ASSEMBLEA CONFAGRICOLTURA, FOCUS SU RICERCA E INNOVAZIONE. TUTTI GLI INTERVENTI: GIANSANTI, TAJANI, CENTINAIO E ZINGARETTI

Conclusa l'assemblea nazionale di Confagricoltura. Ricerca e innovazione il filo conduttore degli interventi di oggi, come condizione per il futuro dell'agroalimentare italiano e del made in Italy per poter competere all'estero.

Qui di seguito il ricomposto degli interventi:

ASSEMBLEA CONFAGRICOLTURA, GIANSANTI: PIANO STRATEGICO PER IL FUTURO GUARDANDO AL DIGITALE

“ Il comparto agroalimentare vale il 16% del Pil nazionale, abbiamo il primato d’essere il primo comparto economico del paese ed è merito anche dello spirito imprenditoriale degli agricoltori, ma meritiamo di più.” Queste le parole del presidente di Confagricoltura nel corso della seconda giornata di assemblea nazionale.

“I ministro precedenti che si sono succeduti sono stati tutti preoccupati dalle emergenze e urgenze ma questo ha causato una non crescita e una mancata strategia per il futuro. Eravamo davanti a tanti stati che ora ci hanno superato, ha proseguito Giansanti, come la Spagna che acquisito i nostri marchi d’impresa, la Francia e la Germania che sono leader nella zootecnica, oltre al fatto che non riusciamo più a produrre grano duro a sufficienza. Abbiamo chiesto un piano strategico perché necessitiamo di un momento di ascolto che sia legato alla realtà e rendere ancora più forte l’agricoltura nazionale, e se non sappiamo quali sono i nostri obiettivi non possiamo nemmeno andare in Europa. Bisogna allora ripartire dai territori, dagli assessori e dai governatori regionali, passando da Bruxelles fino ai capoluoghi di provincia.

L’innovazione, ha dichiarato il presidente di Confagricoltura, è un’altra criticità del nostro paese. Serve un lavoro di coordinamento degli istituti di ricerca, perché senza digitale non c’è futuro, dobbiamo essere connessi. Ci troviamo di fronte ad una rivoluzione digitale ma serve internet nelle campagne, siamo solo al 77% ed abbassiamo la media europea che è dell’82%. E ciò è particolarmente evidente nella divisione tra nord e sud, ci troviamo di fronte ad un’Italia divisa in due. Dobbiamo ammodernare le infrastrutture perché senza strade e con porti che lavorano male il sistema paese perde competitività, noi invece vogliamo portare l’innovazione anche nelle campagne e ampliare il sistema delle conoscenze.”

ASSEMBLEA CONFAGRICOLTURA, TAJANI: AGROALIMENTARE SETTORE DI ECONOMIA REALE. PUNTARE SU RICERCA E INNOVAZIONE

“L’agricoltura con la crisi ha rischiato di essere messa in difficoltà, ma anche grazie all’Europa si è salvato un settore dell’economia reale. E senza economia reale non si crea nemmeno occupazione e non si resiste alle crisi finanziarie, per questo è giusto difendere questo comparto così importante”, ha dichiarato il presidente del parlamento europeo Antonio Tajani all’assemblea nazionale di Confagricoltura.

“La brexit rischia di provocare danni diretti e indiretti perché non ci saranno più i soldi della Gran Bretagna, e ciò ha determinato i tagli nel bilancio ma è stato un errore grave colpire il settore agricolo. Il nostro impegno è quindi di respingere la riforma di Hogan, ha proseguito Tajani, perché i contenuti non vanno bene, ma bisogna trovare da altre parti i fondi. Una soluzione potrebbe essere aumentando le risorse proprie, portando ad un aumento del bilancio comunitario a +0,2, non è però una battaglia facile. Non faccio promesse ma l’impegno è quello di respingere la proposta di Hogan e siamo già sulla buona strada.

Per rendere competitivo il settore agricolo è fondamentale puntare su ricerca e innovazione. Nel 2018 ci troviamo nella situazione in cui le imprese non hanno la possibilità di partecipare alla rivoluzione digitale e non hanno accesso a infrastrutture digitali, passiamo così da aree col 5G ad altre del sud con il solo 2G. Così si causa inoltre lo spopolamento di vaste aree e ne va anche della tutela dell’ambiente, solo se permettiamo agli agricoltori di poter competere ed accedere al digitale potremo risolvere queste criticità. Bisogna creare infrastrutture nel meridione, ha ribadito il presidente del parlamento europeo, perché è inconcepibile che manchino l’alta velocità, le autostrade e porti poco competitivi. Servono investimenti per creare occupazione e rendere più competitive le imprese, riducendo il gap con quelle del nord.

Sul Ceta sono convinto che rappresenti una opportunità per il mondo agricolo, se l’italian sounding esiste è perché i prodotti italiani piacciono, occorre allora sostituire il falso con il vero, ha concluso Tajani.”

ASSEMBLEA CONFAGRICOLTURA, CENTINAIO: VISIONE E STRATEGIA PER FUTURO DELL’AGROALIMENTARE. SU EXPORT SERVE INTERLOCUTORE UNICO

“Le decisioni agricole vengono prese in Europa, serve allora andare in Ue con una voce autorevole e parlare delle poster criticità ed esigenze. Andare a Bruxelles è una necessità e priorità”, ha dichiarato il ministro Gianmarco Centinaio durante l’assemblea nazionale di Confagricoltura.

