CORONAVIRUS: COLDIRETTI, DAL BANGLADESH 5500 LAVORATORI NEI CAMPI

Sono oltre 5500 i lavoratori agricoli provenienti dal Bangladesh impegnati nelle campagne italiane prima dell’emergenza coronavirus. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti in riferimento alla decisione del ministro della Salute, Roberto Speranza di sospendere per una settimana i voli in arrivo dal Bangladesh a seguito del numero significativo di casi positivi al Covid-19 sul volo da Dacca. Gli arrivi da braccianti extracomunitari – sottolinea la Coldiretti - sono stati fortemente contenuti dal mantenimento all’ingresso in Italia dell’isolamento fiduciario e della sorveglianza sanitaria nonostante l’apertura delle frontiere Ue dal primo luglio. In questo contesto particolarmente importante è stato il via libera dal 15 giugno a circa 150mila lavoratori stagionali comunitari regolari necessari per salvare i raccolti nazionali nelle campagne. La comunità di lavoratori agricoli stranieri più presente in Italia – spiega Coldiretti – è quella rumena con 107591 occupati ma tra gli europei ci sono tra gli altri anche polacchi (13134) e bulgari (11261). Numeri che contribuiscono a colmare il gap attuale dopo che su sollecitazione della Coldiretti sono già stati prorogati fino al 31/12 i permessi di soggiorno per lavoro stagionale in scadenza ed è stato ottenuto nel decreto Cura Italia che le attività prestate dai parenti e affini fino al sesto grado non costituiscono rapporto di lavoro né subordinato né autonomo, a condizione che la prestazione sia resa a titolo gratuito. Sono però anche necessari – conclude la Coldiretti - un piano per la formazione professionale e una radicale semplificazione del voucher “agricolo” che possa ridurre la burocrazia e consentire anche a percettori di ammortizzatori sociali, studenti e pensionati italiani lo svolgimento dei lavori nelle campagne in un momento in cui scuole, università sono chiuse e molte attività economiche sono rallentate con tanti lavoratori sono in cassa integrazione.

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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