INTERROGAZIONE SIMEONI, MISTO SENATO, SU PERICOLOSITA’ DIGESTATI CENTRALI BIOGASAPPROFONDIRE CAUSA-EFFETTO

ITALY-POLITICS-GOVERNMENT-SENATEAtto Senato Interrogazione a risposta scritta 4-04403 presentata da IVANA SIMEONI, MISTO, venerdì 31 luglio 2015, seduta n.495  con cui si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della pericolosità dei digestati delle centrali a biogas;

quali iniziative intendano intraprendere al fine di approfondire la possibile esistenza di un rapporto causa-effetto tra la presenza di impianti per la produzione di biogas e botulismo nei bovini;

quali iniziative intendano intraprendere al fine di accertare la sicurezza biologica della pratica di spargimento sui terreni dei digestati.SIMEONI, VACCIANO, BENCINI, MUSSINI, GAMBARO, MASTRANGELI - Ai Ministri delle politiche agricole alimentari e forestali, dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e della salute - Considerato che:

 

il botulismo è una malattia che provoca una paralisi flaccida dei muscoli, in conseguenza della mancanza di trasmissione nervosa con evoluzione letale per il soggetto intossicato, sia uomo che animale. È causato da un batterio chiamato "Clostridium botulinum" presente nel digestato (rifiuto finale della digestione batterica anaerobica) delle centrali a biogas, dovuto al fatto che il ciclo di digestione di queste centrali non neutralizza completamente la carica batterica del materiale organico consentendo così che, al completamento del ciclo digestivo, il batterio sia ancora presente nel digestato che viene poi comunemente usato come fertilizzante per il terreno e quindi disperso sul territorio;

 

il professor Boehnel dell'Università di Gottinga ha dimostrato già da tempo come la presenza di "Clostridium botulinum" e di altri patogeni nei digestati possa produrre conseguenze in quantità molto pericolose. Mentre le condizioni (temperature, pH, eccetera) della massa del digestore possono essere note e controllate, nulla si sa di quanto accade nel "cappellaccio", al di sopra della massa e sul fondo del "bio"digestore, dove le condizioni di crescita per il "Clostridum botulinum" diventano favorevoli;

 

la Germania aveva investito sul biogas molto prima dell'Italia, pertanto è stato possibile effettuare molti studi epidemiologici. Da tali studi risulta che la mappa della dislocazione delle centrali a biogas sia correlata sul territorio tedesco alla manifestazione di numerosi casi di botulismo;

 

tale grave patologia può provocare ed ha provocato la morte di numerosi animali selvatici e di allevamento. L'infezione può essere acuta, oppure cronica. Nel primo caso si ha la moria, anche in pochi giorni, dell'animale o degli animali colpiti. Nel secondo caso, la malattia può durare mesi;

 

questo fenomeno non riguarda solo la Germania; infatti a Trebaseleghe (Padova), nel maggio 2013, si è verificata una moria di 50 bovini a causa di intossicazione da botulino. Il contagio e la moria di animali hanno comportato il sequestro di tale allevamento ad opera dell'azienda sanitaria locale. A 4 chilometri dall'azienda agricola erano in funzione 4 centrali a biogas;

 

considerato inoltre che:

 

recentemente la Comunità europea ha chiarito che i digestati derivanti dalla produzione di biogas sono considerati "rifiuti prodotti" e pertanto rientrano nell'ambito di applicazione della normativa dei rifiuti come specificato dal Commissario dell'Unione europea all'ambiente;

 

i digestati ottenuti da processi di co-digestione possono presentare cariche batteriche anche superiori ai liquami come indicano le ricerche del CRPA (Centro ricerche produzioni animali SpA) di Reggio Emilia;

 

un elemento molto inquietante è che nei digestori finiscono anche scarti provenienti da macelli spesso siti in altre regioni, che a loro volta ricevono animali da molte aziende e finiscono anche scarti di industrie alimentari varie, ottenuti da prodotti animali e vegetali che spesso, prima di arrivare alle centrali, subiscono processi di degradazione spinta;

 

i digestati, anche quando risultato di un processo di digestione di substrati pastorizzati, non possono essere considerati esenti anche da salmonella o altri agenti patogeni. Un problema ancora più serio e generale riguarda i batteri sporigeni (clostridi, bacilli) che, se presenti nei materiali organici in entrata, sopravvivono anche alla pastorizzazione (Mitscherlich e Marth, 1984; Olsen e Larsen, 1987, Chauret et al. 1999, Aitken et al. 2005, Bagge et al. 2005);

 

gli sporigeni possono costituire un problema igienico quando i digestati sono distribuiti su terreni seminativi e pascoli e possono causare diverse gravi malattie, come la gangrena gassosa, che spesso è mortale, specie nei giovani bovini ed ovini che pascolano su determinate aree infette. In Svezia, dove il rischio di gangrena gassosa è relativamente elevato, è stata infatti vietata la fertilizzazione dei pascoli con i digestati anche se sottoposti a pastorizzazione. Analogamente ciò è accaduto anche in Emilia-Romagna per salvaguardare il famoso prodotto DOP, il parmigiano reggiano;

 

considerato inoltre che, a quanto risulta agli interroganti:

 

presso la sede della Regione Lazio si è tenuta il 16 luglio 2015 la Conferenza di servizi, funzionale al rilascio della valutazione di impatto ambientale del progetto di realizzazione di una centrale a biogas nel territorio di Tarquinia (Viterbo), presentato dal consorzio "Pellicano", durante la quale, Gian Piero Baldi dell'associazione "Bio Ambiente" Tarquinia e Simona Ricotti del "Forum Ambientalista" hanno potuto esporre le criticità e le anomalie nella realizzazione di un impianto che, se ultimato, esporrebbe ad ulteriori rischi la già provata salute degli abitanti del comprensorio, a vantaggio di pochi imprenditori;

 

nello specifico Tarquinia produce circa 1.500 tonnellate di rifiuti organici (Forsu) per anno, quantità risibile per poter far funzionare una centrale a biogas, che infatti necessita di almeno 25.000 tonnellate all'anno di materiale. Aumentano, dunque, le probabilità che in entrata ci siano substrati contaminati da batteri patogeni e, in uscita, quelle di contaminare una grande varietà di terreni agricoli e falde acquifere,

 

si chiede di sapere:

 

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della pericolosità dei digestati delle centrali a biogas;

 

quali iniziative intendano intraprendere al fine di approfondire la possibile esistenza di un rapporto causa-effetto tra la presenza di impianti per la produzione di biogas e botulismo nei bovini;

 

quali iniziative intendano intraprendere al fine di accertare la sicurezza biologica della pratica di spargimento sui terreni dei digestati.

 

(4-04403)

 

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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