AGRUMI, LA FILIERA SICILIANA A CONFRONTO CON I RAPPRESENTANTI DEI PAESI DELL’AFRICA SETTENTRIONALE

Un confronto sulla commercializzazione dei prodotti agrumicoli in ambito euromediterraneo, mettendo di fronte gli operatori siciliani e i rappresentanti di alcuni paesi dell'Africa settentrionale, principali competitors della filiera agrumicola siciliana.

Questo il tema del seminario "I Paesi emergenti, competitors della filiera agrumicola siciliana" che si svolgerà sabato 6 ottobre alle ore 9,30, nell'ambito del Blue Sea Land, nel complesso monumentale Filippo Corridoni, in via delle Sette Chiese a Mazara del Vallo. Il seminario rientra tra le attività formative gratuite del progetto Social Farming 2.0. Agricoltura sociale per la filiera agrumicola siciliana, promosso da Distretto Agrumi di Sicilia e Alta Scuola Arces con il contributo non condizionato di The Coca-Cola Foundation.

Interverranno: Federica Argentati, Presidente del Distretto Produttivo Agrumi di Sicilia; Anis Ben Rayana, Direttore delle Relazioni Internazionali presso il Ministero dell’Agricoltura, delle Risorse Agricole e della Pesca della Tunisia; Nabila Abdelhalim, Addetto commerciale Egitto; un rappresentante dell'Ambasciata del Marocco in Italia.

La partecipazione al seminario è gratuita, previa l'iscrizione da fare compilando l'apposito forma sul portale socialfarming.distrettoagrumidisicilia.it. Si potrà partecipare in presenza oppure in streaming. In virtù di una specifica convenzione con la Federazione Regionale degli Ordini dei Dottori Agronomi e Forestali della Sicilia, la partecipazione in presenza al Seminario da parte degli iscritti dà diritto ai crediti formativi professionali.

«Il seminario - spiega Federica Argentati, presidente del Distretto Agrumi di Sicilia - intende affrontare il delicato tema della commercializzazione, in ambito euromediterraneo, dei prodotti agrumicoli, fonte di non poche tensioni tra gli operatori siciliani e quelli nord africani. Nelle regioni del Maghreb, infatti, si sono realizzati, negli ultimi decenni, importanti impianti agrumicoli, il cui mercato di sbocco è rappresentato prevalentemente dagli Stati europei. A causa dei bassi costi di produzione, gli agrumi coltivati in Africa spuntano prezzi di mercato notevolmente più bassi rispetto a quelli siciliani e, più in generale, a quelli italiani. Nella considerazione che il mercato mondiale degli agrumi è estremamente vivace e che in ambito internazionale esistono competitors di gran lunga più temibili di quelli africani per la enorme quantità di prodotti commercializzati, questo seminario prova a fare incontrare gli operatori delle due sponde del mediterraneo per valutare possibilità e opportunità di trasformare la competizione in cooperazione».

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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