INTERROGAZIONE BERNINI, M5S CAMERA, SU ROGHI CHE HANNO DISTRUTTO BIODIVERSITÀ E UCCISO ANIMALI

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-18956

presentato da

BERNINI Paolo

testo di

Martedì 9 gennaio 2018, seduta n. 904

PAOLO BERNINI. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, al Ministro dell'interno. — Per sapere – premesso che:

il Piemonte, in particolar modo il Canavese e la Val di Susa, ma anche la Lombardia, sono stati oggetto per settimane (oltre 25 giorni consecutivi) di roghi di origine dolosa, che hanno distrutto la biodiversità e hanno causato la morte di migliaia di animali;

è notizia di ottobre 2017 di oltre 600 sfollati in Piemonte a causa del rischio delle fiamme in zone urbanizzate;

la devastazione compiuta ha costretto la regione Lombardia a richiedere lo stato di calamità naturale e, come nel caso degli incendi che hanno devastato l'area del Vesuvio, si assiste inermi all'assoluta inadeguatezza dei piani di emergenza e di intervento, soprattutto a tutela della biodiversità e degli animali quanto delle persone;

si legge per fortuna che alcuni sindaci hanno inteso agire riguardo alla caccia:

quanto ai roghi che si sono pericolosamente avvicinati all'area protetta del parco nazionale del Gran Paradiso, si è appreso che a Sparone le scuole sono state chiuse. «Il sindaco di Locana ha firmato un'ordinanza che vieta, sul territorio comunale, la caccia, la raccolta funghi e le escursioni turistiche. Due frazioni, Gascheria e Boschietto sono rimaste senza acqua: l'incendio, infatti, ha danneggiato la condotta idrica»;

è in queste circostanze apocalittiche che gli animali selvatici che scampano alle fiamme sono messi sotto assedio dalle doppiette, per via della stagione venatoria in corso. Per questo, numerose associazioni animaliste hanno richiesto di fermare la caccia con provvedimenti a carattere d'urgenza, come imporrebbe anche la logica, soprattutto se si considerano tutti gli aspetti che conducono i presidenti di regione alla richiesta della declaratoria dello stato di calamità naturale. Tale intervento di fermo caccia è per altro previsto dalla normativa vigente in materia di caccia all'articolo 19 della legge n. 157 del 1992 –:

se il Governo non ritenga che le particolari circostanze sopra descritte richiedano, oltre al riconoscimento dello stato di calamità naturale sebbene si tratti di roghi dolosi, per fermare la caccia e tutelare le specie selvatiche già vittime dei roghi;

se il Governo, in considerazione del fatto che le specie selvatiche sono patrimonio indisponibile dello Stato non ritenga di dover promuovere adeguati piani di prevenzione e di azione a tutela della biodiversità tutta, che certamente è più volte vittima della inadeguata gestione attuale, come dimostrato di recente, in occasione dei roghi dolosi che hanno imperversato tutta l'estate e, che hanno riguardato quasi tutto il territorio italiano e che non sembrerebbero essere stati fermati.
(4-18956)

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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