“Gestire le emergenze è spesso una priorità, pensiamo allo zucchero, alla xylella, al maltempo, ma dobbiamo avere una visione e una strategia da indicare al paese. Occorre dare una visione a lungo e medio termine agli attori dell’agricoltura italiana, ma puntiamo ad obiettivi realizzabili senza fare false promesse.

Per risolvere i problemi dell’agricoltura è necessario, ha proseguito Centinaio, fare un lavoro di lobby e sederci al tavolo con altri paesi europei, come successo per la clausola di salvaguardia riso. Era un problema italiano ed abbiamo ricevuto una mano da altri paesi europei, ma domani potremo aiutare noi stessi quei paesi su problematiche che sono solo loro propri. È fondamentale dunque fare asse e sintesi ed è una delle strade per risolvere i problemi sulla pac. Solo se facciamo sistema, ha dichiarato il ministro, possiamo essere più considerati dal mondo che ci circonda, perché oggi l’agricoltura Europa è vista come una cosa vecchia. Il nostro obiettivo invece è far tornare di moda l’agricoltura, perché l’agricoltura è anche il nostro futuro.

Le infrastrutture sono uno dei temi centrali del nostro paese, noi come ministero abbiamo messo sul tavolo per le infrastrutture irrigue un miliardo per progetti cantierabili e che servono all’agricoltura. Ma parliamo anche di porti, un sogno sarebbe specializzare i porti italiani in base alle merci, così da rendere più efficaci e organizzati i controlli e sapremmo oltretutto da dove arriva la xylella.

Una parola che deve essere Vangelo, ha dichiarato Centinaio, è innovazione, perché l’agricoltura di innovazione è il futuro e permette di essere sempre più competitivi, oltre ad aiutare i giovani ad entrare nel settore.

Sul Crea mi domando cosa sta facendo. Ho iniziato un percorso per capirlo ma se lo chiede anche l’agricoltura. Un obiettivo che vogliamo dal Crea sarà quello di confrontarsi con i privati, le associazioni, il ministero e far vedere a questi attori il suo lavoro per poi confrontarci tutti insieme. E questo si ricollega al fatto delle università italiane che dialogano ancora troppo poco con l’agricoltura, serve sedersi ad un tavolo e confrontarsi per una ricerca applicata.

L’export rimane un nostro punto di attenzione, non possiamo però andare in giro per il mondo con duecento interlocutori diversi. Comuni, consorzi, province parlano lingue diverse tra loro, ha affermato il ministro, invece Francia e Germania sono più compatti. L’obiettivo allora è fare un passo indietro per costruire una squadra che promuova l’agroalimentare italiano, vogliamo essere un solo interlocutore forte in Europa e nel mondo.

Il futuro, ha concluso il ministro, è programmare e confrontarci sulla visione dell’agroalimentare che vogliamo dare al nostro paese.

ASSEMBLEA CONFAGRICOLTURA, ZINGARETTI: INSEGUIRE MODELLO DI SVILUPPO SOSTENIBILE. EUROPA TORNI AD ESSERE ATTORE GLOBALE

“L’obiettivo come sistema paese è di guardare oltre le nebbie del presente e cercare di immaginare un futuro che sia credibile e possibile”, così il governatore della regione Lazio, Nicola Zingaretti, nel corso dell’assemblea nazionale di Confagricoltura.

“Manca in questo momento la capacità di immaginare una prospettiva futura, ci muoviamo tra paure e voglia di riscatto. Dobbiamo invece aggredire questo nodo e far ripartire la scintilla dello sviluppo, ha ribadito Zingaretti. Occorre fare chiarezza su alcune certezze che possediamo se vogliamo costruire qualcosa, ad esempio che non esiste, nemmeno in Europa, un modello di sviluppo che possa prescindere dalla sostenibilità sociale e ambientale. Vi sono poi tassi di sviluppo diversi in tutto il mondo, che stanno creando centinaia di milioni di consumatori che chiedono prodotti, compreso l’agroalimentare di qualità, che vuol dire anche storia e tradizione. Dobbiamo portare il paese a capire, ha proseguito il governatore della regione Lazio, che necessitiamo di un modello economico che coniughi sostenibilità sociale e ambientale.

Non può esistere un progetto di sviluppo per l’Italia se non lo fondiamo su una grande alleanza tra stato, regioni e attori intermedi. Il problema è la fragilità del sistema, non le eccellenze italiane che esistono e possediamo. Il nostro è un paese forte ma diviso, ha dichiarato Zingaretti, siamo parcellizati mentre per fare bene è indispensabile sentirsi parte di un progetto nazionale.

Non possiamo pensarci fuori dall’Europa, perché noi ce la facciamo se l’Europa ce la fa. Non esiste possibilità di sviluppo se l’Italia non ridiventa guida di un rinnovamento europeo e se la stessa Europa non torna ad essere un attore globale anche a livello politico. La sfida, ha concluso Zingaretti, è quella di una nuova Europa che sia attore globale di politiche continentali.

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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