DECRETO RILANCIO, COMAGRI CAMERA. LE DICHIARAZIONI DI CONAF, COLLEGIO NAZIONALE AGROTECNICI E CNPAPAL

La commissione agricoltura della camera ha svolto quest’oggi le audizioni del Consiglio dell'ordine nazionale dei dottori agronomi e dei dottori forestali (Conaf), del Collegio nazionale degli agrotecnici e degli agrotecnici laureati e del Consiglio del collegio nazionale dei periti agrari e dei periti agrari laureati (Cnpapal).

Di seguito le dichiarazioni:

Consiglio dell’ordine nazionale dei dottori agronomi e dei dottori forestali (Conaf)

I professionisti dovrebbero essere equiparati in modo chiaro alle piccole e medie imprese, un concetto già sancito nella legge 81 del 2017. Il decreto rilancio ha misure finanziarie molto importanti per le aziende agricole e noi ribadiamo il ruolo centrale dei dottori agronomi nelle operazioni di agevolazione alle imprese agricole.

Accogliamo con favore l’articolo 31, quindi l’integrazione al fondo ismea e ci auguriamo che possa essere utilizzato in parte per lo strumento della cambiale che è stato molto apprezzato, vitale per le aziende in difficoltà.

Proponiamo una semplificazione delle procedure e l’applicazione dell’articolo 264, che prevede la possibilità di auto dichiarare le condizioni per accedere ai finanziamenti pubblici e privati.

Cogliamo con favore le misure atte ad incentivare l’innovazione tecnologica e le start up, l’agronomo si pone come cerniera tra mondo della ricerca e mondo agricolo. Proponiamo un fondo per lo sviluppo professionale e sostenibile e quindi la possibilità di usare questi fondi per innovare i nostri studi professionali.

Proponiamo inoltre di inserire il verde tecnologico come sistema di efficientamento energetico.

Sarebbe utile che il decreto rilancio allargasse lo strumento del bonus verde aumentando la percentuale di detrazione oppure il limite di spesa di 5000 euro.

Collegio nazionale agrotecnici e agrotecnici laureati

Nonostante questo sia un mega provvedimento che muove risorse importanti crediamo però che si potesse fare di più e meglio sul problema della semplificazione. Ci sono rimedi e correzioni parziali o del tutto inadeguati.

In merito all’utilizzo di tutti i dispositivi per la protezione dei lavoratori, riteniamo che debba essere consentito a imprese e professionisti la possibilità di detrarre il 110% come credito d’imposta per tutte le spese sostenute per garantire la sicurezza loro e dei loro collaboratori.

Il codice della crisi d’impresa è stato pensato in un momento in cui l’economia andava diversamente ed è previsto che vengano nominati per centinaia di migliaia di imprese dei collegi sindacali di tre persone. Questo comporta un onere di almeno 15mila euro ad impresa, funzioni che venivano svolte da un revisore singolo precedentemente. Si dovrebbe allora rivedere queste norme o spostarne l’attuazione all’anno prossimo.

All’articolo 25 è previsto un contributo a fondo perduto che però è negato per i liberi professionisti, noi chiediamo che invece venga esteso a quest’ultimi così come avviene per piccoli imprenditori e artigiani.

Consiglio del collegio nazionale dei periti agrari e dei periti agrari laureati (Cnpapal)

Il sentiero è tortuoso però passa attraverso una certezza, ovvero che la ripartenza di questo paese passa attraverso le agricolture italiane.

Il decreto che state convertendo ha 265 articoli, il che significa che sta abbracciando l’Italia e non solo una parte dell’Italia.

Chiedo una sola cosa, cioè di fare in fretta ed essere il più rapidi possibile. È un appello di categoria, il tempo per recuperare le dimenticanze di questi decreto poi ci sarà. Bisogna riconoscere il ruolo delle professioni e dei professionisti, solo così potremo affrontare e semplificare tutti quei processi che aiutano a ripartire.

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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