INTERPELLANZA PD SU QUOTE LATTEPERCHE' AGEA NON HA PROVVEDUTO A REVOCHE

aula-senato1Interpellanza urgente 2-00360 presentata da Paolo Cova, PD, giovedì 9 gennaio 2014, seduta n. 148 sulle quote latte e per cheidere se le 1539 aziende da latte bovine rilevate dal Comando carabinieri con dichiarazione di produzione uguale a 0,00, come attestato dai modelli L1, abbiano preso contributi PAC sulla produzione latte fino campagna lattiero casearia 2004-2005 e se abbiano acquisito titoli per contributi PAC nel Premio unico aziendale a partire dal 2005-2006 e se tali aziende abbiano avuto accesso a contributi comunitari previsti nei piani di sviluppo rurale o delle organizzazioni comuni di mercato; e se tali 1539 aziende abbiano affittato o venduto titoli «quote latte» negli anni interessati e per quali motivi AGEA non ha provveduto a revocare tali quote come dichiarato da circolari della stessa AGEA.

Qui di seguito Agricolae riporta il testo integrale

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, per sapere – premesso che:

la vicenda delle «quote latte» ha interessato moltissime aziende agricole italiane e ha portato diversi allevatori a presentare ricorso contro il prelievo per l'eccedenza delle produzioni. A partire dalla fine degli anni ’90 ad oggi si sono susseguite diverse indagini conoscitive svolte dal Parlamento italiano per arrivare a fare chiarezza su questa vicenda;

a seguito del decreto ministeriale del 25 giugno 2009 n. 6501 si è svolta «l'Indagine amministrativa per l'accertamento, ai fini della determinazione del contenuto di materia grassa del latte in base alla normativa, della correttezza del metodo di calcolo adottato dall'Amministrazione, con riferimento in particolare ai dati utilizzati» che ha portato alla nota in data 15 aprile 2010 del Comando carabinieri politiche agricole e alimentari intitolato «Relazione di approfondimento sui dati utilizzati per il calcolo del prelievo supplementare»;

a questa relazione il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rispondeva con una relazione ministeriale del giugno 2010 del Dipartimento delle politiche europee internazionali che andava ad argomentare le proprie considerazioni sulle questioni poste dalla nota del 15 aprile 2010 del comando carabinieri. In particolare veniva argomentato l'attendibilità dei dati prodotti da AIA e la possibilità di produzioni superiori alla media di circa 84 q/anno. Mentre nessun rilievo è stato posto al fatto che, per esempio, nel 2008 il 53 per cento delle aziende da latte (dati AIA) produceva il 73 per cento del latte italiano con una media di circa 84 q/anno e il restante 43 per cento produceva il 37 per cento con una media che poteva variare da 40 q/anno (con un patrimonio bovino di circa 1.600.000 capi) a 53 q/anno (con un patrimonio bovino di circa 1.400.000 capi). Inoltre i dati AIA fanno riferimento ad una produzione annuale media che difficilmente si verifica in quanto il periodo di interparto in Italia è superiore a 365 gg. Ciò determina una ulteriore diminuzione del latte prodotto/anno dai bovini;

l'ordinanza del 13 novembre 2013 del GIP Dottoressa Giulia Proto su procedimento n. 33068 che restituisce gli atti al pubblico ministero per una eventuale nuova iscrizione a carico dei funzionari di AGEA ribadisce la presenza di una richiesta di innalzamento del numero dei capi bovini in produzione di latte e «È evidente che ciò determina significative differenze nel calcolo della produzione nazionale di latte sulla scorta di tali criteri rispetto ai criteri che tengano conto del reale potenziale di produttività di latte dell'animale»;

l'annotazione di polizia giudiziaria n. 169/75-12-2009 del 21 febbraio 2001 svolta dal Comando dei carabinieri delle politiche agricole e alimentari su delega di indagini della Procura della Repubblica di Roma rileva che dai dati forniti da AGEA, risultano 1593 aziende che, pur essendo assegnatarie di quote di circa 354.661,00 quintali, hanno presentato una dichiarazione di produzione uguale a 0,00 Kg nei modelli L1 –:

quale sia il numero dei bovini da latte da 28 mesi a 120 mesi di età presenti in BDN e AIA per le annate lattiero casearie dal 1995-1996 al 2012-2013 e se questo numero di capi abbia la capacità produttiva di certificare che la somma degli L1 dichiarati nelle rispettive annate sia reale, tenuto conto che la media nazionale ponderata tra aziende iscritte ai controlli AIA e quelle non iscritte risulta molto inferiore alla media nazionale AIA;

se le 1539 aziende da latte bovine rilevate dal Comando carabinieri con dichiarazione di produzione uguale a 0,00, come attestato dai modelli L1, abbiano preso contributi PAC sulla produzione latte fino campagna lattiero casearia 2004-2005 e se abbiano acquisito titoli per contributi PAC nel Premio unico aziendale a partire dal 2005-2006 e se tali aziende abbiano avuto accesso a contributi comunitari previsti nei piani di sviluppo rurale o delle organizzazioni comuni di mercato;

se tali 1539 aziende abbiano affittato o venduto titoli «quote latte» negli anni interessati e per quali motivi AGEA non ha provveduto a revocare tali quote come dichiarato da circolari della stessa AGEA.

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

Leave a Reply

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

MORE ARTICLES

Questo sito utilizza cookies di Sessione, Tecnici e di Profilazione. Cliccando su "OK", questi cookies si attiveranno. Per maggiori informazioni o per eventuali limitazione dei cookie, clicca sul link e visita la nostra apposita sezione.
This website uses Session, Permanent and Third-Party cookies. by clicking on "Ok", these cookies will be enabled. For further informations or for cookie limitation, please click on the link and visit our dedicated section.
Cookie & Privacy Policy

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi