CONFAGRICOLTURA CHIEDE RISPETTO NUOVE REGOLE SU RIPRODUZIONE ANIMALE. ANA E AIA DEVONO AVERE RUOLI DIVERSI

“E’ essenziale agire incisivamente per il rispetto delle nuove regole stabilite dalla norma sulla riproduzione animale a garanzia di una democratica e liberale gestione delle Associazioni Nazionali Allevatori (Enti selezionatori)”. Lo ribadisce Confagricoltura, sottolineando che il decreto legislativo 52/2018, come riporta la risposta del Mipaaft all’interrogazione dell’Onorevole Caretta, sia chiaro sulla separazione dei ruoli tra le Associazioni Nazionali Allevatori (ANA-Enti selezionatori) e l’Associazione Italiana Allevatori (AIA).

Le ANA, dunque, devono essere riorganizzate come “associazioni di primo grado”, a cui possono aderire direttamente gli allevatori, che acquistano così il diritto di rappresentanza sulle decisioni delle associazioni. Di conseguenza la loro aggregazione in comparti produttivi per accedere a contributi pubblici dovrà mantenere il carattere di volontarietà, autonomia e indipendenza.

“La vecchia impostazione della gestione della riproduzione animale è improponibile per il futuro della zootecnia nazionale - sottolinea Confagricoltura -. Il cambiamento verso una gestione che garantisca la liberalizzazione del sistema, una partecipazione democratica e condivisa degli allevatori, un maggior efficientamento delle strutture e dei servizi non è più rimandabile”.

Confagricoltura sollecita, quindi, un intervento incisivo del ministero delle Politiche agricole e di tutto il governo al fine di assicurare che questo delicato passaggio vada a buon fine, seguendo le corrette disposizioni del dicastero e della nuova normativa nazionale.

Per saperne di piu:

Interrogazione a risposta immediata in commissione 5-01414

presentato da

CARETTA Maria Cristina

testo di

Mercoledì 6 febbraio 2019, seduta n. 121

CARETTA. — Al Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo. — Per sapere – premesso che:

il decreto legislativo n. 52 del 2008 «Disciplina della riproduzione animale», in attuazione dell'articolo 15 della legge n. 154 del 2016, è entrato in vigore il 9 giugno 2018;

l'Aia, con nota dell'11 ottobre 2018, ha reso noto alle Associazioni nazionali allevatori (Ana) che, il 26 settembre 2018, a seguito della delibera di scissione approvata dall'assemblea straordinaria dell'Aia del 22 maggio 2018, era stato perfezionato l'atto di scissione dell'Aia;

con la scissione è venuto meno, anche il rapporto associativo intercorrente tra l'Aia e le Ana come previsto dal decreto legislativo 52 del 2018; ma, la nota Aia, istituisce motu proprio, la Federazione delle associazioni nazionali di razza e specie cui, secondo l'Aia, dovranno aderire obbligatoriamente le Ana;

ai sensi dell'articolo 13 del decreto legislativo n. 52 del 2018, «le Associazioni nazionali allevatori adegueranno i loro requisiti tecnici e organizzativi ai parametri richiesti dall'articolo 3, comma 2»;

così ha fatto l'Anbrp che, il 6 settembre 2018, ha adottato il nuovo statuto dove, a conferma di quanto affermato sopra, all'art. 2 viene previsto che l'associazione aderisce alla Federazione delle Associazioni Nazionali di Razza e di Specie; ed ancora, all'articolo 6, comma 2, che «gli allevatori precedentemente iscritti al libro genealogico nazionale della razza piemontese... risultano di fatto soci dell'associazione»;

grave sembra essere la posizione assunta dall'Associazione nazionale allevatori razza bruna, che ha presentato alla prefettura di Verona la richiesta di approvazione del nuovo statuto non tenendo conto e non rendendo disponibili per consiglieri e soci le osservazioni del Ministero, il quale, con nota ufficiale, chiedeva alla Federazione delle Ana di sanare alcune criticità sia in termini di obbligatorietà di adesione, sia in termini di ambito associativo, al fine di fissare dei principi base in linea con la legislazione vigente;

lo stesso Ministero sollecitava la Federazione a dare puntuale riscontro alle osservazioni formulate anche al fine di fornire le opportune rassicurazioni all'Autorità garante della concorrenza e del mercato che, con nota n. 0054431 del 18 luglio 2018, investiva della questione il dicastero;

ai sensi dell'articolo 13, comma 7, del decreto legislativo n. 52 del 2018 si pone il problema dell'assegnazione dei finanziamenti pubblici, visto quanto in precedenza affermato –:

quali iniziative urgenti abbia intenzione di porre in essere, per quanto di competenza, affinché le operazioni che porteranno alla formazioni dei nuovi organi sociali delle associazioni in questione siano effettuate in modo trasparente e nel rispetto del diritto di rappresentanza dei nuovi associati, e con quali criteri intenda assegnare i fondi di cui sopra.

(5-01414)

COMAGRI CAMERA, INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA. LE DICHIARAZIONI DEL SOTTOSEGRETARIO MANZATO

Posted by Redazione × Pubblicato il 07/02/2019 at 10:15

-Su protocollo Italia-Cina per il trasporto aereo degli agrumi.

Il ministro Centinaio lo scorso gennaio ha siglato il nuovo protocollo per l’esportazione di agrumi a Pechino. Le autorità cinesi hanno confermato in tale occasione che i nostri produttori possono già cominciare ad esportare nel paese. Ad agosto 2018 le autorità cinesi hanno però comunicato di voler applicare il protocollo esclusivamente a limoni e dal alcune varietà di arance rosse. Il problema è stato discusso a lungo con le autorità ma non è stato superato, tuttavia per non pregiudicare l’esportazione con le varietà già autorizzate si è proceduto ugualmente a sottoscrivere il protocollo. Il settore agroalimentare ha un’importanza crescente in Cina e la firma permetterà alla nostra agricoltura di approcciare ad un mercato dalle grandi possibilità.

-Su ondata di gelo in Emilia Romagna.

La vigente normativa sul fondo di solidarietà nazionale prevede che interventi compensativi possono essere attivati esclusivamente per danni a strutture non inserite nel piano assicurativo agricolo annuale. Gli interventi che hanno causato danni in Emilia Romagna rientrano tra quelli per cui era possibile sottoscrivere polizze agevolate da contributo pubblico fino al 70%, tuttavia il ministero sta valutando soluzioni per andare incontro alle imprese agricole.

-Su formazione nuovi organi sociali delle associazioni nazionali allevatori.

Il settore allevatori è stato indirizzato verso una riorganizzazione e le principali novità riguardano il riconoscimento degli enti selezionatori come soggetti deputati alla gestione e organizzazione dei programmi genetici, la specializzazione delle attività e la separazione delle funzioni per la raccolta dati zootecnici e la loro elaborazione. Ulteriormente la costituzione di una banca dati unica zoootecnica nazionale e la definizione del ministero delle modalità di accesso a questi dati. L’aspetto cardine è rappresentato dalla specializzazione delle attività, ovvero dalla separazione dei ruoli tra associazione nazionale allevatori e associazione italiana allevatori, oltre all’aggregazione in specifici comparto produttivi. Inoltre le associazioni nazionali allevatori che intenderanno accedere a contributi pubblici saranno riorganizzate e accorpate e dovranno associare direttamente gli allevatori.

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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