INTERROGAZIONE, PAGANO FI SENATO, SU COSTRUZIONE IMPIANTO BIOMETANO IN TERRITORIO A FORTE VOCAZIONE AGRICOLA

Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-02654

presentata da

NAZARIO PAGANO

mercoledì 18 dicembre 2019, seduta n.177

PAGANO - Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e dello sviluppo economico. - Premesso che:

come annunciato il 23 ottobre 2019, dal sindaco di Loreto Aprutino (Pescara), Gabriele Starinieri, al convegno organizzato al castello Chiola dalla CIA (Confederazione italiana agricoltori), e ribadito successivamente in un incontro del 31 ottobre, è in progetto la realizzazione, da parte della società Make Energy Srl, di un impianto per la produzione del biometano, che attualmente risulta essere in attesa della necessaria autorizzazione regionale;

in un'intervista rilasciata al giornale "Il Centro" il 13 novembre, Starinieri ha rassicurato i cittadini sul progetto dell'impianto a biometano previsto sul territorio, elencandone alcuni vantaggi, come la produzione di milioni di metri cubi di biometano e la riduzione delle emissioni di anidride carbonica;

la centrale, un impianto da un megawatt di potenza a digestione anaerobica, produrrà circa 62.000 tonnellate di rifiuti annui, in larga parte rifiuti organici (FORSU), ma anche rifiuti agricoli, i quali, peraltro, vengono già smaltiti secondo procedure non impattanti, quali il conferimento di vinacce alle distillerie e lo spandimento sui campi dei ceppi;

dagli elementi progettuali forniti dal soggetto proponente, risulta che l'insediamento sia un vero e proprio impianto industriale atto non solo allo smaltimento di potature ma anche destinato al trattamento del FORSU (frazione organica del rifiuto solido urbano). La sua localizzazione, inoltre, è stata individuata in una zona agricola di pregio e in prossimità del fiume Tavo, ignorando totalmente i gravissimi rischi per l'ambiente, l'agricoltura, il turismo e, soprattutto, la salute pubblica dei cittadini;

l'impianto pubblicizzato come generatore di green economy processerà 62.000 tonnellate di rifiuti all'anno nel contesto di un territorio che ne produce una parte minima e trascurabile. Considerando che le province di Bologna e Modena producono, nell'insieme, 90.000 tonnellate di FORSU annue, è facile intuire che i rifiuti (principalmente FORSU) processati proverranno principalmente dal territorio di altre regioni;

tale progetto era già stato proposto e bocciato in altri luoghi della regione, come a Moscufo, Collecorvino e Rosciano, territori anch'essi prettamente agricoli, che hanno respinto con forza l'iniziativa;

considerato che, a giudizio dell'interrogante:

nelle considerazioni espresse dal sindaco Starinieri verrebbero totalmente omesse le consistenti emissioni di anidride carbonica prodotte dalle decine di mezzi che, annualmente, trasporterebbero le 62.000 tonnellate di rifiuti e le acque reflue di processo oggetto di depurazione. Su tale aspetto c'è anche da considerare che la rete stradale del territorio scelto per l'istallazione dell'impianto non è assolutamente adeguata a sostenere un tale traffico di mezzi pesanti;

in sede di valutazione di impatto ambientale, il Comune di Collarmele avrebbe già espresso la propria contrarietà alla costruzione dell'impianto, rimandando la decisione ai dirigenti regionali. I tecnici comunali avrebbero motivato il proprio diniego al progetto preliminare poiché non sarebbero rispettati i vincoli archeologici e sarebbero stati paventati anche rischi ambientali e di sicurezza per i cittadini. Forti perplessità, infine, sarebbero state avanzate anche in merito all'approvvigionamento dell'impianto, vista la presenza di impianti simili nella stessa zona;

lo scorso 13 novembre si è costituito il comitato "Difendiamo Loreto", formato da comuni cittadini e rappresentanti di azienda e di associazioni di categoria del territorio, con la finalità di perseguire attività di tutela dell'ambiente e, in particolare, della salute pubblica dei cittadini residenti a Loreto Aprutino, in relazione ad eventuali rischi derivanti da attività industriali generalmente intese e presenti nell'area vestina. Il comitato ha indetto, tra i suoi primi atti ufficiali, una petizione popolare per esprimere la propria contrarietà all'insediamento a Loreto Aprutino di una centrale per la produzione di biometano;

forte preoccupazione è stata espressa anche dalla Coldiretti di Pescara, che ha sottolineato l'importanza sia della compatibilità delle opere costruite sul territorio con l'ambiente circostante, sia della condivisione del progetto con cittadini e imprenditori e dalla CIA agricoltori italiani Chieti-Pescara, dato che l'impianto sarebbe realizzato nel territorio di Loreto Aprutino, tradizionalmente vocato a un'agricoltura di assoluta qualità;

è importante rilevare che l'area interessata per la costruzione dell'impianto non dista molto dalla riserva naturale regionale "lago di Penne", importante luogo di sosta e di riproduzione dell'avifauna stanziale e che il territorio di Loreto è identificato dallo stesso catasto comunale come un'area agricola di pregio;

è doveroso rilevare che la Make Energy agricola Srl nasce nel 2018, anno in cui il Governo determina lo stanziamento di 4 miliardi di euro di incentivi in favore della produzione di biometano ed è altresì importante sottolineare che un'altra società riconducibile ai medesimi soci, la Think Eco Srl, nacque proprio nel 2011 in concomitanza con lo stanziamento di incentivi per il biogas. Quest'ultima società realizzò nel 2012 un impianto a biogas che, a dispetto delle rassicurazioni sul basso impatto ambientale, è stato spesso fonte di emissioni odorigene rilevanti e di sversamenti illeciti del digestato sui terreni agricoli, segnalazioni che hanno dato vita ad esposti presso gli organi competenti,

si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti e se intendano assumere iniziative, nell'ambito delle rispettive competenze, per tutelare la sicurezza sanitaria e ambientale dei cittadini e continuare ad assicurare al territorio abruzzese il mantenimento di quelle caratteristiche che l'hanno reso un'eccellenza agricola.

(4-02654)

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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