LATTE E FORMAGGI, FIERAGRICOLA: PREZZI SOSTENUTI

lattePrezzi sostenuti a causa di una minore produzione: così dovrebbe andare il 2013 sul fronte lattiero caseario, sempre che il volume delle esportazioni dei principali player mondiali – altra variabile determinante - si mantenga positivo. Con l’aiuto di Clal, portale dedicato al comparto e seguito con assiduità in più di 200 Paesi, Fieragricola prova ad indicare come saranno i prossimi mesi. L’eredità del 2012, innanzitutto, non sembra sorridere ai produttori di latte. Dai dati si evince che i produttori di formaggi Dop a pasta dura hanno ricavi inferiori del 10 per cento e del burro dell’8,5 per cento. “Le liquidazioni delle cooperative che trasformano in formaggi grana saranno pertanto inferiori rispetto al 2011”, evidenziano in Clal. Contemporaneamente, i prezzi alla Gdo non hanno registrato la medesima frenata in termini di prezzi, diminuiti solamente del 3,1 per cento per i formaggi duri Dop e del 2,8 per cento per il burro. Viaggiano invece spediti i listini delle materie prime necessarie all’allevamento. Il mais tocca il +22,7 per cento sul gennaio 2012 e la soia addirittura un +27,3 per cento. Questo significa incidere negativamente sui costi di produzione. Quanto alle quotazioni del latte, rispetto a 12 mesi fa scende del 3,8 per cento il latte alla stalla nell’Ue-27, mentre segnali di ripresa si verificano in Italia (+1,8 per cento il latte spot sul gennaio 2012) e negli Stati Uniti, dove il balzo è del 7 per cento. Il quadro non può non comprendere il trend relativo alla produzione del latte dei principali player mondiali (Ue-27, Australia, Nuova Zelanda,Usa, Argentina, Ucraina, Bielorussia, Cile, Uruguay e Turchia).

Fra gennaio e ottobre 2012, ultimi valori elaborati dal Clal, la produzione lattiera è stata mensilmente superiore agli stessi periodi del 2011 dallo 0,4 per cento al +6,9 per cento. Solamente in settembre e ottobre si è assistito ad una inversione di rotta (-0,3 e -0,1 per cento). Una frenata che sta comunque proseguendo e che spiega come mai il prezzo di latte spot si è mantenuto su livelli soddisfacenti. A trascinare verso il basso le produzioni lattiere sono appunto il prezzo dei mangimi ancora su livelli elevati, la siccità che ha colpito gli Stati Uniti e una parte dell’Europa Centro-Meridionale, ma anche le forti piogge che hanno colpito l’Europa settentrionale, andando ad influire negativamente sulla qualità del foraggio. Per capire come sarà il 2013 bisogna vedere anche l’andamento dell’export. Perché la legge della domanda e dell’offerta regola ancora l’andamento dei mercati. Dalle elaborazioni Clal si nota che le esportazioni – considerate sui principali Paesi (Argentina, Australia, Nuova Zelanda, Usa, Svizzera, Ue-27, Ucraina) – sono ripartite, con una media del +8,97 per cento nel periodo ottobre 2012/novembre 2011 e con un’accelerazione di quasi 14 punti percentuali nel semestre maggio/ottobre 2012. Basterà questo segnale positivo oppure peserà di più il rallentamento degli ultimi mesi: +1,09 per cento fra settembre e ottobre 2012? Altro interrogativo è se nel secondo semestre del 2013 il mercato riuscirà ad assorbire l’espansione nelle produzioni di latte degli Stati Uniti.

com/elf

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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