FIERAGRICOLA, I NUMERI DEL SETTORE AGROALIMENTARE VENETO

“Abbiamo fatto risorgere una fiera che era morta, mentre ora si distingue per essere tra i primi tre player europei. Questo perché Fieragricola non solo vuole essere un punto d’incontro per l’intero settore, rappresentando il 50% del mercato esposizionistico agricolo, ma anche perché si differenzia ponendo al centro distintività e sostenibilità.”
Queste le dichiarazioni del vicepresidente di Veronafiere Claudio Valente, intervenuto durante la conferenza sui dati dell’agroalimentare Veneto.
“Come ha detto ieri il presidente della regione Veneto Zaia -ha proseguito Valente-, i 6 mld di fatturato agricolo e tutto l’indotto derivato, distinguono Verona e il Veneto come regione specializzata nel settore, ed è un dovere e un piacere poterlo fare qui oggi. Ci tengo a precisare che la nostra è una fiera delle idee, non solo dei mezzi tecnici”.

Per quanto riguarda il piano di sviluppo rurale  abbiamo soddisfatto 27000 domande e messo già a disposizione 770 milioni di euro. Con orgoglio posso dire che siamo la prima regione europea per velocità di pagamento, la quale è e rimane una questione fondamentale per fare buona agricoltura. Inoltre abbiamo investito 50 mln sulla banda larga.
Queste le parole in merito al Psr di Giuseppe Pan (assessore agricoltura, caccia e pesca regione Veneto).
Il 2017 non è stato un anno semplice solo per il Veneto, ma per tutto il bacino mediterraneo a causa della siccità. Ma grazie ai consorzi di bonifica e alla grande competenza irrigua abbiamo contenuto i danni e portato l’acqua lì dove ce n’era bisogno. Ciò che ha causato molti danni, ha proseguito Pan, sono state le gelate primaverili che hanno comportato un abbassamento della produzione.


Abbiamo monitorato la filiera constatando che a fronte di qualche ditta individuale che abbiamo perso, ve ne sono 64000 che reggono. Inoltre col psr siamo riusciti a portare molti giovani in agricoltura, come testimoniato da 1500 imprese gestite da giovani negli ultimi 3 anni, grazie anche ai 40000 euro a fondo perduto stanziati per aiutare le giovani imprese.
I dati dimostrano come vi è stata una importante spinta del biologico, con un +17% di superficie coltivata, ed è proprio sul biologico e sulla diversificazione che ci dobbiamo concentrare. Abbiamo futuro, ha concluso Pan, solo se la nostra agricoltura sarà diversa dalle altre, se legate al territorio e al turismo.
Resta solo un punto di domanda sul sostegno al reddito. È assolutamente fondamentale che rimanga il giusto guadagno agli agricoltori se si vuole continuare ad essere efficaci.

“Bisogna dare delle risposte importanti al mondo dell’agricoltura, non basta parlare di progetti se poi manca l’acqua e non si può più fare niente. Bisogna affrontare la questione dei cambiamenti climatici, perché incidono su redditività e risultati”,  ha dichiarato Alberto Negro direttore dell’agenzia veneta per l’innovazione del settore primario.
“La vendemmia del 2017 ha sofferto tantissimo a causa delle gelate ed in alcuni territori si è registrato un calo fino al 50% della produttività dei vigneti. Considerando il quadro generale non ci sono stati risultati soddisfacenti per l’agricoltura.”
Il valore complessivo della produzione lorda agricola veneta nel 2017 si attesta a 5,7 mld di euro, stabile rispetto all’anno scorso, mentre gli allevamenti hanno fatto registrare un incremento del +7,7% dovuto al l’andamento dei prezzi, che ha contribuito a ridurre le perdite.
Questi alcuni dei dati e delle prime valutazioni sull’andamento del settore agroalimentare Veneto nel 2017, presentato oggi a Fieragricola.
Sono in calo del -1% le imprese agricole, con le ditte individuali scese del 1,8% ma che costituiscono ancora l’82% del totale delle imprese agricole venete.
Si evidenzia un lieve decremento degli occupati agricoli, mentre gli occupati indipendenti aumentano notevolmente (+21,9%) a scapito degli occupati dipendenti (-27,8%).
Per quanto riguarda il commercio con l’estero, il deficit della bilancia veneta è aumentato a circa il +70% rispetto al 2016. Il saldo negativo è aumentato a 410 mln di euro a causa di un incremento delle importazioni (5,2 mld, +7,9%), mentre le esportazioni, comunque in crescita, si fermano a 4,8 mld (+4,7%).

Per quanto riguarda specificatamente il settore vitivinicolo, si tratta tutto sommato di una buona annata, poiché le gelate primaverili e il caldo torrido estivo hanno inficiato le rese ma non la qualità dei prodotti.
La produzione di uva è stimata in calo del -18,6%, raggiungendo 8 mln di ettolitri (che registrano quindi un calo del -21,5%). Ciò nonostante l’incremento del +5% della superficie a vigneto porta la superficie vitata a 91.350 ettari.
I prezzi delle uva sono risultati in forte aumento (+22,6%), con un incremento delle esportazioni del +6,4% in valore nei primi 9 mesi del 2016.

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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