DAZI RISO, MISE: NUOVE MISURE SULLE IMPORTAZIONI DA CAMBOGIA E MYANMARLE REAZIONI E I COMMENTI

Oggi pomeriggio a Bruxelles si è proceduto al voto per l’adozione di una clausola di salvaguardia che per 3 anni ripristina i dazi sulle importazioni di riso da Cambogia e Myanmar, che attualmente sono a dazio zero.

Pur non essendosi evidenziata una maggioranza qualificata in favore della proposta di regolamento, la Commissione - alla luce del risultato ottenuto (13 Paesi a favore pari ad oltre il 57% della popolazione UE) - procederà a valutare positivamente l’adozione della misura, che si auspica possa suggellare positivamente gli sforzi messi in atto dal Governo italiano in difesa del settore risicolo dell’Unione Europea, trovando così soluzione alla situazione dei coltivatori e produttori di riso nazionali.

L’Italia ha chiesto sin dal 2014 misure per tutelare le aziende risicole poiché era giunta alla conclusione che l'aumento delle importazioni di riso a dazio zero da Cambogia e Myanmar aveva causato danni al settore in Europa, e in particolare ai risicoltori italiani, che producono circa la metà del riso UE.

Secondo i dati della Commissione europea, nel periodo settembre 2012-agosto 2017 l'import da Cambogia e Myanmar è aumentato fino ad incidere per più del 30% sul totale delle importazioni. Nello stesso periodo, la produzione della UE è crollata del 40% e dal lato dei prezzi si è registrata una diminuzione tra il 20 e il 40%.

Va ricordato che la Commissione europea, solitamente cauta rispetto a forme di salvaguardia, nel mese di novembre ha presentato una proposta che preannunciava un esito positivo dell’indagine, risultato che non si prevedeva facile per gli interessi contrapposti tra Stati membri a vocazione differente. In quell’occasione l’intervento italiano ha ripercorso gli sforzi messi in atto dal Governo per trovare soluzione ad una situazione resa drammatica da un aumento esponenziale di importazione di riso ed è stato determinato nell’affermare la rilevanza che il dossier riveste per l’Italia dal punto di vista economico ma anche politico.

Il dazio che auspicabilmente verrà rintrodotto sarà progressivamente ridotto nell’arco di tre anni (175, 150 e 125 euro/t.), così da trovare un equilibrio tra l’aspetto di sviluppo insito nel regolamento sulle preferenze generalizzate e la salvaguardia dell’industria europea. Tale soluzione permetterebbe, da un lato, di non chiudere completamente il mercato comunitario e, dall’altro, consentire all’industria europea di adattarsi al ripristino dell’esenzione dei dazi all’importazione di riso proveniente da Cambogia e Myanmar.

Il  lavoro di coinvolgimento degli  altri Stati membri, a partire da quelli che guardano sempre con molta attenzione i bisogni dell’industria europea, pur nel rispetto delle regole del commercio internazionale e dell’importanza del sostegno ai Paesi meno sviluppati del mondo, è stato determinante per raggiungere questo risultato, che seppur non ancora definitivo dimostra che siamo riusciti a coagulare un buon numero di sostenitori ed a contenere gli effetti negativi di una possibile minoranza di blocco.

Compito del Governo e degli altri attori sarà, una volta che la Commissione avrà assunto la posizione definitiva con l’adozione del provvedimento, fare in modo che l’industria italiana si riorganizzi per evitare così che il problema si ripresenti in futuro. Va riconosciuta alla Commissione la determinazione ad adottare il regolamento di esecuzione e ripristinare il dazio in tempi brevi, concludendo l’iter procedurale entro il mese di gennaio 2019, scongiurando la perdita per gli agricoltori di un anno di raccolto.

In concreto il regolamento della clausola di salvaguardia dovrebbe essere in Gazzetta ufficiale europea nei prossimi giorni.

