CONFEURO: CON NUOVO 730 A RISCHIO RIMBORSI FISCALI OPERAI AGRICOLI PERCETTORI DI INDENNITA’ DISOCCUPAZIONE

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Con le nuove procedure per la comunicazione del risultato contabile dei Modelli 730/2020, si rischia di penalizzare ingiustamente gli operai agricoli che attualmente beneficiano del sussidio di disoccupazione – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro.

Fino allo scorso anno, infatti, il risultato contabile veniva trasmesso direttamente all’INPS in qualità di sostituto d’imposta erogatore del sussidio di disoccupazione. Questo permetteva di procedere con più precisione all’abbinamento dei pagamenti. Dalla prossima dichiarazione, invece, come già accade per la quasi totalità dei lavoratori dipendenti e pensionati, i risultati andranno inviati all’Agenzia delle entrate.

Considerato che il sussidio di disoccupazione non è erogato per tutti nello stesso periodo, si potrebbe facilmente presentare una situazione di mancato abbinamento dei risultati, con la conseguenza che la tempistica per i rimborsi verrebbe allungata – spiega Tiso.  

Per risolvere il problema si potrebbe determinare, soltanto per questo genere di circostanze, l’utilizzo di un modello 730 senza sostituto, ma con l’indicazione delle coordinate bancarie su cui effettuare eventualmente il rimborso. Per i modelli DSU, ad esempio, i dati dei conti correnti sono già ampiamente utilizzati.

L’indicazione delle coordinate bancarie nel solo caso marginale di utilizzo del modello 730 senza sostituto, abbrevierebbe i tempi dei rimborsi e sicuramente eviterebbe a tutti i cittadini di dover effettuare un secondo adempimento, e cioè la comunicazione delle coordinate bancarie su cui effettuare i rimborsi. Al momento, infatti, la presentazione della dichiarazione e la comunicazione delle coordinate bancarie sono due momenti slegati l’uno all’altro, il che molto spesso determina la ricezione dei rimborsi fiscali anche l’anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione.

Visto che è in discussione una riforma fiscale, sarebbe opportuno pensare anche a questi aspetti pratici che potrebbero sicuramente agevolare gli operatori del settore e avvicinare la cittadinanza al fisco. E’ realmente necessario concretizzare una fattiva compliance fiscale, ma fare il primo passo spetterebbe all’amministrazione pubblica e non al contribuente.

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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