CNEL, C’E’ CHI SPINGE SU GENTILONI PER ABROGARE IN L.BILANCIO NORMA CHE AZZERAVA EMOLUMENTI

Ricordate il Cnel? Il consiglio nazionale per l’economia e il lavoro di cui fanno parte, tra gli altri, anche i presidenti delle organizzazioni agricole? Lo stesso che Renzi mise nel calderone del referendum costituzionale e la cui esistenza si salvò probabilmente solo perché associata al mantenimento della Costituzione a causa del fermo ‘no’ dei cittadini a coloro che volevano cambiarLA. Torna in questi giorni alla ribalta, in vista delle legge di Bilancio.

Il governo Renzi aveva depauperato il presidente e i consiglieri del Cnel dei gettoni di presenza e di ogni sorta di retribuzione e rimborsi. Pari a circa 1500 euro al mese per ogni componente e circa 180mila per il presidente. Da quanto apprende AGRICOLAE però, c’è chi starebbe spingendo in queste ore sul premier Paolo Gentiloni per abrogare nella prossima legge di Bilancio, la norma del 23 dicembre del 2014 numero 190 articolo unico comma 289 che prevede, per l’appunto, che qualunque carica Cnel non deve più comportare oneri a carico dello Stato. Rimborsi compresi.

Il 5 maggio del 2017 è stato nominato presidente del Cnel Tiziano Treu. Finora a titolo gratuito.

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