INTERROGAZIONE, D’INCA M5S CAMERA, SU INVASIONE CIMICE CINESE

Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-00801

presentato da

D'INCÀ Federico

testo di

Mercoledì 24 ottobre 2018, seduta n. 70

D'INCÀ. — Al Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo. — Per sapere – premesso che:

nelle campagne venete si sta assistendo ad una vera e propria invasione di cimici che sta producendo centinaia di milioni di danni alle aziende agricole, in particolare per quelle che producono soia e frutta (per queste ultime si parla di danni pari ad almeno il 30 per cento dei raccolti);

gli scienziati puntano il dito sulla cimice cinese (Halyomorpha Halyscimice) quella che comunemente è chiamata «cimice marrone», che già ha prodotto danni ingenti alle piantagioni di pesche e mele negli Usa e che fu segnalata la prima volta nel 2012 quando fu riscontrata in Emilia-Romagna; da allora, ha infestato le coltivazioni del settentrione, con il Veneto costretto a pagarne il prezzo maggiore (secondo Confagricoltura, i danni a volta raggiungono addirittura il 100 per cento delle piantagioni);

a differenza della cimice verde, infatti, che si moltiplicò moltissimo con la diffusione delle colture di soia, questa attacca molte altre tipologie di piante;

l'insetto è altresì devastante se entra in casa, anche se non punge gli umani, ma in questi giorni si sta assistendo a una vera e propria invasione ambientale, superiore di gran lunga a quelle registrate negli anni passati con altri tipi di cimici;

per debellare la cimice si deve confidare quasi totalmente sulle temperature e al clima, il troppo caldo e il freddo sono letali (e questo spiega perché si ritrova in casa), in quanto nel nostro Paese non esistono antagonisti naturali (ad eccezione dell’«Ooencyrtus telenomicida», un piccolissimo imenottero che si sviluppa, come parassita, all'interno, distruggendole completamente, ma con risultati modesti, al momento);

in agricoltura l'unico metodo efficace per andare a contrastarle è rappresentato dalle barriere fisiche come per esempio delle reti, ma sarebbe importante considerare l'opportunità di introdurre, con tutte le cautele del caso per evitare ulteriori problemi, gli antagonisti naturali provenienti dal territorio d'origine del parassita –:

se non ritenga di adottare iniziative per procedere a una sperimentazione di antagonisti naturali efficaci e senza impatti ambientali negli agrosistemi italiani al fine di far fronte a questa nuova insidia che sta producendo ingenti danni alle aziende agricole venete, danni che, senza un drastico intervento, l'anno prossimo saranno ancora più disastrosi a causa della diffusione esponenziale dell'insetto che comprometterà le semine di soia e di molte orticole;

se non ritenga opportuno adottare iniziative per prevedere all'interno del disegno di legge di bilancio per l'anno 2019 delle misure urgenti, anche attraverso la creazione di un fondo apposito, al fine di indennizzare gli agricoltori dai mancati guadagni provocati dalla presenza del parassita, così come fatto in passato per analoghe emergenza che hanno colpito il settore agricolo.

(5-00801)

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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