GOVERNO, QUIRINALE CHIAMA GIORGETTI IN GIORNATA PER RIAPRIRE TRATTATIVE. POSSIBILE GENTILONI PREMIER FINO A ELEZIONIMIPAAF SENZA MINISTRO SPACCATO A META SU OCM VINO, DOPO CHE UE NON PERMETTE PROMOZIONE NEGLI USA

Tutti dicono 'no' a Cottarelli. Il governo 'di servizio' è troppo labile, i ministri designati (ad esempio la Belloni o Pajno) non se la sentono di lasciare i loro incarichi attuali per un esecutivo che sembra avere corto respiro. Per questo, da quanto apprende AGRICOLAE da fonti vicini al Quirinale, e salvo sorprese dell’ultim’ora, Cottarelli - in queste ore al lavoro alla Camera - rimetterà il mandato e Mattarella potrebbe lasciare, se non si trova una soluzione nel corso della notte - come sempre anticipato da AGRICOLAE - Gentiloni premier fino alle elezioni.

La situazione di caos totale e di spread in impennata avrebbe portato, da quanto si apprende, il Quirinale a contattare Giancarlo Giorgetti, per cercare di riaprire le trattative su un possibile revamping Lega-M5s. Che spiegherebbe la marcia indietro di Luigi Di Maio sull’impeachment Un’ipotesi, tuttavia, sconsigliata da chi segue in queste ore la vicenda come l’ex inquilino del Colle Giorgio Napolitano, uscito ormai da circa dieci giorni e non da cinque come scritto dalle agenzie, onde evitare il rischio di incrinare la fiducia degli italiani sul capo dello Stato.

Di Maio in serata ha in effetti ipotizzato una riapertura delle trattative. Ma la strada sembra ormai compromessa. Tanto più che, secondo le proiezioni dell'Istituto Cattaneo, la Lega e il Movimento Cinque Stelle avrebbero, nelle prossime elezioni, il 90 per cento dei seggi. Anche se un endorsment è arrivato in serata da Giorgia Meloni, leader di Fdi, su Facebook che ha parlato di una maggioranza già esistente formata da M5s e Lega: “Era pronta a fare un governo e aveva stipulato un contratto di governo. Noi siamo stati critici pero' arrivati a questo punto siamo anche disponibili a rafforzare quella maggioranza con FdI, perche' crediamo che bisogna fare tutto quello che c'e' da fare in questo momento per tirare fuori l'Italia dalla situazione di caos nella quale rischia di gettarsi. Presidente, ci rifletta perche' non avremo molto altro tempo".

Nel frattempo è caos anche al ministero delle Politiche agricole dove ci sono due partite importanti da giocare, entrambe con Bruxelles.

La prima partita è quella della Pac, ai cui tavoli di discussione l'Italia è relegata a un posto di seconda fila a causa della mancanza del ministro. Quindi subordinata ai paesi membri competitor dello stesso Made in Italy;

La seconda partita è quella dell'Ocm promozione vino. Infatti il regolamento Ue non permette all'Italia di fare promozione al vino italiano negli Stati Uniti nei per tutti coloro che lo hanno fatto negli ultimi cinque anni. Gli Usa rappresentano il maggior mercato per l'export di vino tricolore. Tra dazi e vincoli Ue sarebbe un danno enorme per gli imprenditori vitivinicoli italiani, già danneggiati a seguito dell'embargo russo.

Attualmente si sta trattando con Bruxelles per una proroga almeno di un anno. E si aspetta il prossimo ministro per poter emanare il decreto, già in ritardo.

Era stato scritto:

Pubblicato il 27/05/2018

GOVERNO FALLISCE, COTTARELLI INCARICATO. CONTE: “PIENA COLLABORAZIONE CON M5S E LEGA”. MATTARELLA: ‘MIO COMPITO TUTELARE RISPARMI ITALIANI” M5S PENSA A IMPEACHMENT PER IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA. DI MAIO: INUTILE VOTARE, DECIDONO LE AGENZIE DI RATING. SALVINI: INCREDIBILE FOLLIA, CI HANNO FATTO SOLO PERDERE TEMPO. NON DA ESCLUDERE GENTILONI PREMIER

Per saperne di più:

Pubblicato il 24/03/2018

PAC, SENZA MARTINA ITALIA FUORI DAI GIOCHI. NESSUNO HA LE DELEGHE E A DISCUTERE IN UE CI VANNO BLASI E ASSENZA GENTILONI SI E' DIMESSO COME PREVISTO

VINO, A RISCHIO PER I PROSSIMI 5 ANNI LA PROMOZIONE UE NEGLI USA. LA SPAGNA FA SALTARE IL BANCOIN GIOCO ANCHE IL PROSSIMO DECRETO OCM IN VISTA DI PRESENTAZIONE AL VINITALY

Per i prossimi cinque anni il mondo del vino italiano rischia di scordarsi la promozione negli Stati Uniti. Proprio il Paese su cui il governo Renzi ha puntato tutta la posta, con il Piano straordinario del Made in Italy e il maggior mercato di sbocco per il vino europeo. Ma non vale solo per i produttori italiani, ma per tutti quei produttori europei che negli ultimi cinque anni hanno esportato negli Usa attraverso il sostegno dei programmi di promozione.

Tutto nasce dalla Spagna, che con una domanda, ha gettato un tale sasso nello stagno da generare un vero e proprio tsunami. Proprio la Spagna che da tempo ‘soffre’ la concorrenza degli altri produttori europei. L’idea è quella che è meglio azzerare tutti che arrivare ultimi. D’altra parte la politica spagnola, nell’agroalimentare, è sempre stata aggressiva: dall’olio d’oliva al tonno rosso, con i fratelli Fuentes che vendono al Giappone.

