferite ai costi del personale di AGEA e di Agecontrol, che però sono state compilate secondo criteri differenti per le due Agenzie, con il risultato che la comparazione avviene in base a dati non omogenei. Nel dettaglio, per quanto riguarda i funzionari AGEA, la tabella prende in considerazione il costo dei funzionari inquadrati al primo livello (il più basso) dell’area funzionale di appartenenza. Per costo del personale, in questo caso si intende il lordo (tabellare e accessorio) percepito dal dipendente, maggiorato degli oneri accessori a carico dell’Amministrazione quale datore di lavoro. Il totale dei costi del personale AGEA (224 Funzionari e 12 Dirigenti) risulta quantificato in € 13.537.949,72.

Per quanto riguarda invece i dipendenti di Agecontrol, le tabelle riportano i costi medi unitari dei dipendenti per ogni livello retributivo, senza considerare gli oneri accessori. Il totale dei costi del personale stimato nella relazione è di € 12.113.748,41, quindi ben lontano da quanto riportato nel bilancio consuntivo 2016 di Agecontrol e pubblicato sul proprio sito istituzionale, dove si legge che i costi per il personale ammontano a complessivi € 17.484.165.

5)  Mancata consultazione sindacale

A pag. 7 dell’analisi dell’impatto della regolamentazione – sez. 2, si legge: “sono stati tuttavia sentiti i seguenti sindacati: CGIL, CEUQ, UGC, UIL, USB”. Nonostante l’obbiettivo sbandierato sia stato essenzialmente la razionalizzazione delle spesa pubblica, nessuna delle sigle sindacali del pubblico impego è stata consultata (FP CGIL, CISL FP e UILPA).

Piu nel dettaglio, il percorso dello schema di Decreto Legislativo recante riorganizzazione di AGEA (Atto Parlamentare n. 484), dopo la mancata intesa in Conferenza Stato Regioni, è giunto all’esame delle Commissioni Agricoltura e Bilancio dei due rami del Parlamento.
A dispetto di quanto riportato a pag. 7 - sez. 2 dell’Analisi dell’impatto della regolamentazione, dove si legge che: “sono stati tuttavia sentiti i seguenti sindacati: CGIL, CEUQ, UGC, UIL, USB”, nessuna delle sigle sindacali del pubblico impiego è stata consultata (FP CGIL, CISL FP e UILPA).

Le Scriventi OO.SS. e la RSU AGEA ritengono pertanto necessario farsi parte attiva e fornire alle Commissioni Parlamentari un documento unitario che evidenzi le criticità già rilevate in altre sedi.

Riorganizzazione di AGEA: insoddisfacente l’apporto innovativo del Decreto

Il decreto risulta essere principalmente la mera raccolta in un unico testo delle norme preesistenti anche dal punto di vista organizzativo.

Soppressione Agecontrol e trasferimento ad AGEA delle funzioni e del personale

L’art. 15 comma 2, lett. d) del testo della legge 154/2016 non prevede che la riorganizzazione di AGEA avvenga tramite l’acquisizione delle funzioni e l’assorbimento del personale Agecontrol S.p.A. La successiva lett. e) del medesimo art. 15 comma 2, relativa al riordino dei controlli del settore agroalimentare, prevede due opzioni: il trasferimento del pacchetto azionario di Agecontrol S.p.A. - oggi detenuto interamente da Agea - al Ministero o ad altro Ente (naturalmente diverso da AGEA attuale detentore delle azioni), oppure la soppressione di Agecontrol S.p.A. e la conseguente riduzione dei trasferimenti di bilancio in favore dell’Agea.

Le opzioni individuate dal Parlamento erano finalizzate ad assicurare la necessaria indipendenza dell’attività di controllo dal soggetto erogatore.
Tale esigenza emerge ripetutamente dai lavori parlamentari che hanno portato all’adozione della Legge Delega.

A mero titolo esemplificativo si riportano:
• Dossier servizio studi del Senato del marzo 2014 (pag. 50): “Attualmente, il capitale di Agecontrol è detenuto al 100 per cento da AGEA. Questa secondo la relazione tecnica è un'anomalia, dato il rapporto di controllore e controllato intercorrente tra Agecontrol SpA e AGEA. Pertanto, è anche la ragione fondamentale per la quale si ritiene necessario modificare la situazione. Si fa presente che la relazione tecnica, nel sottolineare che la scelta tra razionalizzazione di Agecontrol (con trasferimento del suo pacchetto azionario in capo al Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali) e la soppressione è lasciata all'apprezzamento del legislatore delegato, disegna in un caso e nell'altro i corrispondenti scenari.”

