FILIERA VITIVINICOLA, COMAGRI CAMERA. LE DICHIARAZIONI DI UIV, FEDERVINI E FEDERDOC

"È un momento senza precedenti e molto delicato per il settore vino. Con il lockdown c’è stata la chiusura dell’horeca che per l’Italia rappresenta 7 mln di ettolitri, cioè un terzo delle vendite nel nostro paese con un giro di affari di 10,5 miliardi di euro. L’Horeca nel mondo invece, cioè l’export, vale per l’Italia circa 3,6 mln di ettolitri. Il canale gdo invece ha continuato a funzionare ma non può compensare i danni che ci sono stati” dichiara l’Unione italiana vini (Uiv) in comagri camera.

“Ci attendevamo una risposta a livello europeo ma finora è stata molto deludente. La commissione Ue ha stanziato 78 mln di euro per tutta l’agricoltura, per il vino è invece stato detto di utilizzare le risorse del piano nazionale di sostegno. Oppure utilizzare le risorse nazionali, come si appresta a fare l’Italia. Grande attenzione c’è stata da parte del governo al settore vitivinicolo con i 100 mln stanziati per il nostro settore nel dl rilancio.

Le notizie di un recovery found molto ambizioso da parte della commissione Ue ci rassicurano ma vedremo come verrà declinato per i vari settori” prosegue.

“Come Uiv riteniamo che si debba intervenire per gestire l’emergenza sul tema della liquidità, del credito alle imprese e sull’equilibrio di mercato. E da un altro lato fornendo liquidità e risorse per la ripartenza e su questo è fondamentale l’aspetto dell’internalizzazione” conclude Uiv.

“Bisogna agire sui singoli strumenti e sulle singole misure e per questo è fondamentale un piano strategico. Chiediamo poi che una volta approntate le misure queste vengano immediatamente rese operative” sottolinea Federvini.

“Abbiamo inoltre l’assoluta necessità di avere misure che pongano a riparo da squilibri la prossima vendemmia. Per questo motivo riteniamo molto importante l’azione che il dl rilancio porta in materia di rese ma occorre agire in una cornice di solidità” prosegue.

“Importante è poi il raccordo con Bruxelles e l’Ue perche queste misure sono collegate con l’Europa ma importante è non generare concorrenza nelle filiere dei vari paesi bensì aiutarle tutte” conclude Federvini.

“Serve un piano strategico, o meglio una visione d’insieme per mantenere la competitività del sistema vino e delle denominazioni di origine. Le misure proposte sono condivisibili e qualcuna perfino nuova come la riduzione delle rese” dichiara Federdoc.

“La riduzione del 15% come previsto è uno strumento assolutamente efficace e il controllo sulla denuncia di produzione garantirà da tutte le eventuali inadempienze. Non si tratta solamente di una misura di contenimento della quantità, fondamentale in un momento di crisi di mercato, ma una misura che aiuta la redditività degli agricoltori mantenendo il prezzo. È inoltre uno strumento di qualità perché ridurre le rese delle nostre denominazioni vuol dire presentarci sui mercati parlando di misure di aumento ulteriore della nostra qualità, anche se avremmo dovuto aggiungere il concetto di sostenibilità con la relativa applicazione” conclude.

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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