Come s non bastassero i trascorsi problemi della programmazione 2014-2018 che per quanto riguarda l’Italia, negli ultimi due anni, si sono chiusi o meglio si stanno chiudendo con discussi decreti ministeriali. Decreti la cui applicazione ha prodotto graduatorie impugnate a livello amministrativo, sentenze dei giudici amministrativi del TAR del Lazio a loro volta oggetto di controricorsi al Consiglio di Stato, ritardi incredibili che hanno penalizzato l’avvio dei programmi italiani di attività promozionale sui Paesi terzi (proprio oggi scade il temine per AGEA per la definizione dei contratti di assegnazione delle risorse con i diversi beneficiari) derivanti da un’inerzia delle amministrazioni coinvolte (nazionali e regionali) nell’applicazione delle complicatissime procedure di verifica dei requisiti di finanziabilità dei programmi (in un quadro unico in Europa). Ora da Bruxelles giungono segnali di quello che potrebbe rappresentare un vero e proprio “tsunami” per le aspettative dei produttori vinicoli europei (tutti nessuno escluso) nella gestione degli ingenti finanziamenti comunitari destinati a sostenere la prossima promozione dei prodotti vinicoli sui Paesi terzi relativamente alla gestione finanziaria del PNS Vino 2018-2023.

Difatti, con una nota dello scorso 31 gennaio della D.G. AGRI, a firma del funzionario Jens Shaps, inviata al Ministerio de Agricultura y Pesca, Alimentación y Medio ambiente spagnolo (della quale AGRICOLAE è in grado di pubblicare il testo) rilasciata in risposta ad una richiesta di parere formulata dalla stessa amministrazione spagnola è stata fornita, dagli uffici comunitari, una diversa interpretazione, rispetto alle precedenti programmazioni, delle norme comunitarie che sovrintendono la misura comunitaria (Reg. UE n. 1308/2013 e Reg. di esecuzione n. 1149/2016) in base alla quale, in buona sostanza ed ove non venga tempestivamente ed efficacemente contrastata politicamente dalle diverse amministrazioni europee, nel prossimo quinquennio di programmazione sarà impossibile per gli operatori comunitari promuovere le proprie produzioni vinicole in Paesi terzi dove già sono state svolte attività per un quinquennio.

Come detto un vero e proprio “Tsunami” per gli operatori europei se si considera che ove confermata l’interpretazione comunitaria rischia di scomparire, per i prossimi 5 anni, la promozione dei vini europei sui mercati nord americani (USA e Canada) che rappresentano il primo mercato di consumo al mondo ed in quanto tali oggetto di ingenti investimenti promozionali da parte degli operatori europei che attraverso le ingenti campagne hanno potuto conquistare importanti quote di mercato e contrastare la concorrenza delle produzioni vinicole del resto del mondo.

Peraltro, a detta degli operatori raggiunti da AGRICOLAE, non convince la motivazione portata a sostegno dell’interpretazione che non solo parrebbe in contrasto con le stesse norme comunitarie che già individuano dei criteri di priorità volti a favorire i programmi rivolti a nuovi paesi o Paesi emergenti ma che ove confermata introdurrebbe un requisito di ammissibilità dei programmi 8legato al rispetto della durata di precedenti attività promozionali) non previsto dalle attuali norme comunitarie.

Peraltro questa interpretazione sembrerebbe apparire illogica anche negli interessi della stessa Commissione Europea che attraverso i predetti Regolamenti art. 45, paragrafo 1, lettera b) del Reg. UE 1308/2013 dichiara che “Il sostegno ai sensi del presente articolo riguarda le misure di informazione e promozione dei vini dell'Unionenei paesi terzi, al fine di migliorarne la competitività” in una situazione paradossale, impedendo di sostenere la competitività proprio nei mercati dove è maggiore questa competitività.

La stessa lettera, lascia una possibile apertura derivante dalle richiamate linee guida comunitarie applicative della misura, laddove le stesse (punto 3.1.2) prevedono la possibilità, decorso il termine massimo di durata di un programma, di presentarne uno nuovo purché rivolto ad  “un altro paese terzo o in un mercato diverso nello stesso paese terzo in cui ha ricevuto precedentemente un finanziamento comunitario…”   (ovvero se nei precedenti 5 anni sono andato a fare promozione in Florida, Texas e Alabama ora potrei proporre un programma rivolto alla California ed al Missouri… oppure se sono andato negli USA per fare promozione nei punti vendita ora potrei andarci per partecipare a manifestazioni fieristiche…).

Una soluzione pazzesca che nessuna amministrazione europea è in grado di verificare ex ante e quindi assolutamente inapplicabile. Per fare un esempio che rende facilmente l’idea se un operatore ha acquistato una pagina su una rivista di settore con diffusione non solo USA ma addirittura internazionale come potrà dimostrare di non avere svolto attività in un determinato stato federale degli USA rispetto ad un altro?

Insomma un gravissimo problema politico che potrebbe chiamare nei prossimi giorni ad un immediato e duro lavoro di confronto delle amministrazioni degli Stati membri (crediamo in primis la nostra amministrazione e quella francese) con l’ufficio della DG AGRI dell’Unione Europea che ha emanato il parere in questione e che dovranno adoperarsi per tutelare gli importantissimi interessi in ballo per l’economia europea di settore.

Il tutto a poche settimane dall’emanazione del nuovo decreto ministeriale che dovrebbe fissare i termini delle procedure relative alla presentazione dei programmi promozionali per l’annualità 2018/2019 che nelle intenzioni degli uffici ministeriali potrebbe essere oggetto di presentazione al prossimo Vinitaly 2018

 

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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