LA PAC POST 2020? VERSO UN’AGRICOLTURA SMART, MA CON MENO FONDI

“La Politica agricola comune post 2020 sarà orientata a un’agricoltura “smart”, in grado di produrre più cibo, rispondere alle richieste dei consumatori, dare informazioni sulla produzione, migliorare al qualità degli alimenti e la salute degli animali, ridurre i costi, il consumo di acqua e l’impatto sul clima”.

Lo ha detto questa mattina il professor Angelo Frascarelli, docente di Economia e Politica agraria all’Università di Perugia, intervenendo al convegno “La Pac alle fermate dell’Omnibus e del post 2020”, organizzato da Coldiretti Brescia durante il primo giorno della Fazi di Montichiari.

Se dunque la notizia positiva è quella di un futuro della Pac oltre l’orizzonte temporale del 2020, ancora incerta la dote finanziaria complessiva. “È quasi scontato, però, sia per effetto della Brexit che per l’esigenza di nuove politiche come quella sui migranti, che le risorse a disposizione degli agricoltori saranno inferiori – ha spiegato Frascarelli -. Potrebbero essere un 10-15% in meno rispetto ai 420 miliardi di euro del settennato 2014-2020, ma c’è anche chi ha ipotizzato un taglio del 30 per cento”.

Le proposte legislative sulla Pac della Commissione europea sono attese per il prossimo 27 giugno e costituiranno la base per una prima discussione fra gli Sati membri.

Quello che è certo è che sarà una Pac senza più il Regno Unito, visto che la Brexit sarà definitiva a partire dal marzo 2019. E se da un lato, come ha ribadito Ettore Prandini, presidente di Coldiretti Brescia, “avremo meno risorse su cui contare, allo stesso tempo avremo una Pac meno rivolta al Nord Europa. A patto che si crei un asse del Sud Europa, che sappia dare risposte per la nostra agricoltura, ad alto valore aggiunto”.

Con un videomessaggio da Strasburgo, il vicepresidente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo Paolo De Castro ha posto l’accento sulle novità del regolamento Omnibus, entrato in vigore lo scorso gennaio.

È ancora prematuro indicare le linee guida di una programmazione che, secondo Prandini, “non entrerà in vigore prima del 2021 o del 2022”. Tuttavia, il prof. Frascarelli ha preconizzato un livellamento obbligatorio dei pagamenti diretti, assicurando maggiore attenzione agli imprenditori che vivono di agricoltura e che garantiscono occupazione. Anche i volumi aziendali saranno un discrimine. I pagamenti saranno maggiori per le piccole aziende e inferiori per quelle grandi, in osservanza al capping e al principio di digressività. “Se vogliamo un’agricoltura strategica - ha detto Prandini - non si può prescindere dalla zootecnia”.

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

Leave a Reply

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

MORE ARTICLES

Questo sito utilizza cookies di Sessione, Tecnici e di Profilazione. Cliccando su "OK", questi cookies si attiveranno. Per maggiori informazioni o per eventuali limitazione dei cookie, clicca sul link e visita la nostra apposita sezione.
This website uses Session, Permanent and Third-Party cookies. by clicking on "Ok", these cookies will be enabled. For further informations or for cookie limitation, please click on the link and visit our dedicated section.
Cookie & Privacy Policy

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi