CENTRO AGROALIMENTARE ROMA – FAO, STRUTTURE COME CAR FONDAMENTALI 

Il principale risultato concreto della XXXI° Conferenza internazionale della Wuwm, che si conclude oggi nella Capitale dopo la sessione plenaria di ieri alla Fao, è un impegno reciproco ad alto livello di responsabilità che, presto, produrrà tangibili novità per i consumatori di tutto il mondo. 

La “Food and agricolture organization” dell’Onu ha riconosciuto, infatti, nei centri agroalimentari all’ingrosso uno strumento di primaria ed ineludibile importanza nel suo impegno istituzionale contro la fame nel mondo e contro la malnutrizione, l’obesità soprattutto infantile ed a favore dell’alimentazione sana, delle agricolture locali, del consumo dei cibi freschi naturali e di stagione, dell’eliminazione degli sprechi, del rilancio della piccola distribuzione tradizionale e dei piccoli coltivatori, dello sviluppo ecocompatibile dei commerci, della riduzione e del riciclaggio di rifiuti. Ma ha anche chiesto ufficialmente con Fernanda Guerrieri (Vicedirettore del dipartimento Servizi generali) e con Boitshepo Giyose (Dirigente della divisione Sistemi alimentari) una sempre più forte assunzione di responsabilità etiche. 

A carico di queste strutture logistiche e distributive, che accolgono tecnologie avanzate, servizi innovativi ed assetti sempre più competitivi, la Fao ha posto infatti una impegnativa missione di solidarietà e cooperazione allo sviluppo. Obiettivo: non soltanto l’esportazione nei paesi poveri di un modello organizzativo virtuoso, efficiente ed a basso impatto ambientale, come il Centro Agroalimentare Roma (che insieme alla Fao ha organizzato la Wuwm Conference e stamane è stato visitato dai congressisti con grande ammirazione ). Ma un epocale salto di qualità nei sistemi di distribuzione alimentare verso la disponibilità di cibo sano e nutriente per tutti e dovunque a prezzi equi. Un indirizzo politico, questo, già sancito dal titolo del forum internazionale: “The fresh way to feed the planet”. Cioè “Nutrire il mondo di freschezza”.

 Per il Viceministro alle Politiche Alimentari, Andrea Olivero, <i mercati agroalimentari all’ingrosso svolgono funzioni essenziali sia a livello globale che locale. Hanno un ruolo centrale nel corretto approvvigionamento ed utile contro gli sprechi. Aspetti – ha detto – fondamentali per il futuro umano. Congresso importante, quello della Wuwm, perché favorisce collaborazioni tra diverse esperienze su scala mondiale. Ma anche perché misura l’utilità degli agromercati per i piccoli e medi produttori con difficoltà di accesso agli scambi commerciali e ne ribadisce il ruolo nel rafforzamento delle reti locali. Il Car di Roma dimostra che gli agromercati rappresentano il territorio dove sono ubicati come centri di scambio di informazioni importanti per le città dove operano. Le campagne romane e laziali sono straordinarie, ma un tale patrimonio non significherebbe nulla senza un mercato in grado di rendere i cittadini consapevoli e arricchiti dalla vocazione agricola del loro territorio>. Per Guerrieri (Fao), <I mercati all’ingrosso sono un modello importante ed esportabile nei paesi in via di sviluppo per l’apporto tecnico qualificato che assicurano ai produttori rispettando le esigenze e le caratteristiche delle realtà locali>. 

Presidente del prestigioso mercato “Rungis” Parigi, Stéphane Layani ha insistito sulle <risorse della “sicurezza alimentare” e della “fiducia commerciale”, che i centri agroalimentari all’ingrosso garantiscono alle filiere con attività di controllo, tracciabilità dei prodotti, norme di confezione, documenti fiscali e bolle di trasporto>. Ma il topmanager parigino, riferendosi pure alla gestione del Car, nella visita, ha ricordato anche <la lotta agli sprechi, il contenimento dei rifiuti, l’equilibrio dei prezzi>. Neppure le funzioni dell’informazione e dell’orientamento dei consumatori è stata sottovalutata nei lavori congressuali. Per l’assessore all’Agricoltura del Lazio, <è ora che queste strutture sviluppino anche strategie di formazione e comunicazione, per la diffusione tra i consumatori di consapevolezze e di responsabilità di acquisto, nel senso – ha spiegato Carlo Hausmann - della qualità, della freschezza, della naturalità e della salute>. 

“Solidarietà” è stato il concetto ripetuto più spesso nell’intervento del prof. Andrea Segrè, presidente del Caab, l’agromercato bolognese. <La centralità di queste grandi strutture, che valorizzano colture, aziende, prodotti, interessi locali di “peso” limitato, dovrà essere sempre più spesso coniugata con un impegno di solidarietà con le fasce sociali più deboli e incapaci di ottenere da sole salubre cibo nutriente>. Valter Giammaria, presidente del Car, ha colto invece nell’odierna visita del “suo” agromercato, le preziose opportunità di sviluppo, occupazione, innovazione tecnologica, reddito, benessere, che queste strutture assicurano e possono rafforzare. <Senza infrastrutture, servizi, innovazioni, investimenti - ha puntualizzato – si rischia di non uscire più dalla crisi>. 

La tre giorni di analisi e confronto ha evidenziato – con punti di vista non sempre identici e qualche spunto dialettico – la massima attenzione di studiosi, imprenditori, manager ed amministratori alla ricerca e all’applicazione delle soluzioni più idonee per la catena del freddo, la refrigerazione, la distribuzione del biologico, i controlli sanitari, i prezzi di vendita, la tutela del prodotto locale, la remunerazione dei produttori. Ma per Fabio Massimo Pallottini, Direttore del Car, <negli agromercati devono coesistere in forma integrata tutte queste funzioni e altre ancora, a cominciare dalla sicurezza del consumatore e dal giusto equilibrio tra la solidarietà alimentare ed il business di successo>. Accattivante, l’intervento di apertura del presidente della Wuwm, Donald J. Darnall: <Distribuire la freschezza alimentare nel mondo? Duemila anni fa i romani ci riuscivano>. 

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