DAZI RISO, CENTINAIO: COLLEGIO DEI COMMISSARI ADOTTI PRESTO CLAUSOLA SALVAGUARDIA A TUTELA RISICOLTORI

Posted by Redazione × Pubblicato il 04/12/2018 at 16:39

“Auspichiamo che il Collegio dei Commissari adotti al più presto l’atto di implementazione relativo all’attivazione della clausola di salvaguardia del riso. La votazione di oggi conferma comunque una maggioranza di intenti. Dal canto nostro, proseguiamo la nostra battaglia a tutela dei nostri prodotti e del reddito dei nostri risicoltori, puntando sulla qualità, sulla promozione e sulla trasparenza in etichetta per riconoscere i veri prodotti italiani.”

Così il Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, sen. Gian Marco Centinaio, in merito alla questione dei dazi sulle importazioni di riso da Cambogia e Myamnar

DAZI RISO, DE CASTRO: VICINISSIMI A VITTORIA

“E’ positivo che la decisione sul ripristino dei dazi nei confronti delle importazioni di riso in Unione europea dalla Cambogia e dal Myanmar sia ora nelle mani della Commissione europea. L’esecutivo potrà ora, approvare la proprio proposta per tutelare i nostri produttori e porre fine alla concorrenza sleale subita in questi anni dai due paesi asiatici”. E’ il commento del Primo Vice Presidente della Commissione agricoltura del Parlamento europeo Paolo De Castro, al termine della riunione del Comitato per il commercio europeo, nella quale 13 Paesi membri si sono espressi favorevolmente alla richiesta dell’Italia non riuscendo però a raccogliere la maggioranza qualificata. Per De Castro: “questo ulteriore passo avanti è frutto di un lavoro di squadra iniziato con la richiesta della delegazione degli eurodeputati Pd, fatto subito proprio dal Governo Gentiloni e proseguito oggi con determinazione dal Ministro Centinaio”. “Nel luglio 2017 –spiega De Castro-  abbiamo inviato una lettera di denuncia sulla grave situazione risicola alla Commissaria europea al commercio Cecilia Malmström, alla quale nel novembre dello scorso anno ha fatto seguito un dossier integrato di richiesta di attivazione della clausola di salvaguardia inviato a Bruxelles dagli allora ministri delle Politiche agricole alimentari e forestali e dello Sviluppo Economico Maurizio Martina e Carlo Calenda''. “Oggi – conclude l’eurodeputato Pd- siamo finalmente vicinissimi alla conclusione di questa lunga battaglia che ci ha visti sempre in prima linea nell’interesse dei produttori italiani”.

RISO, CONFAGRICOLTURA: DELUSIONE PER IL MANCATO SOSTEGNO MAGGIORITARIO ALLA PROPOSTA DI RIPRISTINARE I DAZI DA CAMBOGIA E MYANMAR

Confagricoltura ha accolto con grande delusione l’assenza di parere al Comitato “Sistema Preferenze Generalizzate” che si è registrata oggi, a Bruxelles, sulla proposta di ripristino dei dazi sulle importazioni in Europa di riso da Cambogia e Myanmar. In occasione della riunione tredici Paesi hanno votato a favore, otto contro e sette si sono astenuti. In mancanza di una maggioranza qualificata, la decisione spetta ora alla Commissione europea.

“Come consentito dalle procedure vigenti, sollecitiamo la Commissione a varare il regolamento di esecuzione con il ripristino dei dazi. E’ un atto dovuto nei riguardi dei risicoltori italiani ed europei”, ha dichiarato il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti.

Chiediamo alla Commissione di essere coerente con i risultati dell’indagine diffusa poche settimane fa che ha dimostrato con chiarezza che il riso Indica prodotto in Cambogia e Myanmar arriva sul mercato della Ue in volumi e livelli di prezzo tali da determinare serie difficoltà agli operatori europei del settore. E che pertanto, ricorrono tutte le condizioni previste per il rispristino dei dazi nel triennio 2019-2022.

“Sono convinto - ha aggiunto Giansanti – che avremo il sostegno anche dei membri italiani del parlamento europeo”.

