FRANCIA, PIANO SOSTEGNO ALLEVAMENTI. FAVA: MISURE CRUCIALI PER IL SETTORE, DA NOI IL MIPAAF TERGIVERSA

“Mentre il ministero delle Politiche agricole tergiversa sulle azioni da adottare per salvare la suinicoltura e la zootecnia in generale, in Francia il primo ministro Manuel Valls e il ministro dell’Agricoltura Stephane Le Foll hanno presentato un piano salva-stalle”.
A spronare l’intervento del ministro Maurizio Martina è l’assessore all’Agricoltura della Lombardia, Gianni Fava, che ricorda i numeri della prima regione agricola d’Italia, anche in chiave zootecnico, col 42% del latte prodotto a livello nazionale, il 40% della carne suina, il 30% della carne bovina.
“Il piano varato dalla Francia mi sembra ben congegnato – riassume Fava – e si declina in sei punti cruciali che potrebbero tranquillamente essere adottati anche da noi”.
Gli assi di intervento sono: l’attenzione ai prezzi; la ristrutturazione del debito, con lo Stato francese che si accolla 50 milioni di euro di interessi e la banca pubblica d’investimento che garantisce prestiti per 500 milioni di euro; l’alleggerimento degli oneri fiscali e sociali per 600 milioni di euro per gli allevatori maggiormente in difficoltà; lo sviluppo della contrattualizzazione; il sostegno all’export; lo sviluppo del biometano e del fotovoltaico per le stalle.
“Inoltre - aggiunge Fava – in questi giorni è stato molto chiaro l’invito del presidente Hollande a consumare carne francese, spiegando che un possibile costo superiore rispetto a quella importata era dovuto da una certificazione in grado di garantire l’origine, la qualità e la sicurezza alimentare. I francesi hanno il coraggio di farlo, da noi il Mipaaf teme l’apertura di una procedura d’infrazione per aver difeso, una volta tanto, il Made in Italy. Per non dire del silenzio del presidente Mattarella, fatta eccezione per qualche dichiarazione di circostanza durante la visita a Expo”.
L’assessore Fava ricorda inoltre che “quando poco meno di due anni fa la Lombardia mise a disposizione 20 milioni di euro di tasca propria per sostenere la filiera suinicola, non ebbe mai alcuna autorizzazione a procedere da parte del governo. È ora che qualcuno svolga il proprio ruolo a tutela dell’agricoltura con più convinzione”.

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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