• Resoconto stenografico della 475° seduta del Senato del 1 luglio 2015 (pag. 28): “Si è messo in discussione il sistema delle erogazioni in agricoltura – SIN appunto – il rapport tra Agea e le Agea regionali; ora si affronterà il tema dei controlli, la terzietà come principio irrinunciabile per una trasparenza ed una obiettività reale dei controlli.”
• Relazione servizio bilancio della Camera del 16 febbraio 2016 (pag. 27): “Il trasferimento del pacchetto azionario Agecontrol da AGEA al Ministero o ad altro organismo sembra, secondo la relazione tecnica, in linea con le esigenze di razionalizzazione, di aumento dell'efficacia degli interventi pubblici e di differenziazione dell'Organismo che effettua il

controllo (Agecontrol) da quello che attualmente eroga i servizi (AGEA).”

L’esigenza non risulta per nulla soddisfatta dalla scelta operata dal Decreto che, paradossalmente, avvicina ciò che si pretendeva di allontanare: le funzioni di controllo rispetto alle quali si dovrebbe garantire la terzietà nei confronti di AGEA (l’erogatore), vengono trasferite ad AGEA stessa.

Tale criticità è stata evidenziata in occasione della presentazione del testo in Comagri Camera lo scorso 10 gennaio 2018 da parte del relatore che ha rilevato che: ”......a fronte di tali difficoltà, il provvedimento si limita prevalentemente a sopprimere Agecontrol (omissis)........ A suo avviso, si poteva, infatti, pensare di razionalizzare la struttura in modo da garantire la necessaria indipendenza e separazione tra l’organismo chiamato ad erogare gli aiuti e l’ente chiamato ad effettuare i controlli sugli stessi aiuti. La soluzione prospettata non sembra capace di garantire tale separazione”.

Violazione dell’articolo 97 Costituzione

Al termine del processo di riordino disegnato dal Decreto, il personale di Agecontrol S.p.A. verrà immesso nei ruoli di AGEA, diventerà cioè personale dipendente della PA in seguito ad una procedura selettiva che, per come è delineata dal Decreto, non può essere qualificata come concorso ai sensi dell’art. 97 della Costituzione, così come definito anche dalla Corte Costituzionale nelle numerose sentenze pronunciate in materia. Recentemente con la Sentenza n.167-2013, la Suprema Corte, nel pronunciarsi sulla questione di legittimità costituzionale sollevata proprio dal Governo, su legge della Regione Lombardia, ribadendo un principio già chiarito in precedenti pronunce, ha bocciato una operazione in tutto e per tutto assimilabile al percorso che si vorrebbe intraprendere per Agecontrol.

E ancora, per disciplinare le modalità concrete di inquadramento nei ruoli di AGEA del personale Agecontrol che avrà superato la prova selettiva di idoneità, il Decreto rimanda impropriamente alla definizione di una tabella di comparazione. E’ uno strumento improprio e di fatto non necessario, in quanto la vigente normativa per l’ingresso nel pubblico impiego, già definisce le modalità, i livelli giuridici ed economici per le nuove assunzioni della PA.

Carenza di organico

Le difficoltà vissute dall’Agenzia negli ultimi anni, alle quali il presente decreto intenderebbe porre rimedio, sono ben note anche alle Commissioni Parlamentari. Infatti, la Commissione Parlamentare sulla digitalizzazione della PA ha indicato tra le cause delle debolezze di AGEA l’assenza di competenze adeguate, ma di natura tecnica, informatica e manageriale. Ne consegue, dunque, come sia preminente ed urgente per l’Agenzia, acquisire competenze in grado di assicurare il monitoraggio e la supervisione sui prossimi fornitori dei servizi informatici. Niente è previsto in merito dal Decreto ed anzi, le norme introducono ulteriori limiti a nuove assunzioni.

Presunti risparmi di spesa e costi del personale della “AGEA RIFORMATA”

La relazione tecnico/finanziaria riporta a scopo comparativo tre distinte tabelle riferite ai costi del personale di AGEA e di Agecontrol, che però sono state compilate secondo criteri differenti per le due Agenzie, con il risultato che la comparazione avviene in base a dati non omogenei. Per AGEA

Ricordando che il trattamento economico del personale non dirigenziale è disciplinato dal CCNL 2006 - 2009 del comparto EPNE, mentre per il personale dirigenziale di II fascia il riferimento è il CCNL Area VI (Ag. Fiscali e EPNE), si rappresenta che nel bilancio di previsione AGEA per il 2018, il costo complessivo per il pagamento degli stipendi del personale (219 funzionari, è di circa 6.500.000 (compresi i 3 dirigenti di I fascia e gli 8 di II fascia che incidono per circa € 500.000). A tale somma devono essere aggiunti gli oneri previdenziali ed assistenziali a carico dell’Amministrazione (€ 2.900.000) nonché gli oneri per l’IRAP (€ 1.000.000) per un totale di € 10.400.000.

