CONFAGRICOLTURA PUGLIA, PRESIDENTE GIANSANTI INCONTRA LE IMPRESE A BARI

Ascoltare le aziende per uscire dallo stallo, trovando soluzionitutti insieme.  E’ il “metodo di lavoro” del presidente nazionale di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, oggi a Bari per incontrare le aziende pugliesi. Al suo fianco il presidente di Confagricoltura Puglia, Luca Lazzàro e il componente della giunta nazionale Donato Rossi, che hanno raccolto attorno al leader nazionale il meglio delle imprese baresi, brindisine, tarantine, foggiane e leccesi.

“L’incontro con gli imprenditori – ha rimarcato Giansanti – è fondamentale per ascoltare dal basso quali sono i problemi dei nostri associati e della nostra associazione, che nel 2020 taglierà il traguardo dei 100 anni. Non c’è impresa senza terra e non c’è impresa senza lavoro e noi rappresentiamo terra e lavoro e con i nostri lavoratori facciamo impresa e vogliamo farlo prestando ascolto ai nostri associati, che sono la grande forza di Confagricoltura. Qui si parla tanto di Ilva, direi solo di Ilva, ma un lavoratore su tre in Puglia è impiegato in agricoltura, che è la vera grande impresa di questa regione e perciò deve essere messa nelle condizioni di ripartire, essendo il reale motore dell’economia pugliese e la principale fonte di lavoro.

Ascoltare, capire e decidere con la giunta di Confagricoltura che cosa fare. E questo il filo rosso di un intervento che ha toccato le cose che non vanno, a partire dal mercato ortofrutticolo e dal nodo della grande distribuzione, per passare alla Xylella, al Psr e al prezzo in calo dell’olio d’oliva. E offrire soluzioni: “Con la ministra Bellanova – ha detto Giansanti – abbiamo raggiunto un accordo per estendere i benefici Irpef ancora per un anno e mezzo, così come abbiamo evitato l’aumento delle accise sul gasolio. Sulla legge di bilancio stiamo lavorando per portare a casa un fondo per l’innovazione, un tema molto sentito in Puglia. Una regione che, dopo la Xylella, deve ripartire con tanta innovazione, per questo ci saranno crediti d’imposta per gli agricoltori che faranno investimenti e potranno utilizzare super e iper-ammortamento. Un credito d’imposta che sarà esteso a tutti gli agricoltori. L’aggravio burocratico sugli appalti e sull’attività lavorativa è un tema su cui stiamo chiedendo forti semplificazioni. Stiamo chiedendo inoltre benefici anche per i nuclei familiari che lavorano in azienda, da estendere agli imprenditori agricoli e non solo ai coltivatori diretti.

Giansanti ha poi toccato temi di stretta attualità come Plastic tax e Sugar tax: “Sto cercando di fare capire alla politica – ha sottolineato - che per chi fa ortofrutta la Plastic tax rischia di mettere molte aziende fuori dal mercato, per cui bisogna rimuoverla dal settore agricolo. E per la Sugar tax bisogna tutelare le aziende che producono con frutta italiana, perché altrimenti si rischia di favorire produzioni estere”.

Sulla legge contro il caporalato, Giansanti ha voluto ribadire il punto di vista di Confagricoltura: “Non abbasseremo mai la guardia, perché non può essere una norma contro le imprese, mentre riteniamo debba combattere i caporali. E’ una legge che ha sollevato un problema ma va rivista per potenziarne gli effetti contro il caporalato e dall’altra parte per tutelare le imprese che rispettino le norme sul lavoro.

Netto il giudizio anche sulla futura programmazione della PAC: “Qualsiasi notizia di tagli a settori produttivi – ha scandito Giansanti - è falsa. Da Bruxelles non ci sono indicazioni di penalizzazioni. La Pac è stata designata dal commissario Hogan con il new delivery model intorno al quale ogni Paese dovràcostruire la sua politica agricola tenendo presente le indicazioni generali a livello europeo. Siamo in questa fase e con il nuovo commissario polacco ancora non è stato ancora definito il quadro di spesa europeo, per cui è tutto da costruire e non lo si farà presumibilmente sino all’estate del 2020. Siamo pronti, però, ad una grande battaglia per difendere gli interessi dell’agricoltura italiana puntando al rispetto dell’identità e contrastando una visione europea che tende a spostare i fondi verso i Paesi di nuovo ingresso.

Tornando alla Puglia, il presidente Giansanti ha chiarito: “Se non si sbloccano i PSR, in Puglia si rischia non solo di far svanire i fondi di questa programmazione, ma anche quelli della prossima, perdendo tempo e soldi: bisogna cambiare registro ed è quello che bisogna chiedere ad Emiliano. La Xylella? Serve una legge speciale, togliere le piante malate e reimpiantare varietà resistenti, per questo l’Europa ci chiede un piano ma temo che ancora non ci sia.

“Stiamo attraversando una fase delicata – ha aggiunto il presidentedi Confagricoltura Puglia, Luca Lazzàro – per la Puglia, in particolare per il mercato dell’olio d’oliva, con produzioni di qualità e quantità importanti cui corrispondono prezzi non all’altezza, la Xylella che ha martoriato il Salento senza che ancora s’intravveda una soluzione definitiva del problema e poi la vicenda dei PSR che speriamo possa concludersi positivamente, non dimenticando però che anche in agricoltura non ci possono essere crescita e innovazione senza investimenti cospicui e strumenti come quelli dei fondi europei adeguatamente utilizzati. Su questo versante – ha concluso Lazzàro – chiediamo all’amministrazione regionale di fare di più e meglio, perché la Regione in tutti questi anni non è riuscita a dare risposte concrete ad un’agricoltura in difficoltà e a fine anno si rischia il disimpegno. Da questa situazione di blocco complessivo bisogna uscire, anche rivedendo normative che non ci aiutano, ad esempio le norme sul caporalato che scoraggiano investimenti”.

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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