DI FRANCO POGGIANTIALLA SALUTE!

Franco-Poggianti-2La dieta mediterranea è uno dei frutti della genialità dei popoli che si affacciano sul mare nostro. Insomma l'abbiamo inventata noi e affinata nei secoli, magari a nostra stessa insaputa, ma l'hanno scoperta gli americani negli anni 50 del secolo scorso. È una dieta semplice: cereali verdura frutta pochissima carne un po' di pesce. Il tutto naturalmente condito con un filo d'olio di quello buono. Ed ecco pronto l'elisir di lunga vita. Ovviamente la dieta mediterranea non è un ricettario: è un costume di vita quello che gli americani chiamano un Way of life improntato alla moderazione, alla frugalita e in quanto tale ha la sua massima efficacia. Proprio per questo tre anni fa l'Unesco l'ha accolto fra i beni immateriali dell'umanità. C'è tuttavia un paradosso che merita di essere sottolineato: proprio mentre la dieta mediterranea viene celebrata in tutto il mondo, qui da noi, in Italia, complice un benessere vissuto in modo non propriamente assennato, la dieta mediterranea viene progressivamente accantonata a favore di diete ipercaloriche che fanno male al portafoglio e alla salute. GUARDA IL VIDEO

http://youtu.be/mBI1xjEp3RY

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Franco-Poggianti-2In questa vigilia elettorale i temi agricoli stanno faticosamente affiorando dopo un troppo lungo silenzio. Sbucano fuori sulla scia della cocente delusione che ci e' stata inflitta dall'economia "moderna", quella finanza senza regole e senza etica che si e' rivelata un mare aperto nel quale incrociano troppo spesso degli autentici bucanieri. Sollecitati dal mondo agricolo i partiti, le coalizioni dicono la loro (Agricolae ha pubblicato le interviste di molti leader, altre ne pubblicherà nei prossimi giorni): sono impegni fin troppo generici, e' vero, ma sono pur sempre segnali di attenzione ai quali non eravamo piu' abituati e che andremo a verificare a urne chiuse, quando si insediera' il nuovo governo. Gli agricoltori chiedono alla politica di fare il suo dovere, ma sanno anche che il rilancio dell'agricoltura non e' una pappa che deve esserci scodellata dai partiti o dai ministri.

C'è la diffusa consapevolezza che per affrontare le sfide del presente e ' necessario rinnovare gli strumenti della competizione internazionale con un approccio profondamente diverso. C'è bisogno di una grande alleanza che passi attraverso la semplificazione delle rappresentanze: i calcoli di bottega, le appartenenze, gli steccati devono essere spazzati via e lasciare spazio a una strategia unitaria. Bene la spinta unitaria in atto nel mondo cooperativo, bene il coordinamento fra le grandi associazioni professionali (Agrintesa e' un buon segnale). Ma non basta. Bisogna lavorare da subito a una ristrutturazione delle filiere: renderle più efficienti significa rimetterle in equilibrio, fare in modo che il valore prodotto al loro interno venga equamente redistribuito. Insomma e' giunto il momento che l'agricoltura, l'industria della trasformazione e il sistema distributivo facciano blocco. Su questo terreno il comparto agroalimentare e'chiamato alle proprie responsabilità, ad assumere iniziative conseguenti e concrete; la politica, le istituzioni, debbono fare la loro parte, senza cincischiare. E' ora di far parlare i fatti.

Le chiacchiere insomma non fanno farina. L'agroalimentare, invece, si.

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Franco-Poggianti-2Agricolae.eu, a cominciare dalle interviste a Vendola, Bersani e Meloni, incalza i politici a uscire dalla genericità e a dire che cosa vogliono davvero fare per l’agricoltura.

Non è più tempo di facezie e di scarichi di responsabilità: la politica deve finalmente risolversi a costruire una strategia per l’agroalimentare italiano. Che ha bisogno di impegni precisi e, ancor più, di fatti conseguenti. Speriamo di non dover sentire più le parole in libertà di qualche ministro. Come purtroppo è avvenuto recentemente...GUARDA IL VIDEO

http://youtu.be/7-CxbfXhiFU

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