DIMAGRIRE “MANGIANDO BENE” E SENZA BISTURIAPPROCCIO OCULATO SU TECNICHE CHIRURGICHE

gianni zio ok okRidurre le spese di 88 miliardi? Basta incentivare la chirurgia dell’obesità. E’ quanto afferma in un comunicato, ripreso da Agricolae.eu il 25 gennaio scorso, il dott. Marcello Lucchese, Presidente della SICOB – Società Italiana di Chirurgia dell’Obesità e delle Malattie Metaboliche. Di questo passo il risparmio sarebbe decisamente maggiore se si inducessero anche tutti i diabetici ad accedere alla terapia chirurgica visto che verso questa opzione, che ha comunque un suo razionale, i nostri chirurghi sono talmente orientati da averla inserita nel loro “brand” societario ( Malattie Metaboliche sta per Diabete di II Tipo, non dipendente dall’insulina).

E’ vero: la terapia chirurgica si è rivelata estremamente efficace, per la grande obesità, nel medio – lungo periodo, specie in confronto con protocolli dietetici inapplicati o inapplicabili o peggio ancora fantasiosi e fantomatici; per quanto ricercato in tutti i più accreditati laboratori del mondo, il farmaco, una pillola miracolosa per curare l’ormai epidemica e pandemica obesità, è ancora lungi dall’essere disponibile; tutti i protocolli internazionali, infine, ormai propongono strategie di approccio all’obesità che partono dal presupposto che sia stata già valutata l’opzione di prima scelta, quella chirurgica naturalmente.

Ma può essere ritenuto verosimile che circa 6 milioni di italiani (questa è più o meno la quota di obesi nel nostro paese) vengano sottoposti in tempi brevi ad un non poco invasivo intervento chirurgico? E a quale in particolare, visto che le opzioni ottimali rispetto al rapporto rischio/beneficio, evolvono di giorno in giorno senza il suffragio di controlli verosimili ad una sufficiente distanza? Ed in quali strutture pubbliche od anche private ed a quali costi?

Si può incentivare indiscriminatamente una pratica, per quanto suggestiva ed al momento ritenuta sì sufficientemente efficace, ma talmente drastica ed in così rapida evoluzione da non basarsi ancora su standard di tipologia, tollerabilità ed efficacia nel più lungo periodo, linee guida veramente condivise su indicazioni, controindicazioni, gestione e monitoraggio soprattutto post chirurgico dei pazienti?

Lo spunto poi per la mediatica suggestione nei confronti delle sirene chirurgiche nasce da una lettura parziale e poco approfondita dei dati ISTAT. E’ vero infatti che regione capofila per i criteri di classificazione nella diagnosi di obesità è divenuta il Molise rispetto alla Basilicata (ma cosa cambia in pratica?) e che persiste il lento incremento degli obesi in Italia, ma la notizia vera è quella svelata da uno studio delle tabelle storiche ISTAT da parte di Coldiretti, che dimostra che inaspettatamente il peso medio degli italiani si è ridotto negli ultimi tre anni in virtù di una significativa riduzione della popolazione in sovrappeso (i grassocci, ma non ancora obesi).

Coldiretti interpreta il dato come effetto della riduzione dei consumi alimentari a causa della crisi, ma perché non vederlo come un iniziale, incoraggiante risultato, evidenziato recentemente anche nella popolazione giovane europea, delle intense, impegnative campagne istituzionali a favore di una più corretta alimentazione nell’ambito di uno stile di vita più consono al mantenimento della salute e del benessere? Che ben vengano insomma le tecniche chirurgiche in soccorso della traboccante emergenza della grande obesità, ma con approccio oculato e circostanziato, non certo come panacea, tantomeno per l’esangue economia sanitaria nazionale.

 

Giovanni Spera

Endocrinologo, Internista ed Obesiologo

Professore Ordinario di Medicina Interna, docente nella scuola di Specializzazione di Endocrinologia da più di 40 anni e Fondatore e Coordinatore Scientifico del Master “Prevenzione e Terapia di Soprappeso,Obesità e Disturbi dell’Alimentazione” alla Sapienza, Università di Roma, ha organizzato e diretto per circa 20 anni il Centro di riferimento Aziendale del Policlinico Umberto I di Roma per la Diagnosi e Cura dell’Obesità ed i Disturbi dell’Alimentazione. Consulente del Ministero della Salute in più legislature per le Campagne per un corretto stile di vita e la lotta all’Obesità, è nel CD della Società Italiana per i Disturbi del Comportamento Alimentare e Presidente della Sezione Laziale della Società Italiana dell’Obesità dal 2007 al 2012.

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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