Per il trattamento accessorio è stanziata una somma pari a € 3.193.954,00 che ricomprende

  • -  € 650.000,00 destinati ai compensi per eventuali prestazioni straordinarie;
  • -  € 742.239,01 relativi alle progressioni economiche effettuate a decorrere dal 2001 alladata odierna.
    L’importo del fondo è calcolato annualmente, così come previsto dai vari CCNL stratificatisi nel tempo, sulla base del numero dei dipendenti in servizio ed è ripartito tra gli stessi dipendenti in servizio, sulla base di contrattazione integrativa soggetta al parere della Funzione Pubblica e del MEF.

    Per Agecontrol

    Dal bilancio di esercizio 2016 pubblicato sul sito istituzionale della società, emerge che i costi complessivi del personale (Direttore Generale, 8 dirigenti, 25 quadri e 221 funzionari) è stato pari a € 17.484.165 dei quali € 12.022.876 per salari e stipendi, € 3.587.052 per oneri sociali, € 865.099 per TFR ed € 1.009.338 altri costi per il personale.

Trattamento economico degli ex dipendenti Agecontrol confluiti in AGEA

L’art. 17, comma 5, lett. a) prevede che, ultimate le procedure selettive e l’inquadramento in AGEA degli attuali dipendenti di Agecontrol, questi ultimi godranno del trattamento fondamentale ed accessorio previsto per i dipendenti pubblici.
Il trattamento fondamentale dei dipendenti di Agecontrol è superiore al trattamento fondamentale riconosciuto ai dipendenti di AGEA come confermato anche dal rappresentante del Governo alla Commissione Bilancio del Senato nel corso della seduta del 17/01/2018 conclusasi con parere non ostativo con presupposto sullo schema di decreto e tale trattamento rimarrà invariato per effetto della clausola di salvaguardia introdotta dall’art. 17, comma 2) lett a), ultima parte.

Il rappresentante del Governo, sempre in sede di relazione alla Commissione Bilancio del Senato non ha chiarito tuttavia dove saranno reperite le risorse economiche necessarie a finanziare il trattamento accessorio dei neo assunti che dovrebbe essere pari a quello riservato ai dipendenti AGEA.

Il trasferimento ad AGEA delle risorse stanziate nel bilancio Agecontrol per le spese per il personale dovrà essere impiegato per assicurare l’operatività della clausola di salvaguardia del trattamento fondamentale prevista dal Decreto e non sarà assolutamente sufficiente a garantire ai neo assunti anche il trattamento accessorio in godimento al personale di AGEA. Nessuna disposizione del Decreto prevede un adeguamento del Fondo unico di Amministrazione al raddoppiato numero dei potenziali beneficiari delle risorse e sarà pertanto necessario chiedere al MEF di ricostituire il Fondo della nuova AGEA in conformità alle disposizioni dei CCNL (spesa stimata 4.000.000 di euro circa).

Tuttavia non può essere trascurato che, adeguando le risorse destinate al trattamento accessorio, non si farà che acuire ulteriormente la differenza retributiva esistente tra i dipendenti di Agecontrol (che già oggi godono di una maggiore retribuzione) e quelli di AGEA creando una inaccettabile ed ingiustificata disparità di trattamento a parità di livello e di mansioni.

E ancora, il mantenimento di quel livello retributivo conseguito dai dipendenti di Agecontrol (dirigenti compresi) grazie alla libertà contrattuale propria del rapporto di natura privatistica, risulterà inaccettabile anche a livello generale se rapportato alle retribuzioni dei dipendenti degli Enti Pubblici non economici, i cui compensi sono disciplinati e regimentati dalle leggi sul pubblico impiego e dai contratti collettivi nazionali ed integrativi, ai quali il meccanismo del differenziale di cui allo schema di decreto sembra proprio voler sfuggire

Concludendo, lo schema di Decreto non darà vita ad alcuna reale innovazione per l’Agenzia e l’unica novità sembra essere proprio l’assorbimento in AGEA delle funzioni e del personale di Agecontrol provocando verosimilmente una situazione di conflittualità all’interno della “nuova” AGEA a danno anche dell’intero comparto agricolo che attende da tempo l’efficientamento dei servizi che rientrano nella missione di AGEA.

Per tutte le ragioni sopra evidenziate, riteniamo necessaria una revisione dell’impianto di riforma, privilegiando l’indirizzo di delega che distingueva nettamente i percorsi (riordino dell’Agea e riorganizzazione del sistema dei controlli nel settore agricolo.

In mancanza di tale ripensamento sarà inevitabile, per il personale Agea, non tenuto nell’opportuna considerazione dal legislatore, intraprendere un percorso legato a contenziosi che non porteranno sicuramente quel beneficio che si vorrebbe e si potrebbe ottenere applicando in maniera più corretta la delega per il riordino, prevedendo il rispetto dei principi costituzionali e delle norme che disciplinano l’accesso al pubblico impiego ed i profili normativi ed economici in materia di lavoro alle dipendenza delle Pubbliche Amministrazioni.

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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