CRISI, CONFCOOPERATIVE: 2012 CHIUSO IN AFFANNOPROBLEMI DI LIQUIDITA’ E ACCESSO AL CREDITO

“Il 2012 si chiude in affanno e l’orizzonte della ripresa si sposta ancora in avanti. La liquidità peggiora per: 4 cooperative su 10; 5 su 10 lamentano un aumento dello spread nell’accesso al credito; 6 su 10 non prevedono crescita della domanda; 9 su 10 non prevedono miglioramenti del contesto macroeconomico”. Così Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative, evidenzia i principali indicatori emersi dalla XXIII indagine congiunturale sulle imprese aderenti a Confcooperative, realizzata dal Centro Studi Elabora – Confcooperative. “È necessario dare attuazione in tutte le aree del Paese ai provvedimenti già approvati per disincagliare i pagamenti e smobilizzare i debiti della PA – aggiunge Gardini – così come è urgente riaprire i rubinetti del credito con condizioni di erogazione meno rigide e selettive”. Altro passaggio fondamentale per il presidente Gardini è il no all’aumento dell’Iva. “Si tratta di un disincentivo alla crescita, è necessario sostenere i consumi dopo che negli ultimi quattro mesi del 2012 il livello della domanda interna ha toccato il punto di minimo. Occorre – conclude Gardini – rimettere in moto, al più presto, l’occupazione intervenendo anche sul cuneo fiscale”. Liquidità e ritardi pagamenti. Il 33,8% dei cooperatori si dichiara stremato dai mancati incassi e dai ritardi nei pagamenti (percentuale che raggiunge il 50,5% nella cooperazione di lavoro e servizi). La liquidità è peggiorata per il 40,8% delle cooperative, è rimasta uguale per il 51%, è migliorata solo per l’8,2%.

Sul fronte del credito bancario, si attenua l’onda lunga delle richieste di rientro da parte degli Istituti di Credito. Tuttavia, a fronte di una ripresa della domanda di nuovi prestiti bancari, le condizioni di offerta permangono sempre scoraggianti, rigide e selettive. Il 52,7% dei cooperatori che ha ricevuto un prestito negli ultimi quattro mesi del 2012 ha segnalato un rialzo dello spread applicato dalle banche e il 34,6% ha registrato un appesantimento delle garanzie richieste. Occupazione: La tenuta dei livelli occupazionali rimane un imperativo per la maggioranza assoluta delle cooperative. Il 78,6% dei cooperatori non prevede, infatti, di ridurre gli organici nei prossimi mesi. Tuttavia, la compressione dei margini e l’erosione di redditività rischia di condizionare negativamente la continuità aziendale, dilatando, di fatto, i costi sociali indotti dalla crisi. La stagnazione dei consumi, che trova riflesso nella contrazione del reddito disponibile, la debolezza della spesa per investimenti e il deterioramento delle prospettive occupazionali contribuiranno a calmierare la dinamica inflativa.

Dal sentiment sul futuro del Sistema Italia, che risente dell’incertezza preelettorale, non si poteva attendere un cambio di rotta. Il livello di fiducia consolida il posizionamento in territorio negativo. Il 90,4% dei cooperatori intervistati non prevede miglioramenti del quadro macroeconomico del nostro Paese a breve termine. Fatturato e volume d’affari: La dinamica del fatturato procede in decelerazione. Rispetto al quadrimestre precedente, il volume dei ricavi è aumentato solo per il 21,8% dei cooperatori, mentre è rimasto stabile per il 39,4% ed è diminuito per il 38,8%. Una quota di cooperatori, superiore alle attese, ha fatto ricorso alla leva del prezzo per sostenere le vendite. La domanda per i prossimi mesi è attesa stazionaria dal 56,4%, in crescita dal 14,8%, in calo dal 28,9%. Il 22,8% dei cooperatori ha espresso aspettative di aumento della spesa per investimenti. Il 32,4% diminuirà, invece, gli impieghi nel 2013, mentre il 44,8% non prevede variazioni degli investimenti rispetto all’anno precedente.

com/elf

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