INTERROGAZIONE GALLINELLA, M5S CAMERA, SU ARAL LAZIO

GALLINELLA

"Nel nostro Paese per effettuare operazioni di import/export le procedure sono lente e farraginose e, nonostante l'attivazione dello sportello unico doganale dal 2011, il Ministero delle Politiche Agricole è in ritardo

Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-12965

presentato da

GALLINELLA Filippo

testo di

Mercoledì 20 dicembre 2017, seduta n. 901

GALLINELLA. — Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali. — Per sapere – premesso che:

l'Associazione regionale allevatori del Lazio (Aral) è un'associazione che opera nel quadro della politica generale e delle direttive organizzative dell'AIA, Associazione italiana allevatori, in armonia con la programmazione agricola regionale e con gli indirizzi delle associazioni nazionali per specie e razze di bestiame e settori di attività;

l'Aral, per lo svolgimento delle proprie attività istituzionali è finanziata sia dalla regione Lazio che dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali ed è anche sovvenzionata dai soci, rappresentati dalle associazioni provinciali di allevatori, nonché dalle altre associazioni dei produttori zootecnici ed altri enti operandi nel settore zootecnico;

l'Aral fino al 2012, ha svolto la propria attività dislocando il lavoro nelle sedi APA di Frosinone, Latina, Rieti, Viterbo e Roma, ma dal 1° gennaio 2013 ha accentrato le attività e dichiarato, di fatto, il fallimento, anche economico, delle APA provinciali;

le conseguenze, oltre ad una diversa organizzazione del lavoro, si sono ripercosse soprattutto sul personale delle diverse APA che si è trovato ricollocato o ridimensionato nelle mansioni e nelle ore lavorative;

nel 2014, attraverso le sigle sindacali, venne firmato un accordo per mantenere in servizio il personale dell'Aral, anche riducendone il salario, al fine soprattutto di mantenere in vita la preziosa attività svolta per il settore allevatoriale, in particolare la gestione dell'anagrafe e della tracciabilità bufalina;

a seguito di tale accordo però, evidentemente anche a causa di una crisi legata ad una contrazione dei finanziamenti sia da parte del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali sia della regione Lazio, non sono state messe in campo azioni per il rilancio del settore e si è anzi arrivati al licenziamento del personale ritenuto in esubero;

molti dipendenti hanno però fatto ricorso contro tale licenziamento e vinto la causa, e ora sono in attesa del giusto risarcimento;

le risorse economiche destinate al settore passano da Ministero e regione direttamente all'Aia che è delegata dalla stessa Aral a riceverle, e per questo l'Associazione regionale non sarebbe in grado di procedere ai risarcimenti né di mantenere un servizio efficace da parte dell'ente, fondamentale per il settore dell'allevamento italiano;

la gestione delle risorse economiche da parte dell'AIA e tra le diverse Associazioni regionali è da sempre fonte di numerose criticità, ciò a rischio dello sperpero di denaro pubblico nonché dell'abbandono di un intero settore del comparto agricolo che invece è necessario rilanciare e potenziare –:

se sia a conoscenza della situazione esposta in premessa e se non intenda, nell'ambito delle proprie competenze, intervenire per verificare la situazione della gestione generale delle risorse economiche destinate al comparto zootecnico e, in particolare, alle associazioni di allevatori, anche al fine di risolvere la situazione del personale licenziato dall'Aral Lazio.
(5-12965)

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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