AGRICOLTURA SOCIALE, GADDA: ADOTTARE SUBITO DECRETO

"Ritengo positivo che il ministro dell’Agricoltura abbia riconosciuto l’urgenza di adottare il decreto attuativo della legge 141/2015 in materia di agricoltura sociale e di dare seguito al lavoro dell’Osservatorio, che la legge stessa ha istituito. Ulteriori ritardi non sarebbero giustificati”. Lo dichiara Maria Chiara Gadda, capogruppo Pd in Commissione Agricoltura, nella replica al ministro dell’Agricoltura, che durante il question time ha risposto all’interrogazione da lei presentata sull’agricoltura sociale.

“Introdotta con legge nel 2015  – spiega – l’agricoltura sociale ha già dimostrato di essere un grande laboratorio sociale per un Welfare di comunità ed è un esempio virtuoso del ruolo multifunzionale dell’impresa agricola. Favorisce l’inclusione socio-lavorativa delle fasce più fragili della popolazione ed è un esempio di come all’interno dell’impresa agricola si possano fornire servizi socio-sanitari a vantaggio delle comunità locali. La legge definisce l’agricoltura sociale attraverso l’elenco di attività svolte dall’operatore agricolo come l'inserimento socio-lavorativo di soggetti svantaggiati, disabili e minori in età lavorativa, servizi a vantaggio delle comunità locali (tra i quali agriasili e servizi di accoglienza di persone in condizioni di disagio fisico e psichico), l’affiancamento alle terapie mediche anche attraverso l'ausilio di animali e la coltivazione delle piante, nonché le iniziative di educazione ambientale ed alimentare, di salvaguardia della biodiversità animale, attraverso l'organizzazione di fattorie sociali e didattiche”.

“Proprio per questi motivi ritengo urgente l’approvazione del decreto ministeriale indispensabile a rendere la legge pienamente operativa. Il ministro ha assicurato tempi rapidi per la firma del decreto. Da parte mia continuerò a monitorare l’iter del provvedimento sollecitandone il completamento perché il testo è stato approvato dalla Conferenza Stato-Regioni quasi 10 mesi fa e in questa legislatura è stato inviato alle competenti commissioni parlamentari per l’acquisizione del parere il 12 settembre, quindi con grande ritardo. Ulteriori attese non sarebbero ammissibili, anche considerato il rischio per gli operatori di perdere fondi e risorse”, conclude.

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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