Confagricoltura ricorda che, secondo i dati della Commissione europea, nel periodo settembre 2012-agosto 2017 l’import da Cambogia e Myanmar è via via aumentato fino ad incidere per più del 30 per cento sul totale delle importazioni. Nello stesso periodo, la produzione della UE è crollata del 40 per cento e dal lato dei prezzi si è registrata una diminuzione tra il 20 e il 40 per cento.

“Siamo fiduciosi – ha concluso il presidente di Confagricoltura - che la Commissione UE saprà dare certezza e valore alla produzione di riso italiano”.

RISO, CIA: BATTAGLIA ANCORA NON È FINITA

Ancora non è possibile mettere la parola fine alle importazioni a dazio zero di riso dai Paesi del Sud-Est asiatico. La mancanza di una maggioranza qualificata, alla riunione del Comitato Ue, non ha consentito l’approvazione definitiva della clausola di salvaguardia, rimandando la decisione finale al Collegio dei Commissari. Cia-Agricoltori Italiani commenta così il risultato del voto di oggi a Bruxelles, concluso con 13 Paesi favorevoli, 8 contrari e 7 astenuti.

“Auspichiamo, quindi, che entro dicembre si raggiunga l’accordo per adottare la misura ripristinando i dazi sull’import da Cambogia e Birmania -commenta il presidente nazionale Cia, Dino Scanavino-. Da parte nostra, continuiamo la nostra battaglia per dire basta al flusso enorme di riso asiatico che, entrando in Europa a prezzi troppo bassi, ha portato a una sorta di concorrenza sleale danneggiando i nostri agricoltori”.

L’Italia resta il primo Paese produttore di riso comunitario, con circa 230.000 ettari seminati e una produzione stabilmente superiore al milione e mezzo di tonnellate.

Resta inteso che, per Cia, è fondamentale il ritorno dei dazi alle importazioni di riso dal Sud-Est asiatico a 175 euro a tonnellata, non solo per il primo anno ma anche per gli anni successivi.

DAZI SU RISO ASIATICO, ROLFI: ASPETTIAMO ATTIVAZIONE,IN LOMBARDIA 40% DEL RISO ITALIANO E 1.800 PRODUTTORI

Mi auguro che ora la Commissione europea attivi al più presto il ripristino dei dazi nei confronti delle importazioni di riso dalla Cambogia e dal Myanmar. La votazione di oggi, a maggioranza, nell'ambito del Comitato europeo Sistema Preferenze generalizzate, conferma una intenzione positiva. La Lombardia produce oltre il 40 per cento del riso italiano, circa 100 mila ettari all'anno. Abbiamo 1.800 produttori che aspettano questa notizia. Ringrazio il Governo italiano per l'impegno in sede europea e gli europarlamentari lombardi. Questo è il risultato dell'impegno del mondo agricolo e della rappresentanza italiana". Così Fabio Rolfi, assessore all'Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia, in merito all'iter riguardante il ripristino dei dazi per il riso Indica di Cambogia e Myanmar.

EUROPA RICONOSCE I DEVASTANTI DANNI ECONOMICI - "Certo - prosegue Rolfi - si tratta del minimo sindacale dopo anni di sordità e distanza da parte dell'Europa. Tra il 2012 e il 2017 l'import da Cambogia e Myanmar è aumentato fino a incidere per più del 30 per cento sulle importazioni e la produzione Ue e i prezzi sono crollati del 40 per cento. L'Europa riconosce, seppur con grave ritardo, i devastanti danni economici dovuti all'importazione a dazio zero da Paesi che non rispettano i requisiti di sicurezza alimentare e nemmeno i diritti umani. La Regione continua il proprio impegno in difesa della produzione lombarda, che si caratterizza in tutto il mondo per la qualità e la sicurezza alimentare".

RAFFORZARE CONTROLLI SU IMPORT - "Ora - conclude Rolfi - la sfida deve essere quella di rafforzare i controlli sull'import, perché è inaccettabile che nel nostro Paese entri riso raccolto attraverso lo sfruttamento minorile e che venga coltivato usando pesticidi vietati in Italia. Allo stesso tempo dobbiamo lavorare sulla promozione e la certificazione della qualità del nostro riso".

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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